Giorgio Vasari. l’autore delle Vite d’ più eccellenti architetti, pittori et scultori italiani da Cimabue insino ‘a tempi nostri –  pubblicate a Firenze in due edizioni ( 1550 e 1568 ) -e riconosciuto come primo storico dell’arte in senso moderno, usa per Botticelli espressioni che ne confermano la fama e l’apprezzamento raggiunti a quei tempi;ciò che però qui pare interessante è l’insistenza posta su un aspetto della personalità del pittore,dipinto come una “persona sofistica “, dotato di un cervello ” sì stravagante “. Vasari, inoltre, pone all’inizio della biografia botticelliana una sorta di reprimenda, in cui viene addebitata al pittore l’incapacità di aver avuto lungimiranza nella gestione delle ricchezze derivanti dal proprio lavoro e di aver subito, in vecchiaia, l’ingiuria della povertà.
Crediamo che queste notazioni sulla ” stravaganza “, che potrebbe forse tradursi in” ricercatezza mentale “, e sull’umanità di Botticelli vadano lette sia come una precisa contestualizzazione dell’artista  nel milieu culturale del neoplatonismo nella Firenze di fine Quattrocento, sia come la difficoltà, già a partire dal Vasari di penetrare la profondità dei significati che caratterizzano l’opera del pittore. Certo è che la fluidità della linea, il tratto elegante dei dipinti venivano apprezzati come aspetti salienti e qualificanti della pittura di Sandro. Seguirà un lungo periodo di oblio, riscattato solo alla metà del XIX secolo, quando la critica di impostazione preraffaelita e poi decadente, da John Ruskin a Dante Gabriel Rossetti fino a D’Annunzio, riconobbe nelle soluzioni formali di Botticelli, nelle vaghe figure femminili acconciate di ” foglie e fiorellini / come la donna dell’allegoria / che apparve in sogno a Sandro Botticelli (…)” ( D’Annunzio, Chimera, 1889 ) il modello della melanconica bellezza aristocratica del tempo. Ci occupiamo del periodo dal 1470 al 1482, caratterizzato da una crescente fama, segnato dalle prestigiose committenze connesse in modo diretto alla famiglia Medici o ad altre ad essa legate; ai primi anni settanta infatti datano i rapporti con l’ambiente mediceo, dove, nel palazzo di via Larga, in città e nella villa suburbana di Careggi, si compivano profonde riflessioni filosofiche in chiave neoplatonica e si intrecciavano stimolanti connessioni culturali.. Fu Cosimo il Vecchio a volere  la creazione dell’Accademia neoplatonica, un luogo – la villa di Careggi -un luogo nel quale gli intellettuali potessero dedicarsi a tempo pieno alla lettura, allo studio e alla traduzione dei testi greci e latini e incontrarsi per discutere; l’animatore di questo centro culturale d’elite fu Marsiglio Ficino il quale scrisse il commento al Simposio di Platone e diede alle stampe la Theologia platonica. Tale era l’interesse per l’antico filosofo greco che ogni anno il 7 novembre, sua presunta data di nascita, veniva allestito a Careggi un sontuoso banchetto.
E’ facile immaginare i discorsi che in quelle occasioni, ma non solo, si saranno incrociati intorno al desco:
si sarà discusso dell’immortalità dell’anima e del suo tendere verso Dio spinta dalla forza dell’Amore, depurato da ogni connotazione troppo carnale. Anzi la bellezza terrena era considerato uno dei più potenti mezzi di accesso alla contemplazione di quella divina, che coincideva anche con il Bene. Il rapporto assai stretto che legava le cose terrene a quelle divine trovava nell’uso del simbolo e dell’allegoria uno dei canali privilegiati di comunicazione, anche visiva. L’arte poteva dunque essere utile per stimolare sensazioni sia legate al mondo del Bello sia per portare la conoscenza ad un livello superiore, attraverso lo sforzo interpretativo dei simboli utilizzati.
Botticelli partecipava direttamente a questo ambito culturale e ne divenne anzi il pittore ufficiale, elaborando le trascrizioni figurative più esaurienti del complesso di concetti neoplatonici. In questo senso andrà letta
la serie mitologica  che comprende La Venere, L’Allegoria della Primavera, e La nascita di Venere, alcune delle opere più celebrate del pittore, per il quale la natura in tutte le sue manifestazioni diventa specchio dell’Idea superiore che ha governato la creazione.. In questo contesto, secondo la riscoperta autorità di Platone, anche le divinità dell’antichità assumono nuova importanza, perchè diventano simboli di alta espressione intellettuale e vengono quasi rese “storiche “, nel senso che testimoniano le varie tappe dello sviluppo intellettuale, attraverso le quali gli uomini del passato hanno teso alla più profonda comprensione dell’armonia universale. Questo dunque il contesto in cui nasce La nascita di Venere e le altre opere di tema mitologico – ermetico dei primi anni ottanta, opere nelle quali il pittore e il cenacolo di cultura cui apparteneva esprimevano concretamente la possibilità di realizzare  un principio di bellezza valido, sia moralmente che esteticamente. Si trattava di esprimere fiducia nel pensiero già formulato nell’antichità classica e sintetizzato nel celeberrimo Kalòs kaì agathòs.
