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Una delle forme di collezionismo più antica è senz’altro la numismatica. Difatti, risale all’impero romano la passione di collezionare monete per creare ciondoli porta fortuna. Il collezionismo numismatico, quello vero e proprio, invece, arrivò con l’inizio dell’Umanesimo e il suo precursore fu il grande Francesco Petrarca. In effetti egli fu il primo a considerare questi oggetti come preludio di un approfondimento storico capace di far scoprire il passato attraverso uno dei simboli di potere tra i più vecchi nella storia. Il più grande collezionista di monete fu il cardinale Pietro Barbo (Papa Paolo II), seguito da Cosimo de ‘Medici. Oggi questo tipo di collezione comprende pezzi unici provenienti da tutto il mondo: spiccioli che sono entrati in circolazione solo per brevi periodi a causa di errori nella coniatura o gettoni considerate particolarmente belli o che hanno una rilevanza storica importante. Il collezionismo di monete antiche è legale ed è riconosciuto anche dal codice dei Beni Culturali dal 22 gennaio 2004 e successive modificazioni.

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Chi crede che con il denaro si possa fare di tutto è indubbiamente pronto a fare di tutto per il denaro.
(H. Beauchesne)

È bene avere il denaro e le cose che il denaro può comprare, ma è bene anche, ogni tanto, controllare ed essere sicuri di non aver perso le cose che il denaro non può comprare.
(George Horace Lorimer)

 

Ma quando sono nate le monete? 

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Le monete, secondo la storia, sono nate in Lidia, tra il VII e il VI secolo, per semplificare gli scambi soprattutto nelle operazioni di pagamento dei mercenari. In Grecia, invece, esse rappresentavano un simbolo importante in quanto fornivano autonomia alla polis. Difatti, questo legame tra polis e moneta divenne un vero e proprio fenomeno che caratterizzò a lungo il mondo greco. Anticamente le monete erano impresse solo su di una faccia mentre il rovescio era marcato da uno o più punzoni. Quando fu necessario munire di stampo anche la parte superiore con un disegno, vide la luce la moneta bifacciale che tutti conosciamo. Solitamente le monete erano in argento, soprattutto in Grecia, mentre nell’Asia Minore si utilizzava l’elettro. In Italia, durante il periodo di Filippo il Macedone, apparvero i primi spiccioli in oro, anche se in Sicilia e nella Magna Grecia veniva adoperato il bronzo. Ma le monete, in età antica, non erano solo una pura merce di scambio, bensì delle piccole opere d’arte incisoria, infatti, basta ammirare la raffinata bellezza delle vecchie monete greche per notare la maestria di chi le coniava. Quelle romane, al contrario, durante tutto l’Impero, sono state portatrici di messaggi che l’imperatore voleva trasmettere ai propri sudditi. Infine, molti di voi si ricorderanno di aver letto nei libri di storia o di latino che un “obolo” veniva posto in bocca ai defunti per permettergli di pagare il passaggio nel traghetto a Caronte. Per questo, collezionare monete, vuol dire anche effettuare un viaggio nella macchina del tempo.

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Dalla Lira all’Euro

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Grazie a Carlo Magno Re dei Franchi (742-814), nacque l’antenata della Lira come moneta di conto. Ciò accadde attraverso la riforma avvenuta durante il sacro Romando Impero ove si stabilì che da una libbra o libra d’argento (434 gr) si potessero ricavare 240 Denari o 20 Soldi ( 1 soldo valeva 12 Denari). Durante la seconda metà del millecinquecento apparve, anche se in maniera differente lungo una parte dello stivale, la prima vera Lira. Inizialmente, però, le Lire non erano tutte eguali in quanto ogni città faceva riferimento a libbre diverse avendo un’unità di base dissimile. Proprio per questo, sotto il Regno di Vittorio Emanuele II, furono emesse ben dieci diverse Lire provenienti da 4 zecche differenti: Firenze, Torino, Milano, Napoli. Con Umberto I le zecche divennero due : Milano e Roma, ma Vittorio Emanuele III, appassionato di numismatica, lasciò ben cinque eterogenee Lire con ventisette millesimi tutte coniate nella Zecca di Roma. Dal conseguimento dell’Unità nazionale nel 1861 fino all’arrivo dell’Euro, la Lira è stata la valuta di questa nazione. Essa arrivò con la seconda campagna d’Italia e la ricostruzione della Repubblica Cisalpina come Repubblica Italiana trasformatasi poi in Regno d’Italia nel marzo del 1805. Dopo la fine del Regno d’Italia, nel 1814, la Lira rimase presente nel Ducato di Parma. Nel 1861, con la riunificazione dell’Italia sotto i Savoia, la moneta ritornò ad essere la valuta dello stivale. A causa della prima guerra mondiale vi fu penuria di metallo e ciò fece ripristinare il corso forzoso che era stato abolito nel 1909. Nel ’79 entrò in vigore il Sistema monetario europeo e nacque l’ECU. Nel 1999 arrivò l’Euro e il 1 gennaio 2002, con l’entrata in circolazione della moneta unica europea vennero 7 ritirate le monete e le banconote italiane. Pertanto l’emissione delle serie divisionali in lire di monete proof (monete emesse espressamente per collezioni numismatiche) e fior di conio (monete mai entrate in circolazioni che non presentano alcun segno tranne quello del contatto con altre monete durante la produzione) terminarono.

