Camillo Olivetti

Io mi chiamo Camillo Olivetti, sono nato ad Ivrea il 13 agosto del 1868, mio padre era un piccolo agricoltore e mediatore di terreni appartenete ad un’agiata famiglia di origini ebraiche. Ero un giovane pieno di sogni e nel 1891, dopo tanti sforzi, ho raggiunto un grande traguardo laureandomi in ingegneria elettrotecnica. Dopo la laurea mi sono trasferito a Londra, una città magnifica che mi ha permesso di conoscere ed imparare tanto e poi sono stato anche in america con Galileo Ferraris. Di ritorno dal mio secondo viaggio, negli Stati Uniti, mi sentivo carico e una volta tornato ad Ivrea decisi di aprire una piccola ditta di costruzione di strumenti elettronici di misurazione disegnati e brevettati da me. Per me l’azienda era una grande famiglia, infatti, sceglievo personalmente i miei operai quasi tutti provenienti dal mondo contadino e per aiutarli tenevo un corso elementare di elettricità presso la mia abitazione di Montenavale. Nel 1899 sposai Luisa Revel e lei mi regalò i miei più grandi tesori: Elena, Adriano, Massimo, Silvia, Laura e Dino. Nel 1903, per la necessità di trovare nuovi soci e risorse finanziarie, ho dovuto trasferire la mia azienda a Milano ma la mia voglia di andare avanti e accrescere le mie conoscenze e potenzialità mi ha riportato ancora una volta ad Ivrea. Il mio desiderio era consegnare l’innovazione nella mani della mia nazione, volevo dare alla mia Italia la macchina da scrivere, uno strumento bellissimo, utile, moderno e sconosciuto ai mie connazionali ma di gran voga nell’altro continente. Il 29 ottobre del 1908, utilizzando la mia piccola fabbrica di mattoni rossi, fondai la “Ing. C. Olivetti e C.“, addestrai un gruppetto di 20 persone e mi preparai alla progettazione della mia prima macchina da scrivere. Dopo quasi tre anni il primo modello vide la luce, la M1 venne presentata  all’esposizione universale di Torino del 1911 e la mia grande avventura ebbe finalmente inizio. Amici miei, credetemi!! Questo sogno non è stato facile, dovevo trovare dei soci, dovevo procurarmi risorse finanziarie e dovevo costruire una rete di vendita, seguire i clienti e tutto ciò gravava sulle mie spalle. Mi sentivo stanco ma non ho mollato e alla fine i miei sforzi sono stati ricompensati, l’azienda ha iniziato ad espandersi e nel 1920 arrivò un secondo modello la M20. La produzione aumentava e mentre l’Italia attraversava un periodo di scioperi e accese contestazione da me tutto andava nel verso giusto. La mia azienda era diversa, io avevo un rapporto personale e diretto con i miei operai e la vita lavorativa di tutti era ottima. Amici, secondo voi, chi più di me voleva tutelare la mia forza, il mio futuro, i miei lavoratori? La risposa è semplice, nessuno!!
Gli anni scivolarono in fretta e nel 1926 fondai la OMO (Officina Meccanica Olivetti) per la costruzione di macchine utensili che io stesso progettavo, il primo modello fu un trapano sensitivo e poi fresatrici, rettificatrici e macchine speciali per la produzione di parti di macchine per scrivere.

Camillo Olivetti con i suoi dipendenti

Nel frattempo Adriano era cresciuto e rientrato da un viaggio studio, negli Stati Uniti, iniziò a darmi una mano provvedendo alla riorganizzazione dell’attività produttiva della fabbrica e al rafforzamento della struttura commerciale con la creazione di filiali e conosciate in Italia e all’estero. Tutto andava bene, Adriano era capace, intelligente e pieno di inventiva, proprio come me. Ora potevo ritirami dalla scena, avevo fatto abbastanza per la mia Italia, per i miei concittadini e anche per me stesso e per la mia sete di conoscenza e invenzione. Nel 1930 cedo il mio posto ad Adriano e dietro le quinte mi diletto a progettare e produrre macchine da scrivere, mobili per ufficio, anzi i primi mobili per ufficio e le prime telescriventi e macchine da calcolo. Il 4 dicembre del 1943 muoio nell’ospedale di Biella e al mio funerale ci fu tanta di quella gente che mi commossi, perchè nonostante il grave rischio del tempo di guerra tutti erano venuti a dimostrami il loro affetto.

