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Lingua originale: italiano
Paese di produzione: Italia
Anno: 2016
Durata: 86 min
Genere: commedia
Regia: Gennaro Nunziante
Soggetto: Gennaro Nunziante e Checco Zalone
Sceneggiatura: Gennaro Nunziante e Checco Zalone
Produttore: Pietro Valsecchi
Casa di produzione: Medusa Film, Taodue
Fotografia: Federico Masiero
Montaggio: Pietro Morana
Musiche: Luca Medici
Costumi: Valentina Di Palma
Interpreti: Checco Zalone-Checco Zalone, Eleonora Giovanardi-Valeria Nobili, Sonia Bergamasco- Dottoressa Sironi, Ludovica Modugno-Caterina, Maurizio Micheli- Peppino, Ninni Bruschetta-Ministro Magnu, Paolo Pierobon-Ricercatore scientifico, Lino Banfi-Senatore Nicola Binetto, Azzurra Martino- Penelope.

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TRAMA:

Zalone,quo-vado giunto in Africa, viene catturato da una tribù del posto e costretto, dal capo, a raccontare la storia della sua vita. Parte dagli albori descrivendo un Checco bambino con il sogno del posto fisso: un posto agognato, desiderato, tanto amato e ambito perchè rende l’esistenza appagata, felice e spensierata. Arriva, in poco tempo, a narrare la vita meravigliosa di un uomo felice, alle dipendenze della provincia, con una fidanzata zerbino e una mamma che lo coccola. Una vita da sogno: venerdì calcetto, pranzo da re dalla suocera, mamma cameriera 24h su 24, papà bancomat, lavoro da vero privilegiato e nessuna responsabilità. Però, un giorno, la sua esistenza viene stravolta da una terribile notizia: il governo vara una riforma che coinvolge tutta la pubblica amministrazione decretando un taglio delle province. Convocato al ministero dalla dirigente Sironi, Checco viene posto dinanzi ad una scelta; lasciare il tanto amato posto fisso o mantenerlo andando in contro alla mobilità e al trasferimento? Qui entra in gioco l’angelo custode, colui che non lascia mai i suoi discepoli: il Senatore Binetto, il Re dei posti fissi.

Senatore Binetto: “Io sono un rottamato, chi ho sistemato, ho sistemato!”
Checco: “No senatore, a me avete già sistemato, io sono del paese vostro, voi avete sistemato mio padre al Comune e mio zio alla Regione.”
Senatore Binetto: “A te dove ti ho messo a non fare nulla?”
Checco: “Io alla Provincia!”
Senatore Binetto: “Ah, sudore, sudore!”
Checco: “Ma ora ha sentito senatò…mi mettono in mobilità!”
Senatore Binetto: “Ma che mobilità, quelli vogliono licenziare!”

Grazie a Binetto, Checco, rifiuta ogni proposta della Sironi e soddisfattosonia-bergamasco-quo-vado-751250 della sua forza e perseveranza, nel mantenere un diritto acquisito, come un pedina, viene sbattuto da una parte all’altra dell’Italia adattandosi ad ogni tipo di mansione e luogo. La sua nuova vita è divertente e ogni posto è una città da scoprire, almeno fino a quando la destinazione non si chiama: Norvegia. Ennesimo tentativo dell’ormai disperata Sironi al fine di ottenere le famose dimissioni, quelle che le permetteranno di accedere ad un posto in paradiso. Qui, tra il pericolo degli orsi polari, il freddo e la desolazione incontra la Dottoressa Valeria Nobili, una ricercatrice italiana che ruba il suo cuore. La Norvegia diviene, in questo modo, un posto stupefacente e pian piano Zalone scopre la bellezza dell’essere civile, il rigore tipico dei paesi nordici, l’educazione e il rispetto. In poche parole si trasforma in un’altra persona: un uomo attento, premuroso con la sua compagna e accorto con i figli. Difatti, Valeria, ha tre bambini nati da storie precedenti e Checco si trova a fare i conti con una realtà diversa composta da religioni e credi differenti.

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Allora, chiariamo una cosa: qui nessuno prevale sull’altro, perché tu è vero sei l’occidentale, razza superiore, ma sei molto più piccolo; tu sei il fratello grande, ma sei molto più nero, quindi vi equivalate ragazzi.

