Brindisi: città storica, di marinai, baciata dal sole, porta d’Oriente incastonata tra il mare e la terra come un diamante prezioso e offuscato da ciò che lo circonda. Eppure questa città brilla di luce propria anche se in pochi decidono di scoprire le sue meraviglie. La sua storia è davvero antica e, tra le sue strade, vi sono le tracce di quello che fu: un importante porto per le truppe romane, per i mercanti della Serenissima, per quella vista sull’Oriente. Un porto che, ancora oggi, per vastità e collocazione conserva la sua notorietà grazie ai collegamenti mercantili e turistici.  Brindisi sorge, come un gioiello, su di un porto naturale, un’insenatura che si apre nella costa adriatica della meravigliosa Puglia. All’interno dei bracci esterni dell’enorme porto vi sono le isole Pedagne , un arcipelago irraggiungibile perchè appratente al Gruppo Scuole ONU.

Brundisium dal latino e Brentesion dal greco, ricalcano il vocabolario messapico Brention, che vuol dire testa di cervo, ovvero la forma del suo porto richiama il nome della città.

COSA VEDERE

Per ciò che riguarda l’architettura religiosa la città ha subito principalmente l’influenza di due grandi periodi, quello medioevale e quello rinascimentale, con una sola costruzione più recente di stile neoromantico.

  • La chiesa di San Benedetto , un edificio sacro di epoca romana esistente forse anche prima del XI secolo, il monastero delle Benedettine di Santa Maria Veterana, nel XI secolo, venne largamente utilizzati da Goffredo , conte di Conversano e signore di Brindisi. Suggestivo è il suo chiostro romanico e il campanile in stile romanico pugliese.

  • La chiesa di San Giovanni al Sepolcro , un monumento eretto da Boemondo al ritorno dalle crociate, di età normanna e ritenuto battistero. L’edificio ha una pianta circolare che risale al XII secolo con alcuni affreschi e un portale sormontato da decorazioni in bassorilievo.

  • La Cattedrale, costruita tra il XI e il XII secolo con un pavimento musivo particolare. Purtroppo , nel 1743, a causa di un terremoto, l’edificio fu pesantemente danneggiato e ricostruito.

  • La chiesa della Santissima Trinità con cripta affrescata.

  • La chiesa del Cristo con un grande rosone che all’interno presenta due sculture lignee di grande interesse: un crocefisso e una Madonna con bambino riconducibili alla scultura gotica francese del XIII secolo.

  • La chiesa di San Paolo eremita, un rarissimo esemplare di gotico pugliese con altari barocchi.

  • La chiesa di Santa Maria del Casale con affreschi trecenteschi.

Le chiese nate nel periodo rinascimentale sino all’Unità d’Italia sono: Santa Maria degli Angeli , Santa Teresa, la facciata del campanile della Cattedrale e la chiesa Ortodossa di San Nicola.

L’architettura civile, invece, attraversa differenti periodi regalando alla città una rara bellezza.

  1. La vasche limarie

  2. le colonne romane un vero è proprio monumento sul porto della città. Due colonne gemelle, una distrutta nel 1528 e l’altra smontata durante la guerra per preservarne la bellezza. Della colonna superstite, oggi, nella sala del palazzo Granafei-Nervegna è possibile ammirare il capitello originale.

  3. La fontana Tancredi sull’antica via Appia, il portico dei Cavalieri Templari, la loggia del palazzo Balsamo e la Porta Mesagne sono il simbolo dell’architettura medioevale.

  4. Il monumento ai Caduti , il monumento al Marinaio, il palazzo di Giustizia, il teatro Verdi e la fontana delle Ancore rappresentano l’età contemporanea.

  5. Il Castello Svevo, il Castello Aragonese , il Bastione, porta Napoli , Torre Penna, Torre Testa e Mattarelle sono il simbolo dell’architettura militare.

COSA DEGUSTARE

L’unione tra mare e terra offre alla cucina brindisina quel quid che la rende speciale , una cucina povera per tradizione e poco raffinata perchè più propensa all’utilizzo di orzo, verdure selvatiche o lumache. Una cucina ricca di pesce azzurro, sono difatti da assaggiare le loro zuppe di pesce, il puré di fave o fave e cozze, le cozze racanate, le alici marinate al limone , li pettuli e la tajedda di riso patani e cozzi. Se passate da Brindisi assaporate il loro latte di mandorla realizzato in infusione o il limoncello. Fatevi affascinare dalla ricotta forte, dal cacioricotta e dal caciocavallo. Il piatto tipico da degustare è la legana con legumi, le orecchiette ed i ravioli con la ricotta. Ordinate una puccia, non vene pentirete e riempite di dolcezza il palato con la pasta di mandorle e le cartellate al vincotto. Se del vino non potete farne a meno allora siete nel posto giusto perchè qui vi è una malvasia nera di Brindisi da gustare con lentezza, un favoloso Sangiovese e, oltre al celebre Negramaro, vi consiglio di gustare l’Ottavinello o il Susumaniello.

COME ARRIVARE

  • In areo atterrando direttamente a Brindisi oppure a Bari raggiungendo la città in treno,

  • Via mare grazie anche alle crociere che spesso fanno tappa in questo porto oppure con il traghetto se provenite da Grecia o Albania.

  • In bus o con il treno

Narrando del suo viaggio da Roma a Brindisi in questa [quinta] satira, Orazio imitò Lucilio, poiché questi nel suo terzo libro [di Satire] aveva [narrato del suo viaggio] prima da Roma a Capua e poi da lì allo Stretto di Messina. – Pomonio Porfirione

2 Comments on ALLA SCOPERTA DI BRINDISI

  1. Tomaso
    15 giugno 2018 at 9:57 (1 mese ago)

    Cara Audrey, sono passato solo di sfuggita per Brindisi, la bella cittadina del Salento, devo dirti grazie di queste belle foto!!!
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      16 giugno 2018 at 17:40 (1 mese ago)

      Ciao Tomaso,
      peccato!! dai, magari ci sarà una prossima volta 😉
      Grazie a te caro amico
      Un abbraccio e un gran sorriso 😉

      Rispondi

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