Famiglia Olivetti
Adriano Olivetti

Mi chiamo Adriano, ma non è tanto il mio nome ad avere importanza quanto il mio meraviglioso cognome ereditato da un eclettico, geniale, energico e creativo padre. Si, talvolta era autoritario ma solo perchè era un perfezionista pieno di intelligenza e slanci imprevedibili. Cosa posso dirvi, mio padre Camillo mi ha trasmesso i suoi valori e la sua forza, lui era un uomo attento ai problemi sociali e del lavoro e io sono diventato come lui, d’altronde non poteva essere altrimenti, come si sul dire “tale padre, tale figlio”. Per noi la nostra azienda era la nostra famiglia e ogni operaio aveva un nome e io e mio padre lo ricordavamo bene, mica come la cocacola e la nutella sui barattoli e le bottiglie, noi chiamavamo la nostra forza ogni giorno con il loro nome.
Nel 1938 mio padre mi lasciò la presidenza della Società, per me era una grande responsabilità ma anche una fonte d’orgoglio continuare quello che mio babbo aveva fatto nascere e dovevo farlo al meglio, dovevo lasciare la mia firma, proprio come aveva fatto lui per mantenere alto il suo nome.  Il nome di un’uomo che durante la seconda guerra mondiale scriveva e pubblicava clandestinamente opuscoli che proponevano riforme in campo sociale, economico-finanziario e industriale. La guerra non è stata facile per noi, per la nostra famiglia e per la nostra azienda, abbiamo sofferto e abbiamo combattuto la nostra battaglia con tutte le nostre forze. Io tentai di rivoluzionare il sistema imprenditoriale perchè ero un innovatore, un sognatore, uno che amava guardare oltre, per questo feci dei miei collaboratori degli amici fidati e loro mi ricompensarono, ma non voglio parlarvi di me e delle mie idee, se la cosa vi intriga cliccate QUI (Antonella- Il tempo ritrovato) e scoprirete tutto.
Io voglio solo parlarvi della mia azienda, del mio pezzo di cuore, del mio orgoglio del bene che ho voluto a quelle mura ma soprattutto del bene che ho voluto a chi era al mio fianco, perchè se c’è una cosa che gli imprenditori di ieri e di oggi non capisco è l’importanza delle persone. Le persone non sono macchine, ma hanno un cuore e una vita che non nasce e muore nel loro lavoro, le persone hanno bisogno di stimoli e per lavorare bene necessitano di un ambiente sano, di rapporti umani puliti e sinceri, di legami importanti. Lavorare è un dare e un’ avere ma non come l’intendete voi, non nei bilanci o nella partita doppia dei miei libri mastro e giornale, è un dare e avere tra persone che collaborano, crescono insieme e si aiutano al fine di migliorare assieme. La società è importante e le persone che vogliono svilupparla ancora di più, per questo volevo essere diverso, non per distinguermi dagli altri imprenditori ma per essere uguale a chi si mette nei panni dell’altro. Il 27 febbraio del 1960 ho abbandonato questa terra, ma al contempo ho lasciato un’azienda presente sui maggiori mercati internazionali, ho lasciato 36.000 dipendenti e soprattutto ho lasciato il mio pensiero a tutti quelli che ne hanno saputo far tesoro.