Intanto, la Sironi, t53146_pplorna all’attacco e il povero Checco stremato dai 6 lunghi mesi di buio sente talmente tanto la mancanza della sua terra da star male. Il ministero, per spaventarlo, lo trasferisce in Calabria assieme alla sua nuova famiglia con il compito di confiscare tutti gli animali detenuti illegalmente dai boss della zona. Ma anche questa volta Checco riesce a dare il meglio e assieme a Valeria fonda una clinica per la salvaguardia e il reinserimento degli animali nei propri habitat. Tutto fila liscino come l’olio sino a quando Valeria, ormai stanca della burocrazia corrotta, decide di lasciare l’uomo ponendolo di fronte ad un aut aut: l’amore o il posto fisso. Lui sceglie il posto fisso, torna nella sua città e riprende il suo vecchio lavoro sino a quando non riceve una chiamata inaspettata: Valeria, in dolce attesa, ben presto darà alla luce il suo quarto figlio, quello nato dall’amore provato per Checco. Eccolo allora in Africa, circondato da indigeni del posto a raccontare la sua esistenza.quo-vado-checco-zalone

Allora mettiamo caso che tu ogni mese prendi un cinghiale: a gennaio una freccia, un cinghiale; febbraio, una freccia, un cinghiale. Poi arriva dicembre, tiri la tua freccina… e trovi due cinghiali! Ti è mai successo? Si chiama tredicesima! Se il tuo cuore non conosce questa gioia allora taci, perché i tuoi déi ti hanno condannato alla partita IVA.

Dopo aver convinto il capo della tribù a lasciarlo andare per avere la possibilità di cambiare ed essere migliore, Zalone viene liberato, raggiunge Valeria, firma le dimissioni e decide di condurre una vita diversa con la donna della sua vita.

RECENSIONE:

“Quo vado?” iroquo-vado2nico riferimento allo locuzione latina Quo vadis? (dove vai?) che da il titolo all’opera letteraria del polacco Henryk Sienkiewicz, è stato decretato film da record. Difatti ha ottenuto il maggiore incasso in Italia nel giorno del suo esordio con oltre 6.850.000 euro, doppiando persino Harry Potter e i Doni della Morte, inoltre ha superato anche il record migliore singola giornata detenuto dal precedente film di Zalone “Sole a Catinelle”. Nella sua terza giornata batte per giunta se stesso con oltre 7.770.000 euro. In breve, già al primo week end, risulta aver incassato 22.248.000 euro record assoluto per l’Italia. Distribuito il doppio rispetto a Star Wars, in oltre 1300 sale, il lungometraggio è stato girato, montato e prodotto in 16 settimane tra Puglia, Norvegia e alcune città Italiane menzionate nel film. Non sono una che ama particolarmente i film comici ma, ad oggi, posso affermare che Zalone con le sue storie mi ha strappato più di un sorriso e se i primi tre film mi hanno piacevolmente colpita quest’ultimo mi ha addirittura sorpresa. Per prima cosa Luca Medici mostra, ancora una volta, la sua bravura a 360° firmando la colonna sonora che da carattere e incisività alla storia. Non ci sono mai tempi morti, le vicende si susseguono in maniera incalzante alternando battute intelligenti e ponderate a piccoli sketch fatti di luoghi comuni ma esilaranti. Interessante è la trama, una sorta di favola a lieto fine che permette al suo protagonista di ritrovare il vero senso della vita grazie all’abbandono di un’ideologia che rispecchia l’italiano medio e purtroppo, spesso e soprattutto, la cultura del posto fisso vero e proprio privilegio che porta il lavoratore ad abusare dei suoi poteri e della sua fortuna a discapito di chi non ha un lavoro e, in maniera ingiusta, ricopre cariche inadatte. La vita di Zalone rispecchia, in questo modo, l’esistenza di parecchi italiani e il luogo comune, che tanto comune non è, per una volta non fa arrabbiare ma ridere. Ride chi odia i dipendenti pubblici fannulloni, raccomandati e opportunisti. Ride il dipendente che si riconosce nella storia e ride anche il dipendete che lavora al posto di quello fannullone e per 80 minuti circa nessuno odia nessuno, tranne i politici che in tv affermano di non aver apprezzato la dura verità. Quella che racconta di uno spaccato d’Italia, ma se non bisogna fare di tutta l’erba un fascio si deve pur ammettere che i posti pubblici sono il male del nostro bel paese. Cosi tra una risata e una bella “botta” il nostro Zalone senza fare il fannullone si becca un bel tapiro da Striscia, una valanga di soldi dagli italiani e strappa un sorriso a tutti noi che siamo stanchi e una risata nonostante la borsa che scende pensiamo di meritarla. Vista la sua abilità e anche le sue competenze, si pensi che per sponsorizzare il film ha usato soprattutto i social e una strategia di marketing davvero geniale, quasi quasi il posto fisso che sognava da bambino se lo merita per davvero ma non alla provincia, bensì al governo. Pertanto se quello che cercate è un po’ di leggerezza, un filo di spensieratezza, quattro risate e perchè no, una storia a lieto fine con una piccola morale, non sarà un capolavoro da oscar ma almeno vale i soldi del biglietto e raggiunge il suo scopo: distrarre lo spettatore.