LA NASCITA DI VENERE
Eseguita per Lorenzo Peirfrancesco De’ Medici “La nascita di Venere” è un dipinto a tempera magra (in cui il legante del colore è a base di colla animale e vegetale) che conferisce un’elevata luminosità alle tinte rendendo la pittura simile all’affresco. La tela fu preparata con un’imprimitura a base di gesso e colore blu  per conferire al dipinto un tono azzurrato. Un altro colore predominante e l’oro usato in abbondanza per le lumeggiature; nei capelli della Venere è applicato con la tecnica a “pennello” mentre nei tronchi e nelle foglie e usato con il metodo a “missione” pertanto con l’aggiunta di mordente. Dal suo ultimo restauro è emerso che, per rendere la superficie del quadro più grande, sono state unite due tele in lino (172 cm x 278 cm).  L’opera di grande valore artistico e spirituale, databile tra il 1482 e il 1485, è stata realizzata per la villa medicea di Castello ed è attualmente esposta nella Galleria degli Uffizi, a Firenze, nella stanza 10-14 assieme alla Primavera. Il tema deriva dalla letteratura latina, precisamente dalla Metamorfosi di Ovidio. Nell’opera si leggono anche precisi riferimenti alle “Stanze” di Poliziano, contemporaneo di Botticelli e massimo poeta neopatonico della corte medicea. Pertanto il dipinto rappresenterebbe la nascita dell’amore e della bellezza spirituale come forza motrice della vita che conduce l’uomo verso Dio.
« Una donna non con uman volto
Da’ Zefiri lascivi spinta a proda
Gir sopra un nicchio; e par che ‘l ciel ne goda
Vera la schiuma e vero il mar diresti,
E vero il nicchio e ver soffiar di venti:
La dea negli occhi folgorar vedresti,
E ‘l ciel ridergli a torno e gli elementi
L’Ore premer l’arena in bianche vesti,
L’aura incresparle e’crin distesi e lenti:
Non una, non diversa esser lor faccia,
Come pare che a sorelle ben confaccia »
Nell’esecuzione dell’opera sembra che Botticelli abbia seguito alla lettera i precetti del trattato della pittura di Leonbattista Alberti (1435), in base ai quali i soggetti storici o mitologici dovevano contenere poche figure. In effetti la composizione appare perfettamente bilanciata e simmetrica, le figure, poste ai lati della dea, compiono azioni contrapposte ma equilibrate all’interno di uno schema triangolare che ha il suo asse nel corpo della stessa Venere. La posa della dea riprende quella del “Contrapposto” (il bilanciamento equilibrato delle varie parti del corpo) tipico della scultura antica. Il gesto di nascondere il seno con la mano destra e coprire al contempo il basso ventre, con i lunghi capelli, deriva dal modello classico della Venere Pudica , reso celebre da una statua greca scolpita da Prassitele, della quale i Medici possedevano una copia.
DESCRIZIONE: La Venere di Botticelli per la sua composizione ricorda il battesimo di Cristo attraverso la raffigurazione della nascita della dea Venere che tocca la riva di Cipro a bordo di una conchiglia. Sulla sinistra , ove i toni sono più delicati e chiari, vengono ritratti: il vento Zefiro, che sospinge la donna portandola verso la riva, e la ninfa Clori aggrappa alla personificazione dei venti di ponente che, attraverso il suo abbraccio, rappresenta la felicità dell’atto d’amore. Entrambe le figure sono circondati da fiori rosa che cado dal cielo equilibrando il dipinto a livello visivo. Per alcuni la ninfa Clori potrebbe essere anche Aura, una dolce brezza calma e colma di passione che, assieme a Zefiro, simboleggerebbe l’amore proprio come Clori.
A destra, invece, l’aspetta l’ancella Ora (o Flora) che delicata le porge un mantello rosa con ricami floreali per coprire le sue forme. Armonica, leggiadra, morbida e in punta di piedi simboleggia il passare del tempo e pertanto lo scorrere delle stagioni. La Venere, nata dalla spuma del mare, non ha vergogna nel mostrare le sue grazie perchè la sua bellezza è pari alla sua purezza espressa attraverso la pelle bianca e candida. Il suo sguardo è l’unico ad essere rivolo verso l’osservatore lasciando trasparire un filo di  malinconia e seduzione. La posizione della dea è instabile se consideriamo la postura alquanto insolita con i piedi leggermente divaricati e il peso del corpo spostato a sinistra. La spalla è molto ricurva mentre braccio e collo sono leggermente più lunghi, tali particolari vengono individuati solo dopo un’attenta anali in quanto risultano quasi invisibili grazie all’armonia delle forme e dei colori. Il volto della dea è quello di Simonetta Vespucci, moglie di Marco Vespucci e musa ispiratrice di Botticcelli. Simonetta nata a Porto Venere, nel 1435, e trasferitasi a Firenze dopo le nozze venne scoperta dall’artista attraverso un ritratto esposto in una bottega fiorentina. Da quella scoperta la donna divenne la sua modella prediletta, usata per tutte le sue opere e con la quale nacque un amore neoplatonico.