Adriano Olivetti
Roberto Olivetti

Mi chiamo Roberto Olivetti, sono nipote di Camillo e figlio di Adriano. Intorno alla metà degli anni ’50, avevo solo 27 anni, iniziai a svolgere il primo laboratorio italiano di ricerche elettroniche e nel 1955, dopo l’iniziale collaborazione con l’Università per la realizzazione della CEP (calcolatrice elettronica Pisana), convinsi mio padre ad aderire alle indicazioni e agli stimoli del grande Enrico Fermi e portai l’azienda familiare a produrre un elaboratore elettronico per scopi commerciali.
I risultati furono importanti e la nostra azienda iniziò a conquistare una posizione di leadership mondiale nei prodotti meccanici per ufficio. Con la collaborazione dell’ing. Mario Tchou guidai il gruppo di ricerca industriale che progettò e realizzò i calcolatori elettronici della classe Elea e nel 1959 presentai, assieme alla mia squadra, la prima macchina di questa serie e anche il primo elaboratore realizzato in Italia. Non potete capire il mio orgoglio e la mia soddisfazione nel vedere la realizzazione del mio lavoro basato su soluzioni innovative dal punto di vista tecnologico e sistematico. Purtroppo, esattamente un anno dopo, mio padre mi lasciò e il peso degli investimenti iniziò a rallentare le transazioni verso l’elettronica, è stato un colpo duro, ma come gli altri uomini di famiglia non ho lasciato che gli avvenimenti mi abbattessero e nel 1978, assieme al mio gruppo di lavoro, misi in produzione la prima macchina da scrivere elettronica a livello mondiale e nel 1982 il primo PC professionale europeo. Feci del mio meglio e puntai tutto sullo sviluppo, io non ero un inventore come mio nonno e nemmeno un rivoluzionario pieno di idee come mio padre, io avevo un animo economico, infatti, mi sono laureato in economia e commercio alla Bocconi e il mio unico desiderio era tenere alto il nome della mia famiglia e per farlo ho puntato tutto sulle nuove tecnologie perché ero uno che voleva guardare al futuro e nella mia visone, nella mia voglia di sviluppo ci ho preso miei cari, ci ho preso in pieno, perchè oggi il PC è uno strumento che non manca in ogni casa, è il futuro e lo sarà sempre di più. Sfortunatamente io sono morto prematuramente, nel 1985, e tutto quello che avete visto voi non sono riuscito a donarvelo io e questo il mio più grande dolore.
Però un’ultima cosa voglio raccontarvela sulla mia azienda di famiglia, anche se non ero più presente posso dirvi che a causa delle progressive riduzioni dei margini di redditività del business informatico e alla nascita nonché allo sviluppo delle telecomunicazioni i nostri investimenti si sono spostati verso quest’ultimo settore. Per questo, negli anni ’90, Olivetti ha puntato la sua attenzione sulle telecomunicazioni prima creando Omnitel  (1990), poi Infostrada (1995) e poi acquistando il controllo della Telecom Italia (1999), con la quale si fuse nel 2003. Ah cari amici, scommetto che molti di voi non lo sapevano ma è cosi, siamo stati il vostro futuro e la vostra innovazione, siamo stati dei pionieri e abbiamo contribuito alla crescita di questa bella nazione. Attualmente l’Olivetti controlla Telecom Italia, mantiene viva la tradizione della società del personal printing, dei fax, dell’automazione dei giochi e del ticketing.

Noi Camillo, Adriano e Roberto non ci siamo più, ma ci crediamo ancora in questa Italia, nello sviluppo e nell’innovazione, crediamo nei lavoratori e nella potenza della collaborazione, dell’unione e dell’amicizia tra imprenditore ed operaio, per questo ci auguriamo un’Italia migliore che guardi al passato e si renda conto di quando si possa fare se la passione e la voglia di migliorare insieme vincono sul capitalismo e sulla sete di potere.

 

La
chicca di Melinda (di Meline Sante)
L’innovazione
di Olivetti nasce da Ravizza.
Giuseppe
Ravizza, avvocato novarese, costruisce nel 1846 il cembalo scrivano,
l’antenato della macchina per scrivere che brevetta nel 1855. Questa
macchina usa un meccanismo di stampa che verrà ripreso nelle prime
macchine Remington prodotte industrialmente a partire dal 1874.
Olivetti, sull’idea di questo progetto iniziale, migliora il modo
di costruire le macchine da scrivere, anzi lo rivoluziona.
L’innovazione
di Olivetti nasce da Pascal.
Blaise
Pascal crea nel 1642 la prima calcolatrice automatica, la pascalina.
Sulla sua idea, Olivetti rinnova le calcolatrici.

 

Perciò
diciamo: grazie Giuseppe, grazie Blaise, grazie Adriano!

 

 wall realizzato da Le chat noir

Come vi ha già comunicato Adriano, durante il suo racconto, se siete interessati a saperne di più su di lui e sul suo pensiero cliccate QUI e andate da Antonella del blog Il tempo ritrovato.

