LA STAZIONE

Il contenuto di questo capito è forte, quindi è assolutamente vietata la lettura da parte di bambini e minori di 16 anni.

Il caldo è finalmente arrivato portando con se le mezze maniche, le mini gonne, i pantaloncini ed i vestiti, vaporosi e leggeri. Gli stivali alti, comodi e scuri sono stati accuratamente nascosti per dare spazio a graziose ballerine, sandali sexy e zeppe eccentriche e colorate.

Muna fa il suo ingresso in stazione, i capelli sciolti e lucenti incorniciano il suo meraviglioso viso. Gli occhi sono nascosti da un paio di occhiali da sole Miu Miu rosa pallido, la pelle è leggermente colorata e grazie al bianco dell’abito sembra essere scintillante sotto la luce del sole. Calza un paio di ballerine Prada, dello stesso colore degli occhiali, con un fiocco sulla punta arrotondata, una borsa grande di Liu Jo e come unico accessorio, sfoggia un bracciale Pandora pieno di charm meravigliosi.
-Ciao Luca- la ragazza si avvicina all’avvocato sfiorandogli le guance in un saluto amichevole.
-Ciao Muna… Mirko?-
-mi ha appena mandato un sms, vine in moto. Quindi, con lui, ci vediamo direttamente in tribunale-
-ah …poteva avvisarmi! Senti eeeh… Claudia e Giulio?- domanda ansioso.
-Sono sul treno, hanno preso due posti anche per noi. Quindi li vedremo tra qualche minuto. Tu, come ti senti? va meglio?-
-Si, oggi il braccio mi fa meno male del solito. Secondo me è merito dell’adrenalina in circolo- afferma Luca in preda all’agitazione.
-Ecco il treno, andiamo?-
Muna sale nel terzo vagone. Giulio si alza e fa un cenno con la mano per farsi notare. Luca si accomoda di fronte a Claudia ritrovando sul suo volto lo stesso terrore di quel giorno, la stessa sua ansia e un abbondante nervosismo. Muna abbraccia Giulio che resta inebetito nel vederla cosi belle, raggiante e perfetta, sembra un’attrice, l’abito stile impero valorizza le sue forme e la sua innata sensualità senza renderla volgare ma quasi regale e delicata. Luca abbassa gli occhiali e prende la mano di Claudia tra le sue.
-Claudia, non devi avere paura! Io sono con te, hai visto? non ti ho abbandonata eeee… nemmeno loro l’hanno fatto, quindi…guardaMI!!Claudia, devi essere forte! te lo giuro, non lo rivedrai mai più!! questa è un’altra promessa e come la precedente verrà mantenuta…HAI CAPITO?- la voce del nostro paladino della giustizia e talmente bassa, calma e calda da infondere, nella povera Claudia, la forza necessaria per superare anche questa giornata.
-si, farò del mio meglio- risponde con un filo di voce e uno sguardo decisamente più determinato.
-bene!!! allora, sapete tutti cosa dovete dire e come rispondere alle eventuali domande della controparte, ripasso veloce… Muna cos’è accaduto quel giorno?-
-sono salita sul treno, Giulio mi ha detto che Claudia era strana più del solito, io mi sono preoccupate e l’ho chiamata, un tipo ci ha seguito, era freddo, lucido e arrabbiato…ci ha spintonati, superati e ha estratto una pistola dalla giacca, ha puntato la pistola verso voi due-
-bene, Giulio?- domanda Luca.
-visto l’evolversi della situazione ho deciso di aiutare Mirko che, dopo essere giunto sul posto, è riuscito a disarmare l’uomo anche se dalla pistola è partito un colpo che ha ferito proprio lei-
-ok!! Naturalmente partiranno diecimila domande su ogni piccolo particolare, ma ricordate: VINCEREMO!!!  perchè dalla nostra abbiamo : il mio braccio ormai rovinato, la tua testimonianza sui ripetuti attacchi d’ansia di Claudia e sulle sue paure, Muna è il suo intuito che vi ha permesso di tornare a Monopoli perchè aveva capito che Claudia era in grave pericolo, la super testimonianza di Mirko che vale doppio visto chi è… poi….una marea di testimoni : i genitori di Claudia e gli amici che racconteranno delle sua fughe, Anna e Marco parleranno delle sue paure sul posto di lavoro, le colleghe, le vecchie denunce, i segni che lei ha sul corpo tutti accuratamente immortalati con tanto di riscontro del medico legale e poi  2 psicologhe e 1 psichiatra che faranno il punto della situazione. Claudia, riuscirai a raccontare tutto? vuoi provare anche tu a riassumere i fatti? te la senti?- Luca ha paura di far star male la sua cliente e ora grande amica, ma  vuole vincere e per farlo deve assicurasi che tutti sappino esattamente cosa dire.
