Quando io bevo penso, quando penso bevo! François Rabelais (circa 1494 – 1553)

Caipirissia alla Malvasia delle Lipari

La caipirinha è un cocktail di origine brasiliana che, dal 2003, è stato dichiarato dal governo nazionale comebbig6 bevanda tipica del Brasile. Come ben sappiamo il Brasile fu conquistato e spremuto per bene soprattutto dal Portogallo. Nel 1532, agli albori della vera colonizzazione, le sue terre venivano sfruttate essenzialmente per la coltivazione del tabacco e della canna da zucchero. All’epoca chi si occupava del raccolto erano gli schiavi africani ed i nativi che spesso, oltre alla razione del giorno, ricevevano gli scarti della produzione dello zucchero. In quell’epoca con suddetti scarti si produceva la “grapa”, un succo non fermentato della canna da zucchero. Successivamente, con l’utilizzo della fermentazione e, in seguito, della distillazione si ottenne la Cachaça, una sorta di bevanda mediocre destinata agli schiavi che raggiungevano i piani più alti della società. Essa però era la bevanda dei nativi e in quanto tale rappresentava un po’ quella parte di popolazione che desiderava possedere una dignità sociale. Nel 1660 il Brasile si ribellò ai coloni per le forti imposte sulla produzione della Cachaça. La rivolta, nota come “la rivolta della Cachaça”, per l’appunto la bevanda che si stava guadagnando una grossa fetta di mercato diventando cosi un’ottima fonte di guadagno per i produttori locali fu dura e, alla fine,  la bevanda divenne bevanda nazionale del “Caipira”. Purtroppo, però, come accade spesso, le originariamente del cibo e delle bevande sono controverse e accanto alla seguente storia si intreccia una più recente ma avvolta nel mistero dei rimedi e medicamenti fatti in casa. La caipirinha o caipiriña (se vogliamo chiamarla in spagnolo), difatti, era anche un misto di cachaça, aglio, limone e miele utilizzato dagli abitanti della zona per combattere l’epidemia di influenza che colpì il Brasile nel 1918. Con il passere del tempo e l’evoluzione degli stili di vita è nata la Caipiroska, una variante della famosa bevanda brasiliana il cui nome deriva dal portoghese e viene utilizzato per designare gli abitanti delle zone rurali e remote del Brasile.  Ovviamente la Caipiroska non è l’unica variante della caipirinaha, difatti, in base al cambiamento degli ingredienti, quindi essenzialmente della parte alcolica, essa modifica il suo nome  in caipirinha se contiene cachaça, Capiroska se ha la vodka e caipirissima se è fatta con del rum bianco.

LA RICETTA

5.0 from 1 reviews
Cocktail Divino: Malvasia delle Lipari dolce doc (Caipirissia alla Malvasia delle Lipari)
 
Prep time
Total time
 
La ricetta, da me leggermente rivisitata, è tratta dal ricettario online Fabbri (1905) .
Author:
Recipe type: cocktail
Cuisine: brasil
Serves: 10m
Ingredients
  • 2,5 cl di Malvasia delle Lipari dolci
  • 1,5 cl di lime tagliato a spicchi
  • 2 cucchiaini di zucchero di canna
  • 1 cl di Mixyfruit Fabbri alla Pesca
  • fettine di pesca
Instructions
  1. In un bicchiere old fashioned pestare il lime con lo zucchero e le fettine di pesca. Riempire poi il bicchiere di ghiaccio tritato, versare il vino e il Mixyfruit, mescolare. Decorare con due cannucce e qualche fettina di pesca.

Carta d’identità

02B075HAUN001Denominazione: Malvasia delle Lipari dolce doc

Vitigni principali: Malvasia delle Lipari

Gradazione alcolica minima: 11,5 gradi

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Caratteristiche

* Colore giallo dorato o ambrato.

* Odore Ampio con sentori di albicocca di miele e di eucalipto.

*Sapore Dolce, aromatico, caldo, soffice, decisamente pieno.

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Servizio

* Temperatura 10 gradi *

Abbinamenti Biscotti, tartellette, piccola pasticceria anche farcita con creme. Ma soprattutto è vino da meditazione.