Fonte e immagini: http://www.storiaolivetti.it/default.asp

34 Comments on Fatterellando- Olivetti: tre uomini, un’azienda e un’immensa famiglia

  1. La Betty
    28 Ottobre 2013 at 8:04 (7 anni ago)

    Oggi hai toccato una tematica che mi riguarda da vicinissimo…
    Io ora abito proprio in questa zona, i miei suoceri erano a servizio di questa azienda,la maggior parte degli abitanti di Ivrea lo era.
    Se ti può interessare ho un libro che si chiama la "saga degli olivetti" te lo spedisco volentieri, ne ho una copia anche per me!
    Un abbraccio stellina mia

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      28 Ottobre 2013 at 11:34 (7 anni ago)

      Ciao Zumbamica bella,
      si, si può dire che il 90% degli abitanti della zona lavoravano per questa grande famiglia. Io non sono di quelle parti, ma essendo un economista ho letto e studiato la storie si tante aziende e questa famiglia mi ha fatto innamorare di loro perchè, a differenze del resto degli imprenditori, loro hanno dato tanto adottando una strategia aziendale capace di creare qualcosa di bello e importante per chi ne faceva parte.
      Io sono del parere che se dai alla fine hai, se tu tratti bene chi lavora per te poi chi lavora per te ha il piacere di farlo al meglio, si crea un legame stupendo che poi diventa la forze di quell'azienda.
      Betty, non sai quanto mi farebbe piacere ricevere questo bellissimo libro *.* *.* *.*, sia perchè sarebbe un dono tuo sia perchè è una cosa che apprezzerei moltissimo (io amo Olivetti e per me sarebbe un pezzo speciale da aggiungere alla mia libreria), però non vorrei privarti di qualcosa d'importante magari un giorno vorrai donare questa seconda copia a qualcuno di speciale e non vorrei che ti pentissi di averlo donato a me.
      Grazieeeeee!!!
      Un abbraccione cara sei davvero un'amica
      p.s.come sempre te lovvo 😉

      Rispondi
  2. Antonella S.
    28 Ottobre 2013 at 8:24 (7 anni ago)

    Ciao Audrey, anche questa volta ce l'abbiamo fatta e penso che sia uno dei nostri Fatterelli migliori.Queste sono le persone di cui oggi l'Italia avrebbe bisogno e che invece purtroppo, mancano!

    Sulla grande famiglia Olivetti ci siamo già dette tutto preparando il fatterello, spero che anche i nostri lettori apprezzino questi uomini dal pensiero così illuminato che tanto hanno dato all'imprenditoria italiana.

    Un bacione
    Antonella

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      28 Ottobre 2013 at 11:37 (7 anni ago)

      Ciao Antonella,
      si, ci siamo riuscite e sono felicissima del nostro grande lavoro, abbiamo fatto tutto in poco tempo ma il risultato mi sembra buona.
      Concordo con te, queste sono le persone delle quali abbiamo bisogno per un Italia migliore.
      Spero che i lettori apprezzino e capiscano, ma soprattutto spero non si facciano spaventare dalla lunghezza del post e leggano perchè c'è tanto da imparare.
      Un bacione anche a te

      Rispondi
  3. MikiMoz
    28 Ottobre 2013 at 10:08 (7 anni ago)

    Pensa, proprio prima di approdare qui ho letto un articolo su un film che sta per arrivare in tv… proprio su Olivetti!!

    Moz-

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      28 Ottobre 2013 at 11:40 (7 anni ago)

      si, questa sera e domani su Rai1.
      Sembra essere un bel film e nello specifico parlerà di Adriano e delle sue idee, il registra voleva valorizzare questo grande imprenditore perchè i suoi nonni hanno lavorato presso di lui, quindi è proprio un grande tributo.
      Buona giornata 😉

      Rispondi
    • MikiMoz
      28 Ottobre 2013 at 13:08 (7 anni ago)

      E poi c'è Zingaretti, che è una garanzia a livello di recitazione…!

