Titolla-locandina-di-come-l-acqua-per-il-cioccolato-10153o originale: Como agua para chocolate
Paese di produzione: Messico
Anno: 1992
Durata: 105 min
Genere: drammatico
Regia: Alfonso Arau
Soggetto: Laura Esquivel
Sceneggiatura: Laura Esquivel
Interpreti e personaggi: Lumi Cavazos-Tita, Marco Leonardi- Pedro Muzquiz, Regina Torné-Mamá Elena, Mario Iván Martínez- Doctor John Brown.
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Trama e recensione:

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Mistica ed a tratti magica è la storia di questo film diretto da Alfonso Arau che mette in scena un racconto d’amore struggente, a mio avviso feroce e dal falso lieto fine. Una rivisitazione cinematografica del libro “Come agua para chocolate” (Dolce come il cioccolato) di Laura Esquivel. Sullo sfondo il regista ci presenta un Messico del primo novecento ove le donne la fanno da padrone portando sulla scena: amore, paure, gelosie, vendette, sottomissione e potere. La protagonista è Tita, una fanciulla cresciuta tra i fornelli con la passione per la cucina e una sorta di magia tra le mani che le permette, ad ogni portata, di donare i proprio sentimenti a chi assaggiava una delle sue leccornie. Difatti, con un solo boccone, può far provare al commensale: estasi, dolore incessante, passione, rabbia. Tita, però, è anche la minore di tre figlie e per questo è condannata, dalla madre e da un assurda e spaventosa tradizione, a restare zitella a vita. Il lungometraggio, interpretato in maniera sapiente, inizia con una Donna Elena pronta a partorire la minore delle sue tre figlie sul tavolo della cucina dove tra gli odori del cibo la piccola vede la luce piangendo per la puzza della cipolla. Tita, è questo il suo nome, a causa della morte del padre (deceduto dopo aver appreso del tradimento di sua moglie), cresce avvolta della freddezza della madre e tra le cure dalla cuoca Nacha. La serva, con il passare degli anni, le fa da mentore trasmettendole tutto il suo sapere e il suo amore per la cucina. Durante l’adolescenza la giovane fanciulla si como-agua-para-chocolade-660x330innamora di Pedro, il sogno del matrimonio sembra quasi palpabile visto che il suo è un sentimento ricambiato con la stessa forza e dedizione, però, a causa di quella vecchia tradizione messicana, i due giovani vedono il loro sogno infranto. Infatti, la severissima Donna Elena, nega la mano di Tita a Pedro affermando che la figlia ha un dovere importantissimo da perseguire. Pedro, disperato e distrutto, accetta di sposare la sorella di Tita: Rosaura, per restare accanto alla sua amata per tutta la vita. All’inizio tutti vivono sotto lo stesso tetto e Tita, con grande dedizione si prende cura del suo nipotino osservando da lontano la vita che gli è stata negata. Purtroppo, tuttavia, alcuni accadimenti e sospetti inducono Elena ad allontanare figlia e genero da Tita (questo porta il primogenito della coppia alla morte ). Geltrude, invece, stanca delle imposizioni della madre scappa totalmente nuda a cavallo con un avventuriero messicano. Tita, dopo aver appreso della dipartita del suo nipotino, piomba in uno stato d’incoscienza che le impedisce persino di parlare, ma grazie al medico John supera la depressione ricongiungendosi con la sua famiglia dopo la morte della madre. A questo punto arriva il colpo di scena, ad un passo dalle nozze con Johacquacioccon la giovane donna capisce di amare Pedro e dopo aver trascorso la notte con lui pone fine alla sua storia con il dottore. Rosaura e Tita si scontrano sull’educazione della nipote di Tita destinata ad avere il suo stesso triste futuro. Dopo alcuni anni Rosaura stremata dai suoi problemi intestinali (per tutto il film soffre di flatulenza), passa a miglior vita. Gli anni si susseguono e durante le nozze della figlia di Pedro e Rosaura i due innamorati, finalmente liberi da ogni vincolo, parlano della loro passione travolgente e dopo essersi appartati consumano un attimo di pura lussuria che conduce Pedro all’apice della gioia nonché alla morte. Tita, affranta dal dolore, si suicida dandosi fuoco alla guance per raggiungere il suo amato nell’aldilà. L’intera storia è  raccontata da un narratore onnisciente, una voce di donna fuori capo che si scoprirà essere la nipote di Tita, erede dei suoi libri di cucina e del suo diario segreto. Il lungometraggio è un dramma dal sapore latino che tra passione e cucina affascina lo spettatore. Naturalmente non sano rari gli attimi di sgomento che regala il racconto attraverso le sue morti strambe e improbabili o le follie inaspettate. Però, come ben sapete, è proprio questo il bello dei racconti latini.  Degno di nota, oltre a questo amore represso, è il legame tra le varie donne della famiglia ed il loro essere diverse quasi sino a compensarsi. Il film ha una discreta fotografia, le musiche incorniciano alla perfezione le varie vicende ed è sicuramente una storia che colpisce e rapisce nonostante il finale in stile Romeo e Giulietta.