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Le isole Lipari, o Eolie, costituiscono un piccolo arcipelago formato da sette isole ( Lipari, Stromboli, Salina, Panarea, Vulcano, – mitologica residenza di Eolo – Filicudi e Alicudi. ) tutte in provincia di Messina, al largo di Milazzo. Qui i coloni greci portarono e coltivarono per primi la Malvasia che, dopo millenni, viene ancora oggi coltivata e vinificata. La produzione dell’omonimo vino era, verso la fine degli anni cinquanta del secolo scorso, in netta decadenza. Le sue sorti cambiarono grazie all’arrivo di un turista che, innamorato delle isole e dei suoi vigneti, vi si stabilì contribuendo in modo determinante alla rinascita di questo antico vino. I vini dolci del Mezzogiorno suscitano oggi l’interesse di molti appassionati perchè intensi e solari, caratterizzati da profondità di colore e ampiezza di sapore. Nascono da uve, come detto, messe a dimora dagli antichi greci e forse addirittura dai fenici, e che quindi appartengono alla vetusta civiltà mediterranea. Oggi la Malvasia delle Lipari è prodotta soprattutto nelle isole di Salina e Stromboli, mentre la sua vinificazione nelle altre isole è modesta se non assente. Il Vino Quando Carlo Hauner, designer milanese, giunse nel 1963 nelle Eolie per trascorrervi un breve periodo di vacanza, si innamorò di queste isole selvagge e decise di acquistare una fattoria a Salina dove poter dipingere e produrre vino. In quel periodo la Malvasia era, come abbiamo visto, in declino, veniva commercializzata unicamente sul posto e non poss2033edeva gli standard qualitativi per poter attrarre il mercato continentale. Hauner, dopo pazienti ricerche fatte di numerosi tentativi, riuscì a scoprire i segreti di questo vino; seppe cioè vinificarlo in modo meno approssimativo di quanto era avvenuto sino a quel momento e le sue bottiglie incontrarono subito l’interesse degli intenditori. La Malvasia delle Lipari di Hauner si impose soprattutto a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, apprezzata per la sua armonica compiutezza. L’intraprendenza di Hauner fu seguita poi da altri produttori che cambiarono metodi e impianti di vinificazione. elevando e valorizzando il patrimonio viticolo dell’arcipelago.

La DOC

Nel 1974 la Malvasia delle Lipari è stata riconosciuta Doc; il disciplinare che ne regolamenta la produzione prevede che il vino sia ottenuto con uve malvasia di Lipari ( massimo 95 % ) completate da uve Corinto nero ( 5-8 % ). La resa massima delle uve è di 90 quintali per ettaro. Il disciplinare stabilisce che il vino possa essere prodotto nelle varietà dolce, passito o dolce naturale, e liquoroso. La Malvasia delle Lipari dolce deve possedere un tasso alcolico minimo di 11,5 gradi dei quali almeno 8 svolti. Ciò significa che il vino al momento della svinatura, deve registrare almeno 8 gradi alcolici. La M5.-Fenechalvasia al momento della commercializzazione ha colore giallo dorato o ambrato; sfumature di colore che variano in funzione dello stadio di maturazione delle uve, in genere surmature o parzialmente passite. Il profumo è ricco, ampio e lascia trasparire sentori di albicocca, tipico di alcuni vini dolci mediterranei. Si avvertono inoltre ricordi di miele ed eucalipto. Il sapore, dolce, è aromatico, caldo, soffice, decisamente pieno. La Malv
asia va degustata a 10 gradi di temperatura, come vino da meditazione, ossia sorseggiandola senza nessun accompagnamento; oppure proposta assieme a pasticceria da forno come biscotti, tartellette, paste mignon anche farcite con creme o frutta: fragole, albicocche, pesche, ananas, mirabelles. La Malvasia passita, o dolce naturale, è prodotta utilizzando grappoli particolarmente ricchi di zucchero. Presenta colore giallo oro tendente all’ambrato; l’odore è ricco di intensità aromatiche; il sapore è dolce, vellutato, pieno. La gradazione alcolica minima è di 18 gradi, dei quali 12 svolti. Il vino, servito a 10 gradi, oltre ad essere proposto senza accompagnamento, può essere servito a fine pasto in luogo di un distillato o per accompagnare piccola pasticceria da forno. Infine il disciplinare prevede la produzione della Malvasia liquorosa ( in verità piuttosto rara ), che deve essere dotata di 20 gradi alcolici e avere colore giallo dorato o ambrato; il profumo deve risultare intensamente aromatico, mentre il sapore è dolce, pieno, sostenuto da spiccata alcolicità. Si serve a 10 gradi come vino da meditazione o dopo un pranzo importante in luogo dei distillati.