-si, sono pronta a dirti tutto…anzi, forse è meglio se…- Claudia si ferma un’istante, prende fiato e con lo sguardo perso nel vuoto porta dolcemente la mano al petto ripercorrendo con le dita la cicatrice lasciata dal coltello da cucina qualche anno fa. Senza rendersene conto, per la prima volta, racconta davanti ai suoi amici la verità.
-mi chiamo Luciana, Luciano Cavallin. Sono nata a Venezie, cresciuta a Parma, sposata a Modena ove ho vissuto, per 8 lunghi e interminabili anni, con  quello che la legge dice essere mio marito, Mario Del Rosso. Tutti mi conoscono come Claudia, ma non è il mio vero nome…
Mario era un ragazzo timido e pieno di sogni, quando lo guardavo nei suoi occhi rivedevo anche un po’ me stessa, i miei timori, la voglia di vivere e l’insicurezza. I primi anni sono passati in fretta tra un sorriso, mille attenzioni e tanto amore. In una calda giornata estiva, sulla terrazza di un bar, è arrivata la fatidica domanda e dopo nemmeno un anno il matrimonio. Ahhhh, quanto mi sentivo piena, soddisfatta, felice…ahuahuahu è proprio vero la felicità è cosi speciale da durare un solo attimo…spesso sembra un attimo interminabile, ma per ogni istante goduto si paga il doppio…ioooo, credo di aver pagato anche il triplo…Il male si è insinuato nelle mura della mia casa un po’ per volta, ha covato tanti piccoli esseri: il rancore, l’amarezza, l’odio, la cattiveria, l’ipocrisia, la rabbia, la pazzia, la violenza…erano tutti abitanti della mia dimora, troppo piccola per una sana convivenza, troppo debole per vincere sul nemico. Un giorno, dopo un estenuante giornata di lavoro, sono rincasata ho cucinato della pasta alla carbonara, ho apparecchiato e mi sono seduta…Mario è arrivato, ha mangiato senza parlare, senza degnarmi di uno sguardo… Poiiii ha preso il giubbotto ed è uscito… senza fiatare… Nel cuore della notte qualcosa mi ha afferrato i capelli trascinandomi giù dal letto, mi sono svegliata e lui era li, di fianco a me, fermo, rigido…ubriaco. Mi sono alzata e non ho nemmeno avuto il tempo di parlare che una sberla mi ha gettato a terra con violenza. Quello è stato l’inizio della fine. I giorni divennero duri, un vero combattimento  accompagnato da sprazzi di euforia e qualche coccola, scuse vuote e regali assurdi. Stanca decisi di seguirlo, di capire il perchè del suo cambiamento ma  le sue giornate sembravo sempre uguali, all’apparenza nulla era mutato. Davanti agli amici e ai famigliari era il Mario di sempre, simpatico, giocoso, allegro. Una mattina ero in bagno, lui è arrivato, mi ha spinta e mi ha urlato in faccia che ero solo una puttana, una lurida puttana…aahhh cosi mi ha dettTO. PUTTANA!!! Quel giorno ho capito, lui pensava che io lo tradissi con il mio capo. Io ero un’assistente, ero brava, gentile, giusta ma più il tempo passava, più lui mi distruggeva e più io distruggevo gli altri…i maschiiiii!!!ahhhhh, quanti errori fa fare l’anima quando è malata….Ovviamente quello che pensava era il frutto della sua immaginazione, delle sue elucubrazioni mentali e delle sue frustrazioni, dei fantasmi che abitavano e popolavano il suo cervello. Ogni minuto, ora, giorno, mese e anno mi allontanava da lui, dalle sue fisime e dalla sua violenza. L’amore è diventato odio e l’odio indifferenza. Ecco, finché mi tirava i capelli o strattonata, finché mi sbatteva il piatto in faccia o mollava una sberla riuscivo a scusarlo, a trovare un appiglio per perdonarlo, una scusa banale e stupida che mi facesse accettare il torto subito vedendolo come giusto e meritato. Poi…mi vergogno persino a raccontarlooo… perchè… mmm… per una vita mi sono chiesta… come possa un coniuge violentare il proprio consorte…beh! se vi interessa saperlo…si può!!! Ero in cucina e stavo prendendo dei funghi dal frigo, volevo farli gratinati per renderlo