      Moz-

      Rispondi
    • atelierdufantastique
      28 Ottobre 2013 at 18:24 (7 anni ago)

      si, è un grande e poi l'hanno truccato talmente bene che assomiglia anche ad Adriano, non è proprio identico, ma lo ricorda molto. 😉

      Rispondi
  4. Melinda Santilli
    28 Ottobre 2013 at 13:23 (7 anni ago)

    Ciao bella,
    vedi che le paure sul post erano inutili?
    E' venuto bene, si capisce chiaramente chi è il personaggio che parla ed è anche divertente.
    Il wall di Xavier poi si supera 🙂
    Bacissimi

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      28 Ottobre 2013 at 18:27 (7 anni ago)

      Ciao Melinda,
      dici? grazieeee!!! la mia paura era quella di risultare pesante e prolissa, ma se mi dici che leggendo era anche divertente allora mi sento più tranquilla perchè vuol dire che non lo reputi pesante.
      Si, il wall è favoloso e anche la tua chicca, non dimentichiamocela 😉
      baci baci

      Rispondi
    • atelierdufantastique
      28 Ottobre 2013 at 18:30 (7 anni ago)

      quando dici interessante parli del film? se si allora ti dico che secondo me saranno due grande serate quelle della rai
      se per "sarà interessante" ti riferisci al post, ti dico che secondo me lo è, non bisogna farsi spaventare dal fatto che è un tantino lungo leggendolo secondo me si può scoprire molto di questa famiglia di grandi imprenditori
      buona serata e grazie a te

      Rispondi
  5. Lilli
    28 Ottobre 2013 at 14:59 (7 anni ago)

    Ciao Audrey! Complimenti per questa edizione di fatterellando. La famiglia Olivetti ha enormemente contribuito alla storia Italiana. Ne ho sentito parlare molto ma ti confesso che nello specifico non la conoscevo, almeno finora grazie al tuo post. Credo che oggigiorno ci vorrebbero persone così non solo per governare l' Italia ma in generale in tutti i campi. E' una famiglia rivoluzionaria dai grandi valori e tradizioni, trasmesse di generazione, come purtroppo ormai non esistono più. Buon inizio settimana carissima, un abbraccio♥

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      28 Ottobre 2013 at 18:34 (7 anni ago)

      Ciao Lilli,
      grazieeeeeeeeeeeeeee!!! Ci tengo molto a questo post quindi mi fa piacere sapere che ti è piaciuto e che in un qualche modo ti ha arricchita.
      Concordo con te, servirebbe davvero gente come loro in tutti i campi.
      Buon inizio settimana anche a te carissima 😉
      Un abbraccione :* <3 <3

      Rispondi
  6. ♥vendy♥
    28 Ottobre 2013 at 15:55 (7 anni ago)

    molto interessante …anche io avevo sentito parlare del film nei giorni scorsi
    xoxo
    buona serata

    NEW POST!!! NEW POST!!!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      28 Ottobre 2013 at 18:36 (7 anni ago)

      grazie! diciamo che questo post era anche per invogliare a guardare il film e far scoprire qualche cosa in più su questi grandi imprenditori, fiori all'occhiello della nostra nazione
      buona serata
      xoxo

      Rispondi
  7. Chat Noir
    28 Ottobre 2013 at 16:12 (7 anni ago)

    Interessante questa visione corale, far parlare tutti e tre gli Olivetti è stata una bella idea.
    Adriano Olivetti ha dato vita a un sogno e la sua famiglia ha portato avanti le sue idee.
    Un abbraccio

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      28 Ottobre 2013 at 18:40 (7 anni ago)

      Ciao Xavier,
      grazieeee mille!! è bello sapere che la mia idea vi è piaciuta, soprattutto perchè avevo paura di una reazione negativa da parte di tutti.
      Si, Adriano è stato davvero un grande pioniere e chi ha anche solo un po' di cervello non può far altro che concordare con il suo modus operandi oltre che con la sua filosofia di pensiero.
      Un abbraccio e buona serata

      Rispondi
  8. Gianna Ferri
    28 Ottobre 2013 at 17:04 (7 anni ago)

    Ho apprezzato molto questo post…imprenditori di questo calibro insegnano a chi ha orecchie per sentire…

    Il segreto dei successi? Eccolo nelle parole di Adriano:

    " mio padre Camillo mi ha trasmesso i suoi valori e la sua forza, lui era un uomo attento ai problemi sociali e del lavoro e io sono diventato come lui, d'altronde non poteva essere altrimenti, come si suol dire "tale padre, tale figlio".