Voto: 7/10

La ricetta proposta da questo film da rifare assolutamente? Beh! Io direi “I peperoni messicani” capaci di portare una passione sfrenata già al primo morso.

Ricetta Peperoni messicani
Prep time 
Cook time 
Total time 
Ricetta tratta dal libro “Dolce come il cioccolato” Ingredienti per 4 persone
Cuisine: Mexican
Ingredients
  • Per i peperoni:
  • 2 peperoni gialli
  • olio EVO
  • ¼ di cipolla per il soffritto
  • 100 g di macinato misto
  • ½ mela
  • uva sultanina
  • noci
  • mandorle
  • 1 cucchiaino da caffè di concentrato di pomodoro
  • 1 pizzico di zucchero
  • cumino
  • sale
  • pepe bianco
  • Per la crema:
  • 75 g di panna
  • 60 g di formaggio stagionato a scelta
  • una manciata di noci
  • Per la decorazione:
  • 1 melagrana
  • una manciata di pistacchi non salati né tostati
Instructions
  1. Per i peperoni: Pulire i peperoni, togliendo i semi e la parte bianca e tagliarli a metà.
  2. In una padella versare abbondante olio, la cipolla e lasciare soffriggere bene. Aggiungere la carne macinata, il cumino ed il pizzico di zucchero.
  3. Una volta rosolata la carne versare l’uva sultanina fatta rinvenire in un poco acqua, le mandorle, le noci ridotte a pezzettini, la mezza mela tagliata a spicchi piccolissimi. Salare e pepare abbondantemente. Infine aggiungere il concentrato di pomodoro e mescolate bene.
  4. Riempire i peperoni con il composto, versare sopra un filo d’olio e lasciare cuoce in forno per 30 minuti a 200°.
  5. Per la crema: Fare sciogliere il formaggio grattugiato nella panna. Una volta ottenuta una crema omogenea aggiungete le noci tritate.
  6. Servire i peperoni cospargendoli di crema, chicchi di melagrana e pistacchi.

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La curiosità di Antonella: Una nota di merito va all’edizione italiana del film che ha scelto di mantenere fedele il titolo originale traducendolo letteralmente. L’infelice traduzione del libro (Dolce come il cioccolato) purtroppo si allontana molto dal significato della tipica espressione sud – americana, come agua para chocolate, che attraverso la metafora dell’acqua che raggiunge l’ebollizione durante la preparazione di una cioccolata calda ( in Sud – America la cioccolata si prepara con l’acqua e non con il latte ), è intesa con il significato di ” bollire di rabbia” . La frase però assume anche altre connotazioni che la legano alla passione, all’eccitazione sessuale e, non per ultimo, alla perfezione tra due cose o persone quando per magia si uniscono creando una delizia bollente come l’acqua per fare la cioccolata calda.