La curiosità di Antonella
Imballata in una cassa blu, è arrivata a Biella, la «Venere» di Sandro Botticelli,
 che rimarrà esposta fino al 7 settembre al Museo del Territorio.
L’eccezionale esposizione dell’opera, che rappresenta il primo tassello del terzetto
«mitologico» dell’artista, completato dalle più celebri «La Primavera» e «La nascita di Venere»,
fa parte del grande progetto «La Sabauda in tour per le città».
In occasione del restauro della galleria torinese, i pregevoli capolavori da essa custoditi
 stanno infatti trovando ospitalità in quattordici città del territorio regionale.
Per la «Venere» si tratta di una sorta di «ritorno» a Biella: il dipinto fa infatti parte delle opere che l’imprenditore biellese Riccardo Gualino donò alla Galleria Sabauda nel 1930.
La mostra dedicata a Botticelli e alla sua epoca , curata da Omar Ronda, è stata inaugurata
il 29 maggio.Clicca qui per scoprire la bellezza della Primavera,
vai da Antonella del blog “Il tempo ritrovato” e fatti
catturare da questo dipinto.

Fonti: AA.VV, Botticelli ed. Skira- AA.VV. , I Grandi Musei del Mondo/ Galleria degli Uffizi- Mina Gregori, Uffizi e pitti, i dipinti delle gallerie fiorentine ed. Magnus- Lezioni di Arte (Electa -Bruno Mondadori).
Immagini: dal web- wall introduttivo Borderline- wall esplicativi a cura di Borderline
Introduzione a cura di Antonella del blog “Il tempo ritrovato”