felice. Lui è arrivato, mi ha afferrato i fianchi da dietro, mi ha girato con uno scatto veloce e violento, mi ha spinto contro il lavello. Io ho provato a spostarmi, non volevo mi toccasse, non in quel modo, come se fossi un oggetto nelle sue mani…Mi ha preso il volto tra le dita premendo le sue labbra contro la mia bocca, ha infilato la lingua tra i denti dopo aver aperto la mandibola con forza. Sono riuscita a spostarlo e per una volta ho reagito mollandogli una cinquina. Lui mi ha afferrata per le braccia, mi ha strattonata sino a condurmi verso il tavolo, io ho preso il coltello da cucina, quello grande, e ho provato a puntarglielo alla gola. Lui mi ha disarmata  e con la punta ha iniziato a percorrere il mio corpo partendo dal seno destro sino a scendere verso l’ombelico…su e giù…la lama fredda mi sfiorava dolcemente e dentro di me, se il corpo fremeva, la mante era sconvolta…nuda come un verme e stesa sul pavimento mi ha violentata con rabbia, rancore e impeto…una volta finito ha premuto la lama contro l’incavo del seno scendendo e tagliandomi. In un primo momento non ho sentito dolore, il sangue sgorgava e lui, dopo aver lanciato il coltello, ha leccato il liquido rosso che pian piano era scivolato sino ad arrivare alle anche. In ospedale mi ha portato lui ahuuhauahua….sapete quale scusa ha trovato? ahuhauhua non posso crederci ah…è caduta con il coltello in mano, HA DETTO!!! mia moglie è una donna sbadata, HA RIBADITO….Bene, un mese dopo seduta sul wc con una sigaretta tra le labbra ho realizzato di aspettare un bambino…ironia della sorte ahuahuahuahu …io, che avevo sempre sognato quel momento curando ogni minimo particolare… aspettavo un bambino dall’uomo che mi stava rovinando la vita…la cosa più assurda è che non era frutto dell’amore, ma della violenza …ahuahuahuahua volevo morire!!! aaaaahh quanto ho voluto morire. Non gli ho detto nulla, ho cercato di non farlo arrabbiare, ho ascoltato tutto quello che mi diceva perchè dentro di me sentivo di dover proteggere quel puntino appena accennato che pian piano sarebbe diventato il mio bambino. Ero arrivata al quinto mese, la pancia iniziava a vedersi cosi ho deciso di scappare, quella è stata la prima volta che ho tentato la fuga. Non ero sola, doveva salvare me e prima di me Riccardo, siiii…volevo chiamarlo Riccardo…è bello come nome, non trovate?… Sono arrivata a Napoli e dopo due giorni lui era dietro la porta dell’hotel, è entrato, mi ha schiaffeggiata, ha infilato le mie cose nella valigia e mi ha riportata a casa. Quando siamo arrivati mi ha fatto sedere, mi ha detto che aveva capito che aspettavo un figlio dal mio amante e mi ha schiaffeggiata nuovamente, poi mi a preso la coda e si è arrotolato i capelli intorno alla mano, mi ha scaraventato a terre e mi ha trascinato per tutta la casa come un cane. Mi ha dato un pugno e una marea di calci nella pancia, io ho provato a difendere il mio bambino, a proteggerlo ma è stato inutile…ad un certo punto mi sono sentita bagnata, allora mi sono toccata e non riuscendo a vedere nulla, perchè mi aveva fatto due occhi neri, ho annusato le mie dita, non capivo… cosi, alla fine…mi sono toccata nuovamente e ho infilato un dito in bocca…era sangue!!! quel giorno è morto il mio bambino e sono morta anch’io…-
-Claudia!!!-Muna abbraccia la sua amica con forza, con amore, con amicizia, con paura e con tanta di quella ira da poter distruggere il mondo. La stringe a sé e in quell’abbraccio Claudia riprende coscienza, i suoi occhi non sono più fissi e stregati, immobili e terrorizzati…
-Muna, per la prima vola sono riuscita a raccontarlo a qualcuno…a qualcuno di speciale, che non è il medico, il poliziotto o l’avvocato, ma un’amica…un amico- Claudia piange perdendosi, dopo anni, in un abbraccio di quelli veri, sinceri e profondi. Un abbraccio curativo di quelli che fanno bene al cuore perchè non ti fanno sentire più sola.n.b. i nomi e i cognomi riportati sono di pura fantasia, nessuno fatto e riconducibile a cose e persone che possano avere lo stesso appellativo.