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Clicca qui per recarti da Antonella del blog “Il tempo ritrovato” e leggere del libro

14 Comments on Fatterellando “Un libro e un film”: Come l’acqua per il cioccolato

  1. Tomaso
    23 Settembre 2016 at 11:34 (3 anni ago)

    Cara Audrey, dovrebbe essere veramente un bellissimo film, da quanto ho letto nella trama e recensione.
    Poi la ricetta mi sembra facile da fare vedremo se io e Danila ci proveremo.
    Ciao e buona giornata cara amica, con un abbraccio e un sorriso:) sorridere fa bene!
    Tomaso

    Rispondi
    • Audrey
      2 Ottobre 2016 at 19:48 (3 anni ago)

      Ciao Tomaso,
      si, è carino.
      la ricetta è super, da leccarsi i baffi 😀
      Buona serata un abbraccio a tutti voi 😀
      e un sorriso, come dici tu, fa bene 🙂

      Rispondi
  2. antonella
    23 Settembre 2016 at 14:11 (3 anni ago)

    Ciao Audrey, ed ecco, dopo parecchio tempo, il nostro Fatterellando con un libro e un film un po’ insoliti ma piacevoli. Hai fatto un gran bel lavoro, brava!
    Un bacione.
    Antonella

    Rispondi
    • Audrey
      2 Ottobre 2016 at 19:50 (3 anni ago)

      Ciaooooo,
      siiiii!!! finalmente ci siamo. Grazie anche tu 😀
      Un bacione

      Rispondi
  3. Lilli
    23 Settembre 2016 at 16:46 (3 anni ago)

    Ciao Audrey! Non lo conoscevo sai, è sicuramente sia da leggere che vedere. Ottima anche la ricettina, molto sfiziosa! Un bacione e buon weekend!:**

    Rispondi
    • Audrey
      2 Ottobre 2016 at 19:51 (3 anni ago)

      Ciao Lilli,
      se ti piace il genere si perchè è carinissimo. La ricetta l’adoro 😀
      Un bacione e buona domenica :*

      Rispondi
    • Audrey
      2 Ottobre 2016 at 19:51 (3 anni ago)

      grazie cara!!!
      buona serata anche a te 🙂

      Rispondi
  4. Elisabetta Pagano
    25 Settembre 2016 at 20:11 (3 anni ago)

    Il film l ho visto è molto bello, vorrei leggere anche il libro son sicura che mi appassionerebbe! Baci Elisabetta

    Rispondi
    • Audrey
      2 Ottobre 2016 at 19:54 (3 anni ago)

      ah, l’hai visto!!! che bello!!!io non l’ho ancora letto Antonella dice che è una lettura da spiaggia carina 😉
      baci

      Rispondi
  5. Stefania
    26 Settembre 2016 at 15:26 (3 anni ago)

    Una tradizione davvero assurda, quella che Tita, essendo la minore sia dovuta rimanere zittella, non la capisco e mi chiedo perchè poi? Per quanto riguarda la storia, mi dispiace, ma non sono molto amante di questi generi letterari, dove forti passioni e tragedie s’intrecciano per tutta la storia. Non conoscevo il film e neanche il romanzo, comunque grazie per la proposta. La tua ricetta, invece la trovo accattivante, ha quella nota di dolce e salato che mi sembra si accompagni bene alla proposta del film. Sempre bravissima a fare abbinamenti, spesso non sempre facili. Un abbraccio, buona settimana, Stefania

    Rispondi
    • Audrey
      2 Ottobre 2016 at 19:57 (3 anni ago)

      Concordo con te assurda e spaventosa. Anch’io lo trovo egoistico e cattivo da parte di un genitore. Certo, se non ti piace il genere te lo sconsiglio perchè è davvero troppo . La ricetta è super , almeno per il mio palato e se ti piacciono gli ingredienti te la consiglio 😉
      Grazieee!!! Un abbraccione e buona serata

      Rispondi
  6. Daniela
    26 Settembre 2016 at 15:49 (3 anni ago)

    Ciao Audery, mi ha incuriosito non poco questo film, una trama particolare, cercherò di vederlo, pure la ricetta dei peperoni messicani è stuzzicante.
    Grazie e buona settimana!
    Dani

    Rispondi
    • Audrey
      2 Ottobre 2016 at 19:59 (3 anni ago)

      Ciao Daniela,
      se lo vedi fammi sapere cosa ne pensi. Siii!!! è super io poi sono una fan della cucina messicana
      buona serata un abbraccio

      Rispondi

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