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Pietro Ferrero
Pietro Ferrero

STORIA DI UN’AZIENDA DI FAMIGLIA: Pietro e Piera sono una giovane coppia che, nel 1946, ad Alba, trasforma una piccola pasticceria a conduzione familiare in una delle fabbriche più importanti al mondo. Una storia di famiglia fatta di passione, ideali, rinascita e tanta golosità. Tutto iniziò quando Pietro aprì, in via Rattizzi, un piccolo laboratorio mentre sua moglie gestiva la rinomata pasticceria Biffi di via Maestra. Purtroppo, però, siamo in anni duri ove guerra e povertà dilagante non permettono di reperire la materia prima necessaria per la creazione delle loro prelibatezze. Pietro è un uomo geniale e non si lascia scoraggiare da questo inconveniente bensì pensa a modo per sfruttare le ricchezze del suo territorio creando qualcosa di gustoso a base di nocciole. E proprio grazie alle famose nocciole nasce il primo prodotto di quel laboratorio: la pasta gianduia o giandujot, una pasta a base di nocciole avvolta nella carta stagnola che si può tagliare e spalmare sul pane. Il prodotto, destinato agli operai abituati a mangiare sempre pane pomodoro, è buono e anche economico quindi, in poco tempo, accoglie pareri favorevoli conquistando anche altri segmenti di mercato. E cosi, per merito dell’antenata della Nutella, il 14 maggio del 1946, il laboratorio si trasferisce in via Vivaro facendo sorgere la Ferrero. Come vi ho accennato questa è la storia di una famiglia, infatti, proprio qui, entra in gioco Giovanni, fratello di Pietro che, dopo aver venduto un intero carico di pasta gianduia a Milano, decise di far conoscere il prodotto in tutta Italia attraverso la vendita diretta.

Ferrero-1Cosi, tra le strade Italiane, iniziano a circolare i furgoncini marchiati Ferrero. Naturalmente la pasta al gianduia, nonostante la sua bontà, non può restare l’unico prodotto sul mercato e Pietro, attraverso la sua fantasia e il suo estro, da vita al Cremino aggiungendo il burro di cacao alla sua delizia primordiale. Ma come ogni storia che si rispetti, dopo tanta gioia, arriva la tragedia. Il 4 settembre del 1948 un’alluvione rischia di compromettere anni di lavoro ma i fratelli Ferrero ed i loro dipendenti non mollano e assieme riesco a salvare la fabbrica. Alcuni mesi dopo, il 2 marzo del 1949, a causa di un infarto, Pietro Ferrero viene a mancare. Da quel momento in poi, accanto al fratello Giovanni, un nuovo componente della famiglia inizia a dare il suo contributo: Michele, figlio di Pietro e uomo dalle straordinarie capacità imprenditoriali che porterà l’azienda al successo. La Supercrema, mamma della Nutella, permette di portare il numero di dipendenti a mille unità offrendo lavoro a tantissima gente.  Nel 1954, la faccia sorridente di Gianduja, lascia spazio ad una scritta, quella del marchio che riporta anche una piccola corona stilizzata per ricordare Alba, la “città delle cento torri”. A circa 150 km da Francoforte nasce la Ferrero GmbH, il primo stabilimento estero che per anni rappresenterà l’unica realtà dolciaria internazionale. Proprio qui, dalle mani di italiani e tedeschi nasce il Mon Cheri. Nel 1957 muore Giovanni Ferrero e il controllo passa a Michele ormai ventenne pieno di creatività e con tanta voglia di esplorare e sperimentare.