34 Comments on La stazione (Cap 14- prima parte) Verso il giudizio

  1. Gianna Ferri
    9 Gennaio 2014 at 9:57 (7 anni ago)

    Capitolo davvero forte e straziante…

    Povera donna, quante ne ha dovuto subire…per un amore malato!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      9 Gennaio 2014 at 11:15 (7 anni ago)

      si, questa volta è stato un capitolo lungo, difficile e molto duro infatti ho anche preferito avvisare i lettori per evitare di urtare la sensibilità o l'innocenza di qualcuno

      Rispondi
  2. Lilli
    9 Gennaio 2014 at 10:59 (7 anni ago)

    Non ho parole Audrey..con questa parte hai superato te stessa. La migliore che hai scritto finora, complimenti davvero. Era come rivivere le scene con la mente, sai descrivere i sentimenti con le parole trasmettendoli al lettore. Io credo debba prendere in considerazione l'idea di pubblicarlo alla fine..sei troppo brava!!:) Povera Claudia..oh meglio Luciana! Se si pensa che esistano per davvero storie del genere si rimane sconvolti..attendo con ansia come va in Tribunale..spero solo ci sia giustizia 🙂 Un abbraccio grande e buona giornata cara!:** ♥

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      9 Gennaio 2014 at 11:27 (7 anni ago)

      Ciao Lilli,
      graziee!!! ho cercato di fare del mio meglio, non era un capito facile da scrivere, ma per dare un senso a tutto andava fatto. Non so se questo racconto meriti la pubblicazione, certo mi piacerebbe, ma se devo pubblicarlo a mie spese non lo farò perchè trovo sia una cosa triste. Un libro, se vale alla fine viene pubblicato, ma se questo non accade vuol dire che non era un granché. Però, quando avrò finito il tutto, lo stamperò per averne una copia cartacea nella mia libreria, il frutto di una mia idea.
      Si, purtroppo di queste storie ne esistono un'infinità. Per questo ho voluto raccontarne una, per far vedere un po' ogni risvolto delle eventuali situazioni, anche se poi ogni storia è diversa anche se simile dall'altra.
      Per sapere la sentenza dovrai aspettare la fine, quando tutti i viaggiatori rincaseranno e faranno il resoconto della loro vita.
      Un abbraccione e grazie per il bellissimo commento e perchè credi in me 😀
      Buona giornata :*** <3 <3 <3

      Rispondi
  3. Melinda Santilli
    9 Gennaio 2014 at 12:33 (7 anni ago)

    Bello questo capitolo, mi era mancato il tuo racconto!
    Sai, la situazione di Claudia o Luciana non è semplice, p davvero allucinante pensare che come loro anche tantissime donne si trovano nella stessa situazione e non si fanno progressi.
    Ma come mai hai dovuto mettere la disclaimer sui nomi, ti hanno creato problemi?
    Baci

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      9 Gennaio 2014 at 13:35 (7 anni ago)

      Grazie Mel!!! è bello sapere che ti è mancato, per me vuol dire aver conquistato un grande traguardo 😉
      Si, è terribile io ne ho conosciute tante in giro per ospedali.
      No, non mi hanno fatto problemi però le altre volte vi erano solo nomi. In questo post ci sono nomi e cognomi e non sapendo se esiste davvero qualcuno con lo stesso nome e cognome ho preferito specificare per evitare eventuali problemi futuri.
      Baci baci 😉

      Rispondi
  4. Chat Noir
    9 Gennaio 2014 at 13:42 (7 anni ago)