Sistema di valutazione delle monete da collezione

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Per poter quotare il valore di questi oggetti da collezione, per prima cosa, è necessario stimare lo stato di conservazione. Questo è il primo parametro oltreché il più importante in tutto il m10ondo. In base a quelle che sono le regole di valutazione le monete si dividono in : FDC (Fior di Conio, moneta che non presenta segni di circolazione ma può al massimo avere dei segni di contatto dovuti al processo produttivo), SPL (splendido, moneta che ha circolato pochissimo pertanto presenta rilievi integri), BB (bellissimo, moneta con segni di usura ma ancora perfettamente leggibile), MB (molto bello, usate e poco leggibile in alcune parti), B (bello, liscia con la maggior parte dei rilievi scomparsi), D ( discreto, quasi completamente liscia ), FS (fondo specchio o proof, moneta riservata ai collezionisti grazie alla sua speciale tecnica di lavorazione ). Il secondo criterio di valutazione, anch’esso di rilievo è la rarità che divide le monete in 6 categorie: NC (non comune), R (rara), RR (molto rara), RRR (rarissima), RRRR (estremamente rara), RRRRR (solo alcuni esemplari conosciuti). Infine è importante distinguere le monete antiche da quelle moderne, quelle evocative molto apprezzate perchè raffigurano avvenimenti o ricordano personaggi particolari. Le monete rare italiane non sono tantissime, ciononostante la vecchia Lira ha lasciato in giro alcuni pezzi di valore che possono valere svariate migliaia di euro. In effetti, alcuni fior di conio appartenenti a circa 50-60 anni fa possono essere venduti anche 1.200-2.000 euro e molte delle 100 lire coniate nel 1955 e  50 lire del 1958 sono particolarme9nte ricercate a causa della loro tiratura limitata. Altre monete di valore sono le 10 lire del 1954 coniate in oltre 95 milioni di esemplari (valgono all’incirca 70 euro l’una). Decisamente più rare sono le 5 lire del 1956 che possono essere stimate da 50 a 1.500 euro. Anche in ambito Euro vi sono pezzi importanti che valgono una piccola fortuna, come un particolare centesimo con la stampa della mole Antonelliana.

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La nascita delle banconote

Anche nell’antichità le strade erano poco sicure a causa di briganti e malfattori e la gente, temendo di essere derubata, pensò di affidare 2i propri averi agli orafi. Quest’ultimi, difatti, possedevano dei sotterranei sicuri ove custodivano il loro oro e quello della clientela che lo richiedeva. Il servizio di deposito prevedeva il rilascio di una fattura, una sorta di ricevuta scritta. Con il passare del tempo si realizzò che per effettuare i pagamenti non era necessario prelevare l’oro, bensì bastava spedire una lettera all’orafo ove si chiedeva di consegnare una determinata somma ad una persona indicata “promessa di pagamento”. In poco tempo gli orafi divennero banchieri e contemporaneamente iniziarono a prestare denari a chi non ne aveva ricevendo, alla restituzione, una piccola somma che li ripagava del rischio. Questi “certificati di deposito” e “promesse di pagamento” in poco tempo presero il valore di moneta. Il Sig. Palmistruch di Stoccolma, nel 1658, fondò la banca di Svezia lanciando su grande scala i certificati di deposito. I certificati di deposito presero così il nome della banca di emissione facendo nascere quella che oggi si chiama “banconota”. 
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Il denaro è la schiavitù moderna. (Lev Tolstoj)