Michele Ferrero
Michele Ferrero

L’azienda continua ad espandersi e dopo la Germania, le nuove sedi sono: Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna. L’espansione continua anche nella nostra nazione, difatti, a Pozzuolo Martesana, nel 1960, viene aperto un nuovo stabilimento che nel tempo creerà oltre 700 posti di lavoro. Inoltre, con l’arrivo della tv nascono alcuni personaggi “cult” come Jo Condor e il Gigante Buono. Nel 1964, la pasta Gianduja diventa Nutella, una dolce bontà spalmabile che conquista grandi e piccini diventando persino un fenomeno studiato dai sociologi, il suo nome è più semplice e facile da pronunciare in tutte le lingue è un’idea di Michele, un vero e proprio lampo di genio.  Nel 1967, alla 50ª  edizione del Giro d’Italia , l’azienda mette in palio a ogni tappa 100.000 lire per chi si aggiudica l’arrivo e per chi conquista la maglia rosa. Al contempo la Ferrero studia qualcosa di sfizioso che conquisti anche gli adulti offrendogli una dolce pausa rigenerante quella del Pocket Coffee. Esattamente un anno dopo, nel 1969, la produzione si diversifica con  l’arrivo del Tic Tac che grazie al suo packaging rappresenta una piccola rivoluzione. Gli anni passano, i consumatori diventano sempre più esigenti e serve un giusto compromesso, qualcosa di dolce ma sano al contempo come il Kinder Cioccolato con più latte e meno cacao, come affermava lo slogan. La Ferrero non si ferma e prima dell’arrivo degli anni ’70 apre il primo ufficio nella grande mela. Il successo di una grande azienda non è rappresentato solo da una vasta gamma di prodotti buoni e di qualità, inoltre, come ben sapete, la pubblicità non basta essa e solo uno strumento che permette al prodotto di essere conosciuto su vasta scala. Per mantenere il successo serve anche una grande mente, un buon imprenditore, di quelli capaci di conquistare i suoi lavoratori. Tutto ciò più la modernizzazione delle linee produttive che partì proprio ad Alba per poi propagarsi presso tutte le sedi, anche in quelle neonate in Austria e Irlanda, Portorico e Ecuador, Asia, Giappone e Australia; segnano l’affermarsi di questa realtà industriale. L’innovazione e i prodotti, sempre più amati, sono molto curati e il packaging, che sin dall’inizio era stato importante per quella famosa pasta di Gianduja monodose e pratica da utilizzare, continua ad essere un altro punto di forza della strategia aziendale. Quindi accanto ad un ottimo prodotto, ad una buona pubblicità e alla modernizzazione, il fattore praticità va a  delineare uno dei requisiti del packagig del marchio che oltre a catturare la vista diventa semplice proprio come l’aprire e chiudere con un dito una scatola di Tic Tac  o bere un meraviglioso e dissetante Estathè, attraverso una confezione monodose con cannuccia che conserva la qualità del prodotto catturando anche la vista. Pian piano a tutto ciò si affianca una nuova strategia aziendale, quella della diversificazione del prodotto, una diversificazione capace di catturare diversi target senza perderne altri. In questi anni si cerca di studiare una vasta gamma di prodotti da destinare ai giovanissimi, una gamma di nome Kinder Division fatta per chi desidera prodotti sani, genuini e golosi, presenti in tutti i negozio in qualsiasi periodo dell’anno. Dopo oltre trent’anni, siamo negli anni ’80, la Ferrero grazie a Nutella primeggia tra le creme spalmabili in Europa, Kinder è tra gli alimenti di punta per i ragazzi, i Mon Cheri diventano le praline al liquore più amata e le Tic Tac il confetto più venduto.  Lo slogan “idee nuove, cose buone” forse è davvero uno degli ingredienti più importanti di questa grande azienda.

Pietro Ferrero
Pietro Ferrero

Nel 1982, con l’arrivo del Ferrero Rocher, trionfo del frutto-simbolo dell’azienda, nasce uno dei prodotti più sofisticati, glam e deliziosi al mondo. Il dolce che il maggiordomo Ambrogio porgeva alla sua signora, una donna distinta, elegante e dalla voce suadente. Il nuovo prodotto segna una svolta anche per lo stabilimento ad Alba, ora sede di nuove tecnologie capaci di creare il cioccolatino più gold di tutti i tempi. Esattamente 12 mesi dopo, nel 1983, vine istituita la fondazione Ferrero che secondo i desideri di Michele doveva rappresentare un  trait d’union tra passatoi e futuro, oltre che un punto di riferimento per chi ha lavorato e lavora in azienda. L’ente, nel 1991, diventa un ente morale presieduto dalla moglie Maria Franca e la sua sede, situata a pochi passi dallo stabilimento ad Alba si pone come linee guida: cultura, sociale e impegno vesto i giovani. Nel 1985, iniziano i lavoro per costruire, nel Sud Italia, due nuovi stabilimenti, quello di Balvano in Basilicata ed a Sant’Angelo dei Lombardi (Avellino). Negli anni ’90 l’espansione continua e la Ferrero sbarca in Ungheria, Russia, Repubblica Ceca, Polonia, Messico, Argentina e Brasile. Con “Italia 90”, l’azienda utilizza ancora una volta il mondo dello sport per rilanciare i propri prodotti valorizzando il marchio attraverso la promozione “Vinci campione” con la quale è possibile aggiudicarsi palloni, tute e magliette autografati. Michele e la sua creatività non si fermano, cosi arriva una nuova gamma di prodotti, quella delle famose merende fresche: genuine, naturali, senza conservanti o additivi chimici dal sapore fresco e dolce. Kinder fette al latte, Kinder Pinguì e Kinder Paradiso, accorpano due grandi target formati da giovani e adulti. In Germania, sempre negli anni ’90, sbarca Raffaello fratello di Mon Cheri, Pocket Coffee e Ferrero Rocher. Siamo nel 1994 quando una spaventosa alluvione colpisce Alba portando via con se parecchie vite umane. I danni, anche per l’azienda sono inestimabili, la produzione si ferma come nel 1948 i lavoratori, anche quelli che hanno le case distrutte, decidono di non abbandonare il loro manager e soprattutto quella famiglia, in meno di due settimane lo stabilimento riapre. Dopo 50 anni dalla nascita il fatturato dell’azienda è pari a 7.500 miliardi di lire e conta oltre 14 mila dipendenti, una super famiglia allargata. Il mercato diventa sempre più agguerrito ma Ferrero non molla perchè sa che può competere senza perdere mai di vista il suo pensiero, al sua passione e la voglia di creare prodotti squisiti e di alta qualità. Con l’arrivo del 1997 una nuova generazione fa il suo ingresso in casa Ferrero, dopo anni di lavoro Pietro e Giovanni, figli di Michele, diventano Chief Executive Officers con responsabilità congiunta della conduzione dell’azienda.