30 Comments on Fatterellando: Botticelli- La nascita di Venere

  1. Antonella S.
    11 Giugno 2014 at 6:58 (5 anni ago)

    Ciao Audrey, anche questa volta ci siamo impegnate tanto ma credo che, insieme, abbiamo fatto un buon lavoro. Questa volta è stata una ricerca appassionante e quando abbiamo finito ti confesso che un po' mi è spiaciuto, ma ci saranno altre splendide occasioni. Approfitto del tuo spazio per invitare tutti i tuoi lettori che per residenza o per altri motivi si trovano nella zona di Biella a visitare la bellissima Venere, merita davvero.
    Un grande bacio.
    Antonella

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      12 Giugno 2014 at 20:41 (5 anni ago)

      Ciao Antonella,
      si, lo penso anch'io!! L'impegno è stato notevole, anche più del solito, ma credo che ne sia valsa la pena considerando il risultato. Vero, è dispiaciuto tanto anche a me. Certo, fai pure magari qualcuno è interessato.
      Un bacione

      Rispondi
  2. Beatris
    11 Giugno 2014 at 10:30 (5 anni ago)

    Mi complimento con tutte due, avete fatto un lavoro incantevole, siete grandiose!
    Un abbraccio e buona giornata da Beatris

    Rispondi
  3. Lilli
    11 Giugno 2014 at 10:37 (5 anni ago)

    Ciao Audrey, complimenti a te e ad Antonella per l'incredibile lavoro che avete fatto. Devi sapere che La Nascita Di Venere di Botticelli è una delle mie opere preferite in assoluto, ricordo ancora l'emozione quando la vidi per la prima volta agli Uffizi. Mi piacerebbe anche andare a Biella per vedere la Venere e la mostra ma non credo di avere in programma un viaggio da quelle parti, purtroppo! Complimenti Audrey, sei stata bravissima! Un bacione!:*

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      12 Giugno 2014 at 20:45 (5 anni ago)

      Ciao Lilli,
      grazieeee!!!Vero? anche la mia ahuahuahu Peccato!!! Guarda, Antonella mi ha detto che dovrebbe girare per tutto il Piemonte per un bel po' di tempo, magari, se ti informi e capiti per caso in uno dei posti ove sosterà potresti comunque vederla. Grazie Un bacione :**

      Rispondi
  4. Clem
    11 Giugno 2014 at 13:01 (5 anni ago)

    Ciao Audrey! Complimenti a te e ad Antonella anche da parte mia per il bellissimo post. Botticelli è di una eleganza indiscutibile! 🙂

    Rispondi
  5. Gianna Ferri
    11 Giugno 2014 at 15:21 (5 anni ago)

    Ottimo lavoro, Antonella e Audrey.
    Un post molto interessante e affascinante.

    Bacioni

    Rispondi
  6. Cettina G.
    11 Giugno 2014 at 15:46 (5 anni ago)

    Un bellissimo post, complimenti. Un bacio

    Rispondi
  7. Daniela F.
    12 Giugno 2014 at 7:40 (5 anni ago)

    Grazie Audrey, molto particolareggiato e interessante, siete tu e Anto una coppia molto fruttuosa. Fatterellando funziona a meraviglia.
    Un abbraccio♥
    Dani

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      12 Giugno 2014 at 20:49 (5 anni ago)

      Ciao Daniela,
      grazieeeee!!! Che bel complimento!!! Sappi che ci fa piacere sapere che la pensi cosi, quando facciamo questa rubrica ci mettiamo davvero noi stesse, tanto impegno, lavoro e dedizione.
      Un abbraccione

      Rispondi
  8. Anonimo
    12 Giugno 2014 at 10:36 (5 anni ago)

    passando per caso ho scovato questo meraviglioso post, ben fatto, ben scritto e attento ai minimi particolari. Mi complimento per la grande dedizione e per il tema scelto, interessante e importante a livello culturale. Passo a deliziarmi con la Primavera.