    Quel "devi essere forte" è un grido che andrebbe gridato a tutte le donne che in questo momento soffrono, mentre le aiutiamo a combattere e a rialzarsi. Brava, questo capitolo, se è possibile, mi è piaciuto più di tutti gli altri!
    Un abbraccio

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      9 Gennaio 2014 at 13:47 (7 anni ago)

      Si, concordo pienamente con te. Certe persone non vanno abbandonate ma aiutate e sostenute, perchè uscire da certe situazioni è più complicato di quanto sembra. Grazieeeeee!!!! è bello leggere che vi è piaciuto mi rende felice 😀
      Un abbraccione 😉

      Rispondi
  5. Betty
    9 Gennaio 2014 at 20:21 (7 anni ago)

    Meraviglioso questo capitolo cara Audrey, mi ha inchiodato sulla sedia dall’inizio alla fine e ti confesso che ho pianto.
    Certe situazioni accadono sul serio e tu hai saputo raccontarla così bene che mi ha prima atterrita e poi commossa.
    Bellissimo, brava sei GRANDE!!! Il tuo capitolo più bello e avvincente!
    Un grandissimo abbraccio e buona serata 🙂

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      10 Gennaio 2014 at 13:19 (7 anni ago)

      Ciao Betty,
      grazieee!!! da un lato sono felice di averti commossa perchè vuol dire che il senso delle mie parole è arrivato, dall'altro canto mi spiace averti intristita.
      Grazie ancora per le bellissime parole e i complimenti 😉
      un bacioneeee e buona giornata :* <3

      Rispondi
  6. Antonella S.
    10 Gennaio 2014 at 8:52 (7 anni ago)

    Bravissima Audrey, con questo capitola, se ancora ce n'era bisogno hai dimostrato tutta la tua bravura. Il tuo racconto ti toglie il respiro e nello stesso tempo diventa un grido di dolore e di angoscia.

    Bravissima, un bacione.
    Antonella

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      10 Gennaio 2014 at 13:22 (7 anni ago)

      Ciao Antonella,
      grazieeeee!!! come ho detto ho provato a fare del mio meglio, ovviamente nel mio piccolo, visto che mi piace raccontare ma non sono una scrittrice.
      Si, il senso che volevo dargli era proprio quello una sorta di liberazione, un vuotare il sacco ma allo stesso tempo un concretizzare e metabolizzare il dolore per andare verso la guarigione.
      Grazieeee!!!
      Un bacione

      Rispondi
  7. Any
    10 Gennaio 2014 at 11:29 (7 anni ago)

    Ciao Audrey, ho combinato un casino, invece di pubblicare il tuo messaggio, l'ho cancellato. Comunque, ti rispondo qui. Il biscotto in questione, viene dall'Austria, ma come dicevo è molto conosciuto anche in Transilvania, una regione che ha un influenza gastronomica orientale, ma anche occidentale. Ma soprattutto ha subito moltissimo lungo gli anno l'influenza della cucina austro ungarica.
    Ti mando un abbraccio grande e ti dico la verità…il tuo racconto lo leggerò con calma, attentamente, più tardi.

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      10 Gennaio 2014 at 13:24 (7 anni ago)

      Ciao Any,
      non ti preoccupare succede 😀
      Ah, vedi! non sapevo di queste influenze provenienti da varie parti dell'europa, molto interessante.
      Tranquilla, non preoccuparti per il racconto è bello lungo e mi rendo conto che serve un bel po' di tempo.
      Un abbraccione e buona giornata :*

      Rispondi
  8. Tr3nDyGiRL Fashion Blog
    10 Gennaio 2014 at 16:31 (7 anni ago)

    Any passo per augurarti una splendida serata
    ho inserito un nuovo post sul mio blog
    se ti va ,nuovo post recensione da me —-> tr3ndygirl.com
    un abbraccio

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      10 Gennaio 2014 at 17:47 (7 anni ago)

      Ciao,
      per augurare buona serata ad Any dovresti passare da , il suo blog è questo: http://lacucinadiany.blogspot.it/ , a me piace molto perchè trovo sempre delle belle ricette interessanti e poi lei è una splendida persona.
      Se invece volevi salutare me Audrey hai scelto il blog giusto 😉