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Il denaro non ha ancora mai reso un uomo felice, e né lo farà mai. Non c’è nulla nella sua natura che possa produrre felicità. Più un uomo ne possiede, più ne desidera. Invece di riempire un vuoto, ne crea uno. (Benjamin Franklin)

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Si tratta di un fallimento umano il fatto che un portafoglio pieno spesso geme più forte di uno stomaco vuoto. (Franklin Delano Roosevelt)

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L’unghiata di Antonella Dai sassi colorati ai fiori più rari, dalle conchiglie alle auto di lusso, non c’è nulla al mondo che non sia anche la passione di un collezionista: addirittura, c’è chi colleziona… tutto! Perché un pezzo da collezione non deve per forza essere “vecchio” o di grande valore (se non per chi lo possiede): basta che sia capace di smuovere ricordi, emozioni, odori, sensazioni… Collezionista è poi anche chi ancora non sa di esserlo: qual è la tua passione (o quale sarà, quando ti deciderai a diventare… piccolo)? Il collezionismo è, insomma, un intero mondo con i suoi pregi, i difetti e tutto quanto. Per esempio, si dice che ai maschietti piaccia collezionare schede telefoniche, mentre le femmine preferiscono le scarpe… Mmmh, sarà vero?

Dopo avervi mostrato alcuni pezzi della collezione di monete e banconote di mio padre vi invito a scoprire la collezione di tarocchi e arcani maggiori di Laura, la sorella di Antonella del blog “Il tempo ritrovato“. Cliccate qui e lasciatevi catturare dalla magia delle sue carte.

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Fonti: http://www.moruzzi.it/la_numismatica_ed_il_collezionismo.html  http://www.radiomarconi.com/marconi/carducci/lira/   http://www.fanpage.it/monete-rare-italiane-costo/   http://www.banconotemondiali.it/storiabanconota.asp

26 Comments on Fetterellando collezioni (Tarocchi e Monete): Dal mistero dell’arcano maggiore al magnetismo del denaro

  1. Stefania
    27 Agosto 2015 at 15:40 (5 anni ago)

    Innanzitutto ben tornata e vedo anche alla grande. Interessante post soprattutto per chi ne sa poco di questo argomento e complimenti per i dettagli e le informazioni che ci hai fornito…molto bello. Buon pomeriggio a te e un sorriso Stefania

    Rispondi
    • Audrey
      31 Agosto 2015 at 16:58 (5 anni ago)

      Ciao Stefania,
      grazieeee!!!Sono stata un po’ incompleta nelle info, ma è un argomento vasto pertanto sarebbero serviti
      diversi post, spero comunque di aver scritto un post abbastanza completo.
      Buon pomeriggio e grazie a te per essere passata e per le belle parole 😀

      Rispondi
  2. fata confetto
    27 Agosto 2015 at 18:23 (5 anni ago)

    Che post interessante, Audrey, e documentatissimo, una vera miniera di notizie e poi le monete, specialmente le veccie lire, mi riportano agli anni passati. Io sono favorevole all’€, bisogna guardare avanti, ma esteticamente monete e biglietti della nostra zecca erano capolavori!
    Papà che ne dice?
    Saluti cari
    Marilena

    Rispondi
    • Audrey
      31 Agosto 2015 at 16:50 (5 anni ago)

      Grazie!!!
      Infatti, vederle è un tuffo nel passo. Anch’io sono a favore dell’euro, però la lira mi manca parecchio. Concordo!
      Anche lui la pensa come te, le trova più belle.
      un saluto 🙂

      Rispondi
  3. Lilli
    27 Agosto 2015 at 20:31 (5 anni ago)

    Cara la mia Audrey, bentornata!!!<3 Spero abbia trascorso una bellissima estate e che stia ancora continuando a divertirti. Sono impressionata dalla collezione di tuo padre, complimenti è fantastica! Anche a me è sempre piaciuto farla, in effetti è una delle forme più antiche. Un abbraccio grande a te amichetta mia :*

    Rispondi
    • Audrey
      31 Agosto 2015 at 16:45 (5 anni ago)

      Ciao carissima,
      grazieeeee!!! <3 <3
      Diciamo che è stata abbastanza movimentata e piena di alti e bassi.
      Grazie!!! Beh! si è una tra le collezioni più vecchie della storia
      Un abbraccione amica mia :*