Malvasia delle lipariClicca qui per recarti nel blog di Antonella “Il tempo ritrovato” e leggere la rubrica correlata denominata “Lieti Calici”

Immagini dal web- L’Immagine dei cocktails appartiene al web ed è posta a puro scopo dimostrativo, Wall e ricetta cocktail a cura di Audrey, parte dedicata al vino a cura di Antonella del blog “Il tempo ritrovato”.

18 Comments on Cocktail Divini: Malvasia delle Lipari dolce doc (Caipirissia alla Malvasia delle Lipari)

  1. Veronica
    24 Giugno 2016 at 17:12 (3 anni ago)

    È qui mi cogli sul fatto !!! Hai riunito in un unico bicchiere il mio cocktail e il mio vino dolce preferiti. Sei super tesoro! Grazie per le info storiche ?

    Rispondi
    • Audrey
      26 Giugno 2016 at 14:49 (3 anni ago)

      ahuahuahau 😀
      Ci piace lo stesso cocktail …beh!! allora sono contenta 😉
      Grazieeee!!! Un abbraccione enorme :* :*

      Rispondi
    • Audrey
      26 Giugno 2016 at 16:43 (3 anni ago)

      Grazie!!! anch’io è una regione incantevole!!!
      Xoxo

      Rispondi
    • Audrey
      26 Giugno 2016 at 16:51 (3 anni ago)

      siii!!!
      a presto

      Rispondi
  2. Lilli
    26 Giugno 2016 at 18:53 (3 anni ago)

    Che delizia ora rientrata dal mare ci vorrebbe proprio! Un bacione grande carissima, buona domenica!:**

    Rispondi
    • Audrey
      4 Luglio 2016 at 17:24 (3 anni ago)

      grazie cara!! Un mega bacione anche a te :* :*

      Rispondi
  3. lolle
    27 Giugno 2016 at 16:27 (3 anni ago)

    Oggi ci diamo alla pazza gioia… mi piace!!! E allora un bel brindisi con questo profumatissimo cocktail!!! Baci

    Rispondi
    • Audrey
      4 Luglio 2016 at 17:27 (3 anni ago)

      Oggi si, oggi ci ubriachiamo come se non ci fosse un domani ahuahuahau
      Baci

      Rispondi
  4. elisabetta
    27 Giugno 2016 at 16:50 (3 anni ago)

    Molto interessante questo post, con mio figlio che per passione ha appena fatto un corso da somelier, mi sto appassionando anche io. ottimo questo vino da meditazione, lo degusterei volentieri, ma si magari anche con un buon biscottino dei tuoi! Baci

    Rispondi
    • Audrey
      4 Luglio 2016 at 17:29 (3 anni ago)

      Davvero? ma che bello!!! ha fatto bene a cimentarsi è molto interessante. Grazie cara!!! un abbraccione

      Rispondi
  5. Marina
    28 Giugno 2016 at 11:08 (3 anni ago)

    Delizioso, è anche un ottimo aperitivo ..
    A presto!

    Rispondi
    • Audrey
      4 Luglio 2016 at 17:31 (3 anni ago)

      😉 grazie!!!
      a presto

      Rispondi
  6. Vanessa
    28 Giugno 2016 at 22:17 (3 anni ago)

    Post molto interessante!? Ho letto e commentato anche il post su Alice!? Baci!

    Rispondi
    • Audrey
      4 Luglio 2016 at 17:38 (3 anni ago)

      grazieee!!! vado a vedere
      baci :* :*

      Rispondi
  7. makeupnonsolo
    3 Luglio 2016 at 13:21 (3 anni ago)

    Quanto vorrei provare questo cocktail! Non l’avevo neanche mai sentito nominare, si vede che nella mia zona non lo conoscono nemmeno…

    Rispondi
    • Audrey
      4 Luglio 2016 at 17:43 (3 anni ago)

      La caipirissima solitamente è molto conosciuta la mia variante non penso la troverai è più facile se la fai da te. Da noi al sud, solitamente, sono cocktail che vanno molto perchè freschi e anche dolci. baci

      Rispondi

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