Giovanni Ferrero
Giovanni Ferrero

Nel 2004 in casa Ferrero ci sono ben 40 candeline da spegnere per l’amata Nutella e 30 per l’ovetto-sorpresa, i due compleanni regalano meravigliose novità a tutti i consumatori. Tra il 2006 e il 2008 si affermano anche nuovo prodotti: il Gran Soleil, il Ferrero Garden e il Rondnoir. Il 08/05/2009, con un indice di 85.17 su 100, Ferrero sale sul podio conquistando la medaglia d’oro nello studio del Reputation Institute di New York. Nell’aprile del 2011, in Sud Africa, muore tragicamente Pietro Ferrero mentre cerca di compiere un’altra delle sue missioni umanitarie. Il fratello Giovanni continua a condurre l’Azienda con successo perseverando in quella che è la filosofia di questa grande azienda di famiglia fondata su solidi valori.famiglia-ferrero

STRATEGIE AZIENDALI E MISSION: Sin dagli albori di questa grande azienda vi è alla base la passione, un motore capace di smuovere mari e monti. Ma, come ben sapete, un prodotto di qferrerorocherqualità è sempre composto da pochi è semplici ingredienti mixati con sapienza, ingegno e amore. Si, perchè è proprio l’amore per il territorio quello che diede a Pietro, fondatore di questo colosso, la possibilità di partire con uno sprint in più. Quindi, senza nemmeno rendersene conto in poco tempo: la passione, la grande umanità che permise di conquistare i propri dipendenti, congiunta alla voglia di sperimentare e utilizzare i frutti della propria terra per soddisfare un bisogno primario di quella che all’epoca rappresentava il ceto più basso, si rivelò la strategia vincente. Certo, non possiamo dimenticarci di Giovanni, che con la trovata del furgoncini, non solo permise di abbattere i costi della distribuzione ma al contempo ebbe un’idea geniale che catturò, come le migliori strategie di marketing, grossi segmenti di mercato. Michele, figli di Pietro, ebbe il pregio di non perdere di vista i valori e gli ideali di chi lo aveva preceduto e nonostante la giovane età dimostrò quanto abile fosse nella conduzione aziendale. In quello che era un periodo favorevole dovuto alla rinascita e alla ricostruzione dell’Italia, lui ebbe il coraggio di puntare in alto, espandersi e crescere partendo alla conquista di nuovo territori senza mai perdere di vista quello che contava. Difatti egli valorizza i prodotti di punta rendendoli appetibili anche per le nuovi nazioni, ma al contempo diversifica la gamma dei suoi prodotti in modo da conquistare nuovi targer e punta molto sulle innovazioni, migliorie e sulla modernizzazione dell’azienda, del prodotto e anche del suo packaging, questa si rivelerà un’arma vincente nel lungo periodo. Naturalmente, conoscendo l’importanza del pubblicità, affianca a tutto ciò degli spot e come Ignis, punta sullo sport per far conoscere al mondo i suoi prodotti. Con l’arrivo di Pietro e del fratello Giovanni i riflettori si accendono dando molta importanza alla qualità del prodotto ma anche al grande impegno sociale unito alla voglia di riconfermare i prodotti di punta festeggiando anche la loro nascita. Questo permette di affermare che la Mission aziendale si poggia su fondamenta solide quali: qualità sempre più elevata, cura artigianale, freschezza del prodotto, selezione accurata della materie prime e alta considerazione del proprio cliente. La parola chiave di questa grande società è senz’altro data dal termine innovazione che ha permesso all’azienda di diventare una grande multinazionale inimitabile e capace di conquistare grosse e svariate fette di mercato. Infine la Ferrero è molto attenta alla sicurezza alimentare, all’ambiente, al sociale e alle comunità locali nelle quali opera. Il suo essere global e anche glocal (pensate globale, agire locale) è il suo punto di