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      12 Giugno 2014 at 20:52 (5 anni ago)

      grazie per questi complimenti 😉
      Abbiamo cercato di essere complete e precise, se abbiamo trasmesso questo al lettore ne siamo felici. Passa, non te ne pentirai.

      Rispondi
  9. Romualdo
    12 Giugno 2014 at 16:47 (5 anni ago)

    Ciao Audrey, lezione d'arte ben fatta, hai descritto benissimo il dipinto e quello che gli sta intorno.
    L'opera del Botticelli tanto affascinante quanto complicata nasconde dietro a geniali allegorie pregi e difetti della società dell'epoca.
    Ancora complimenti e a presto, Romualdo.

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      12 Giugno 2014 at 21:00 (5 anni ago)

      Ciao Romualdo,
      grazieee!!! Ho cercato di fare del mio meglio, non sono un docente ne un'esperta però ho tentato davvero di non tralasciare nulla e spiegare il tutto al meglio (per le mie capacità e possibilità)
      Si, l'opera sembra semplice ma in realtà è molto complessa e densa di significato.
      Grazieeeeee!!! a presto

      Rispondi
  10. www.selodicecoco.it
    12 Giugno 2014 at 19:23 (5 anni ago)

    Che post interessante io sono affascinata dall'arte, beh poi la Venere del Botticelli! Baci Elisabetta

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      12 Giugno 2014 at 21:02 (5 anni ago)

      anch'io amo l'arte e subisco il suo fascino e poi…hai ragione, la Venere è la Venere 😀
      baci

      Rispondi
  11. maris
    12 Giugno 2014 at 20:05 (5 anni ago)

    Ciao! Passo finalmente a ricambiare la visita che mi hai gentilmente fatto ieri 🙂
    Antonella la conosco già da un pò ma non avevo ancora letto i vostri "Fatterellando": complimenti davvero! Complimenti a lei e a te per questa rubrica originale e ricca di spunti.
    Sono certa che tornando regolarmente qui troverò tante altre cose interessanti da leggere, mi farò anche un giro tra i tuoi vecchi post.
    Quindi a presto 🙂
    Buona serata!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      13 Giugno 2014 at 16:33 (5 anni ago)

      Ciao Maris,
      si, non lo sapevo, forse non ci siamo mai beccata da lei tra i commenti perchè da Moz ti avevo vista qualche volta ma da Anto no o forse non ci ho fatto caso.
      Grazieee!! In verità è una vecchia rubrica, ormai esiste da quasi due anni, però ci piace per come l'abbiamo strutturata, pensata e arricchita con il tempo.
      A presto e grazie ancora 😉
      buona serata anche a te

      Rispondi
  12. Ali Ce
    12 Giugno 2014 at 20:45 (5 anni ago)

    io mi ricordo di aver studiato molto questo dipinto alle medie…e quando l'ho visto dal vivo sono rimasta senza parole (un piccolo miracolo per una chiacchierona come la sottoscritta)…

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      13 Giugno 2014 at 16:35 (5 anni ago)

      ci credo, è stupendo!!!
      Un miracolo anche per una chiacchierona come me ahuahuahua

      Rispondi
  13. Stefyp.
    13 Giugno 2014 at 14:33 (5 anni ago)

    Ciao Audrey, ieri non ce l'ho fatta a commentare questo magnifico post.. ma adesso sono qui.
    Me lo sono letto con calma e mi complimento con te, quante cose interessanti ci hai raccontato!! Tu e Antonella avete fatto un bellissimo lavoro…un grosso impegno deduco, ma per Botticelli ne è valsa la pena..vero?
    Ciao, buon fine settimana, Stefania

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      13 Giugno 2014 at 16:38 (5 anni ago)

      Ciao Stefania,
      tranquilla, non è facile passare da tutti serve tempo 😉
      Grazieeeeee!!! Si, ci siamo impegnate molto e abbiamo lavorato tanto nella speranza di scrivere un post degno del dipinto e del suo pittore. Si, certo che ne è valsa la pena e poi abbiamo scoperto anche delle cose in più.
      buon fine settimana anche a te ;D

      Rispondi

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