VOTO: 8/10

Immagini dal web

14 Comments on Quo vado?

  1. Lilli
    20 Gennaio 2016 at 11:41 (4 anni ago)

    Pensa che ne ho sentito parlare così bene ed ancora non l’ho visto. Lui mi fa morire, come te non apprezzo particolarmente i film comici ma sicuramente questo ne deve valere la pena, almeno mi faccio qualche risata! Un bacione grande Audrey!:**

    Rispondi
    • Audrey
      23 Gennaio 2016 at 16:49 (4 anni ago)

      è un film divertente, vale la pena vederlo per farsi due risate 😉
      Un bacione cara :* :* <3 <3

      Rispondi
  2. Tomaso
    20 Gennaio 2016 at 12:41 (4 anni ago)

    Sicuramente se mi capita lo vedrò molto volentieri, cara Audrey

    Rispondi
    • Audrey
      23 Gennaio 2016 at 16:51 (4 anni ago)

      😉
      buon fine settimana caro Tomaso a presto

      Rispondi
  3. federica
    20 Gennaio 2016 at 14:13 (4 anni ago)

    a me è piaciuto un sacco: ho riso di gusto 🙂

    Rispondi
    • Audrey
      23 Gennaio 2016 at 16:51 (4 anni ago)

      è carino 😉

      Rispondi
  4. veronica
    20 Gennaio 2016 at 16:51 (4 anni ago)

    Io l’ ho visto e come sempre Zalone fa una descrizione perfetta della realta’ Italia. Bel film , mi e’ piaciuto.Baci cara.

    Rispondi
    • Audrey
      23 Gennaio 2016 at 16:55 (4 anni ago)

      concordo!!! un bacione e buon fine settimana

      Rispondi
  5. Ale
    21 Gennaio 2016 at 20:39 (4 anni ago)

    Non vado mai al cinema. Sono passata per un saluto dopo tanto tempo. Ciao carissima, a presto.

    Rispondi
    • Audrey
      23 Gennaio 2016 at 16:56 (4 anni ago)

      a presto e un abbraccio 😀

      Rispondi
  6. Stefania
    21 Gennaio 2016 at 23:37 (4 anni ago)

    Sicuramente è un film spassoso, io non l’ho ancora visto, ma credo ne valga la pena…ha la giusta dose di leggerezza e spensieratezza per un po’ di buon umore. Ciao Audrey, un abbraccio Stefania

    Rispondi
    • Audrey
      23 Gennaio 2016 at 16:57 (4 anni ago)

      Si, decisamente. Un abbraccio cara Stefania a presto

      Rispondi
  7. Tomaso
    19 Febbraio 2016 at 11:37 (4 anni ago)

    Non lo ho ancora visto, ma quando arriverà qui lo vedrò sicuramente!!!
    Ciao e buona giornata cara Audrey.
    Tomaso

    Rispondi
    • Audrey
      27 Febbraio 2016 at 16:01 (4 anni ago)

      Ciao Tomaso, te lo consiglio è un bel film, molto divertente 😉
      Buon fine settimana

      Rispondi

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