      Rispondi
  4. Antonella
    27 Agosto 2015 at 20:40 (5 anni ago)

    Ciao Aureliè, riesco a leggere solo ora il tuo Fatterellando. Bellissimo e molto interessante, alcune di queste notizie le conoscevo perchè, come sai, ho un amico che è un grande collezionista di monete, ma altre cose per me sono nuove e da questo articolo ho imparato davvero tanto. Come sempre sei stata molto brava e complimenti anche al tuo papà, una bella collezione ricca di fascino e di grande interesse.
    Un bacione Antonella

    Rispondi
    • Audrey
      31 Agosto 2015 at 16:39 (5 anni ago)

      Ciao Antonella,
      non preoccuparti! Grazieeeee!!! sono felice di leggere che ti è piaciuto. Naturalmente grazie anche da parte sua.
      un bacione

      Rispondi
  5. lolle
    27 Agosto 2015 at 23:02 (5 anni ago)

    Davvero ricca la collezione di monete del tuo papà! Le massime scritte dai grandi della storia e della letteratura circa il denaro sono geniali!!

    Rispondi
    • Audrey
      31 Agosto 2015 at 16:36 (5 anni ago)

      Diciamo ricca di ricordi, il valore non credo sia elevato perchè la maggior parte delle monete sono molto vecchie e usate. I pezzi nuovi sono pochissimi. Vero!!!
      baci

      Rispondi
    • Audrey
      31 Agosto 2015 at 16:36 (5 anni ago)

      davvero? 😀 bello!
      baci e buon inizio settimana

      Rispondi
  6. robbyroby
    28 Agosto 2015 at 8:57 (5 anni ago)

    Ciao
    un bel e interessante post.

    Rispondi
    • Audrey
      31 Agosto 2015 at 16:32 (5 anni ago)

      grazie! a presto

      Rispondi
  7. Paola
    28 Agosto 2015 at 9:31 (5 anni ago)

    Molto interessanti i parametri di valutazione dello stato delle monete, che non conoscevo. Da noi a Torino c’è Bolaffi, che adesso vende anche on-line, per queste cose

    Rispondi
    • Audrey
      31 Agosto 2015 at 16:32 (5 anni ago)

      Si, quando ho effettuato le varie ricerche ho trovato anche informazioni inerenti a Bolaffi.
      a presto e buona serata 😉

      Rispondi
    • Audrey
      31 Agosto 2015 at 16:31 (5 anni ago)

      grazie! 😀

      Rispondi
  8. Elsa March
    28 Agosto 2015 at 11:00 (5 anni ago)

    Una ricerca molto interessante, non ero a conoscenza di tutte queste notizie sulle monete!
    Certo che ne hai di passione 🙂
    Che dici, ci facciamo coniare una moneta con le nostre facce sopra?
    A presto!

    Rispondi
    • Audrey
      31 Agosto 2015 at 16:27 (5 anni ago)

      Anch’io ho appreso molte cose man mano che effettuavo ricerche per il post, in realtà per essere esaustiva e completa avrei dovuto scrivere almeno tre post ma non mi sembrava il caso
      ahuahuahua perchè no!!! 😉
      a presto

      Rispondi
  9. Gianna
    28 Agosto 2015 at 21:32 (5 anni ago)

    Bentornata Audrey !

    Post ricco d’informazioni, ma permettimi di dire che senza soldi non si può diventare collezionista numismatico.

    Essi non permettono di comprare la felicità, ma aiutano nel bisogno quotidiano

    Ti abbraccio.

    Rispondi
    • Audrey
      31 Agosto 2015 at 16:25 (5 anni ago)

      Grazie Gianna!
      Sicuramente la collezione è composta proprio da soldi anche se questa non è una collezione acquistata ma composta da regali e monete conservate per errore nel tempo.
      un abbraccio

      Rispondi
  10. andrea
    31 Agosto 2015 at 16:12 (5 anni ago)

    però che collezione!! davvero complimenti 🙂

    Rispondi
    • Audrey
      31 Agosto 2015 at 16:24 (5 anni ago)

      grazie, ovviamente da parte di mio padre 😉

      Rispondi
    • Audrey
      3 Settembre 2015 at 16:24 (5 anni ago)

      grazie cara 🙂

      Rispondi

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