forza perchè pensa in modo globale ma è attenta allo sviluppo del territorio nel quale costruisce. La fiducia e l’impegno quotidiano che unisce il marchio e il consumatore, con il passare degli anni hanno permesso all’azienda di affermarsi sempre di più. Oggi il Gruppo Ferrero si colloca ai primi posti nel mondo nei rispettivi mercati di riferimento e questo accade grazie alla sua filosofia che punta sulla differenziazione della gamma dei prodotti e sul giocare d’anticipo nel creare qualcosa che il consumatore desidera ma ancora non sa di volere. Un po’ come affermava Steve Jobs con la Apple. La Ferrero oggi conta 20 stabilimenti e più di 30.000 dipendenti e 73 società operative. Una parte del suo fatturato viene costantemente reinvestito in innovazione, ricerca e sviluppo anche nel campo eco-sostenibile. Le materie prime, come il cacao, arrivano direttamente da Costa D’Avorio, Ghana e Ecuador, le nocciole dall’Italia e dalla Turchia e il latte da fornitori in aree a vocazione lattiera. L’obiettivo è quello di fornire un prodotto di alta qualità ad un prezzo contenuto. Altro punto di forza del Gruppo Ferrero è l’importanza sociale della sua mission: creare posti di lavoro, realizzare prodotti che rispondano alle esigenze delle popolazioni locali diversificando il prodotto, incentivare la tutela alla salute (si pensi al tutti i prodotti composti da più latte e meno cioccolato o privi di additivi e conservanti). Il marketing effettuato tramite la sponsorizzazione di avvenimenti sportiFerrerovi soprattutto affiancando la nazionale di calcio, si è evoluto nel tempo passando dalla tv anche ai social, la pagina facebook ufficiale oggi conta 30 milioni di fan affermando la sua
maestosità tra i marchi più forti. Nutella, raggiunge quote spaziali affiancandosi a brand affermati come Coca-Cola e Apple, mondiali che hanno portato ad una grandissima sfida in campo di comunicazione e marketing. Si pensi che Nutella, Coca-Cola e Evian sono stati i primi tre colossi capaci di proporre e creare package personalizzati con nomi, appellativi, ecc. In poche parole Ferrero ha studiato i bisogni del mercato per creare su di essi le strategie vincenti portando il Mede In Italy nel mondo.

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Clicca qui per recarti nel blog di Antonella “Il tempo ritrovato” e scoprire la filosofia di questa famiglia e tante altre informazioni interessanti e di approfondimento.
Fonti : http://www.fondazioneferrero.it –  http://www.ferrero.it/azienda/il-gruppo/una-storia-di-famiglia/una-grande-azienda – http://www.ferrero.com/it/il-gruppo/una-storia-di-famiglia/una-grande-azienda/

20 Comments on Fatterellando : Ferrero- Una geniale e straordinaria famiglia Piemontese

  1. Lilli
    29 Settembre 2015 at 22:43 (4 anni ago)

    Ciao Audrey! No, hai pensato a me quando hai scritto questo post vero?:) Mitica azienda, storica famiglia, golosissimi prodotti, e chi è che non è cresciuto con pane e nutella o con il kinder cioccolato? Tutt’oggi non mancano nella mia dispensa. Antonella, ora però acquisterò per curiosità la cioccolata Novi, voglio fare la prova!:) Un abbraccio grande amichetta cara <3

    Rispondi
    • Audrey
      3 Ottobre 2015 at 14:53 (4 anni ago)

      Ciao tesoro,
      ahuahuahuahua quando ci sono i dolci di mezzo penso sempre a te amica mia 😉
      Io non di certo la nutella per me è la nutella ahuahuahua
      La novi è molto buona, Antonella mi ha regalato un vasetto e devo dire che è fantastica.
      Un bacione caraissima :* <3

      Rispondi
  2. Paola
    30 Settembre 2015 at 9:48 (4 anni ago)

    Una grande azienda, orgoglio del Piemonte

    Rispondi
    • Audrey
      3 Ottobre 2015 at 14:55 (4 anni ago)

      concordo!