      Rispondi
  9. Nella Crosiglia
    10 Gennaio 2014 at 18:37 (7 anni ago)

    Sempre avvincenti i tuoi racconti amore di una Audrey..
    Mi sono mancati ed eccoli ricomparire come d'incanto!
    Grazie e un bacio grande+++++

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Gennaio 2014 at 14:38 (7 anni ago)

      Ciao Nella,
      grazieeee!!!che bello sapere che ti sono mancati, da soddisfazione 😉
      grazie a te e bacione :****

      Rispondi
  10. Any
    11 Gennaio 2014 at 11:37 (7 anni ago)

    Audrey, questo capitolo nonostante fosse così triste, così forte, l'ho letto tutto d'un fiato.
    Sei molto molto brava, ti faccio i miei più sinceri complimenti, come vedi il tuo racconto mi ha tenuta incollata al computer anche questa mattina e sono riuscita a leggere tutti i capitoli. Aspetto ovviamente il seguito!!!!!
    Un abbraccio mia cara, buon sabato!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Gennaio 2014 at 14:46 (7 anni ago)

      Ciao Any,
      ho visto tutti i tuoi commenti e devo dire che mi hai lasciata a bocca aperta, non sai che felicità e soddisfazione vedere che qualcuno,in meno di 24 ora, si sia appassionato cosi tanto da leggere tutto con interesse, lasciando commenti mirati e intelligenti. Grazieeeee!!!! grazie mille!!!
      Un mega abbraccio e buon sabato anche a te :* <3

      Rispondi
    • Any
      11 Gennaio 2014 at 15:21 (7 anni ago)

      Ho un libro sul comodino che aspetta tranquilla da prima delle feste. Nel periodo natalizio non ho letto nemmeno una riga. Dicembre è un bellissimo, ma anche stancante e la sera tante volte mi addormentavo subito.
      Quindi la mia prima lettura di quest'anno è iniziata qui da te, ieri sera ho iniziato e mi hanno molto incuriosita le storie dei tuoi protagonisti. Stamattina
      poi mi sono dedicata del tempo per finire tutti i capitoli, è stato molto piacevole, poi ci tenevo davvero.
      Un abbraccio anche a te, seguirò con interesse i prossimi capitoli e ti faccio un grande in bocca al lupo, chissà magari un giorno vedrai il tuo sogno realizzato!

      Rispondi
    • atelierdufantastique
      12 Gennaio 2014 at 10:17 (7 anni ago)

      hai ragione! dicembre è un bellissimo mese ma è decisamente stancante. Ti capisco, capita anche a me.
      Grazie!!! come ti ho scritto mi hai fatto un regalo bellissimo, perchè vedere che la storia ti ha appassionata e leggere i vari commenti mi ha reso felice.
      Un bacione e buona giornata
      crepi il lupo, la speranza è sempre l'ultima a morire 😉

      Rispondi
  11. Giuls A
    11 Gennaio 2014 at 14:25 (7 anni ago)

    Ero rimasta un po' indietro ma ho recuperato!! ;)) bravissima come spempre!
    Bacissimi

    Rispondi
  12. Stefyp.
    11 Gennaio 2014 at 16:04 (7 anni ago)

    Ciao Audrey, mi sono persa qualche puntata per l'assenza dal blog, cercherò di rimediare perchè la storia si fa sempre più avvincente e meritata di essere letta tutta!
    Sempre brava a saper coinvolgere nella lettura.
    Passa un buon fine settimana, Stefania

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      12 Gennaio 2014 at 10:09 (7 anni ago)

      Ciao Stefania,
      se non erro ti sei persa pochissimo o forse nulla perchè avevo interrotto le pubblicazioni per causa di forza maggiore.
      Grazie mille per i complimenti.
      Auguro anche a te un buon fine settimana 😉
      ciao ciao

      Rispondi
  13. journeycake
    12 Gennaio 2014 at 22:17 (7 anni ago)

    Cara Audrey questo capitolo è molto forte ti fa fermare e riflettere. Le tue parole sono precise e coinvolgenti. Brava!! Come sempre. s

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      13 Gennaio 2014 at 17:09 (7 anni ago)

      grazie mille!!! è bello leggere e sapere che vi ha fatto riflettere e vi è piaciuto 😉

      Rispondi

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