      Rispondi
  3. ilbellodiesseredonna
    30 Settembre 2015 at 10:47 (4 anni ago)

    Penso che questa azienda è amata da tutti … i suoi prodotti sono un qualcosa di eccezionale.

    Rispondi
    • Audrey
      3 Ottobre 2015 at 15:07 (4 anni ago)

      si, lo penso anch’io difficile trovare qualcuno che non ami almeno uno dei loro prodotti
      a presto

      Rispondi
  4. robbyroby
    30 Settembre 2015 at 11:43 (4 anni ago)

    Mi piacciono i prodotti della Ferrero. Buona la Nutella però mi piace tantissimo la nocciolata Rigoni di Asiago.

    Rispondi
    • Audrey
      3 Ottobre 2015 at 15:07 (4 anni ago)

      Piacciono tanto anche a me. La nocciolata Rigoni non l’ho mai assaggiata.

      Rispondi
  5. MikiMoz
    30 Settembre 2015 at 12:59 (4 anni ago)

    Sorellastra, eccomi!
    Mi ero perso questo post… squisito!
    Un dolce tour all’insegna della squisitezza made in Italy. Pensa, il nonno di un mio cugino girava proprio col camioncino Ferrero!
    Il Gran Soleil non si trova più, mi pare…
    La Nutella spacca, è una droga.

    Moz-

    Rispondi
    • Audrey
      3 Ottobre 2015 at 15:13 (4 anni ago)

      Ciao fratellastro,
      che bello rivederti 😉
      davvero? ma che bello!!! mi sarebbe piaciuto vederne uno
      Si, io non lo vedo da un bel po’ di anni in giro, peccato, secondo me, era buono.
      ahuahuahauh vero!!!

      Rispondi
  6. Stefania
    30 Settembre 2015 at 23:47 (4 anni ago)

    Una grande azienda, una grande famiglia che ha saputo mettere a frutto le sue idee..con prodotti sempre nuovi e gustosi…la Nutella poi è unica, nessuno è mai riuscito a fare un prodotto migliore… Che brava Audrey ci hai proposto una storia particolareggiata di questa famiglia e non si può che esserne conquistati…un abbraccio Stefania

    Rispondi
    • Audrey
      3 Ottobre 2015 at 15:19 (4 anni ago)

      Concordo con te. Inoltre, la voglia di evolversi e sperimentare gli ha davvero permesso di raggiungere un grande successo, per altro meritato.
      Grazieee!!! Un abbraccione e buon fine settimana cara Stefania 😀

      Rispondi
  7. Silvia
    1 Ottobre 2015 at 19:45 (4 anni ago)

    Audrey… che fame che mi hai fatto venire! Non conoscevo la storia di questa famiglia. Molto interessante anche “l’unghiata di Antonella”: non avevo mai pensato a un confronto tra due creme di nocciole. Diamo per scontato che la Nutella sia il top del top solo perchè la conosciamo da sempre… ma forse non è così!

    Rispondi
    • Audrey
      3 Ottobre 2015 at 15:21 (4 anni ago)

      ahuahhauhua Grazie a Ferrero vi ho presi tutti per la gola 😉
      Antonella, questa volta, vi ha regalato una super unghiata

      Rispondi
  8. andrea
    2 Ottobre 2015 at 8:47 (4 anni ago)

    solo sentire questo cognome evoca cose dolci :))

    Rispondi
    • Audrey
      3 Ottobre 2015 at 15:28 (4 anni ago)

      vero!!! 😉

      Rispondi
  9. Elsa March
    2 Ottobre 2015 at 17:48 (4 anni ago)

    Ho visitato la Ferrero quando facevo l’università e sono rimasta molto colpita dalla mente geniale del suo creatore.
    Un po’ come la Barilla, aziende nate dalla bravura di una famiglia lungimirante che sono ancora uno dei pochi buoni capisaldi del paese.
    Gran post, grazie per i tuoi spazi interessanti!
    Buon weekend

    Rispondi
    • Audrey
      3 Ottobre 2015 at 15:29 (4 anni ago)

      Ma che bello! sarà stata una bella esperienza.
      Si, hanno storie simili.
      Grazie mille!
      Buon fine settimana anche a te

      Rispondi
  10. Valentina
    4 Ottobre 2015 at 20:26 (4 anni ago)

    Che bello questo post, tesoro, davvero interessante e anche l’unghiata di Antonella mi piace molto 😉 Ti abbraccio forte e ti auguro una splendida settimana :** <3

    Rispondi
    • Audrey
      5 Ottobre 2015 at 15:30 (4 anni ago)

      Ciao tesoro,
      grazie mille!! ti abbraccio forte anch’io
      buon inizio settimana :*** <3 <3

      Rispondi

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