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      28 Ottobre 2013 at 18:45 (7 anni ago)

      Ciao Gianna,
      ne sono felice perchè non abbiamo fatto questo fatterellando solo per tenere alta la memoria di questo grande imprenditore, ma anche per sensibilizzare e dimostrare che se si ha il coraggio, la volontà, la forza, l'onesta e soprattutto unione, le cose posso cambiare in meglio e la storia di questa azienda ne è la dimostrazione.
      buona serata cara

      Rispondi
  9. La lanterna dei sogni
    28 Ottobre 2013 at 17:11 (7 anni ago)

    Un bel ritratto di questa famiglia, molto importante per lo sviluppo della società e dell'economia italiana.
    Dal capostipite illuminato, il suo geniale figlio e validi collaboratori… un azienda all'avanguardia per l' epoca.

    Saluti!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      28 Ottobre 2013 at 18:48 (7 anni ago)

      Ciao,
      ho cercato di fare del mio meglio per rendere giustizia alla bravura e al merito di ognuno di loro e leggere che è stato un bel ritratto di questa famiglia mi rende felice. Grazie!!!
      Si, è stata un'azienda all'avanguardia su tutti i fronti e anche un'azienda con il cuore
      buona serata

      Rispondi
  10. Stefyp.
    28 Ottobre 2013 at 22:45 (7 anni ago)

    Mia cara Audrey ho appena visto su RAI 1 "Il grande sogno di Adriano" quindi non potevi fare cosa migliore che pubblicare anche te tutta la storia della famiglia Olivetti. Oggi giorno avremmo bisogno di uomini così, attenti hai problemi sociali che hanno creduto nei veri valori, nel progresso, nell'innovazione (tutta italiana)mettendo l'anima, la fantasia per realizzare un sogno che ha portato lavoro e dignità a tanta gente….Che tristezza invece per la realtà che stiamo vivendo adesso ben lontana da tutto questo…..
    Un grazie e un abbraccio, Stefania

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      29 Ottobre 2013 at 8:21 (7 anni ago)

      Ciao Stefy,
      ovviamente concordo con te e seno d'accordo su ogni tua singola parola, uomini cosi sono l'orgoglio di una nazione e andrebbero ricordati e menzionati più spesso oltre che presi come esempio.
      La realtà che stiamo vivendo purtroppo è spaventosa e nessuno fa nulla per cambiare le cose forse perchè a nessuno interesse poi cosi tanto delle cose importanti, basti pensare che un post come questo, dal quale si può apprendere molto è stato letto da pochissimi e questo già ci fa capire la consistenza dell'80% degli italiani. Bellezza e cultura, apprendimento e miglioramento, cose che Adriano riteneva importanti per lo sviluppo, oggi non hanno valore.
      Un abbraccione e grazie per aver letto e commentato in maniera cosi impegnativa

      Rispondi
  11. LeJene Son Tornate
    29 Ottobre 2013 at 10:11 (7 anni ago)

    Che bello questo post a tre voci, come ti è venuta in mente quest'idea?
    Hai detto bene l'Olivetti è una grande azienda che ha dato tanto al paese e l'ha cambiato in meglio, perchè non ricordarla?
    Un abbraccio zamposo

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      29 Ottobre 2013 at 11:23 (7 anni ago)

      Ciao Jene,
      graziee!!! ho pensato di far parlare i tre protagonisti di questa azienda perchè, a mio avviso, un post che parla della nascita e dello sviluppo di un'azienda è un armento complicato e alcuni lo possono trovare pesante. Per questo ho pensato che se alleggerivo il tutto trasformandolo in una storia forse sarebbe stato più semplice e anche bello leggerlo. Credevo fosse un modo differente per scoprire qualcosa di più o per imparare, oltre che per ricordare questa grande famiglia che non solo ha dato tanto all'Italia, ma anche alle nuove tecnologie. Purtroppo come avete potuto notare ho fallito visto che è stato letto da pochissimi.
      Un abbraccio zamposo anche a voi e grazie

      Rispondi
  12. Strawberry
    29 Ottobre 2013 at 10:14 (7 anni ago)

    Bella idea raccontare la storia di una famiglia e di un'azienda attraverso le voci di chi l'ha fatta nascere e crescere… 🙂

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      29 Ottobre 2013 at 11:24 (7 anni ago)

      grazie!!! sono felici di vedere che le poche persone che hanno letto il post l'anno anche apprezzato 😉
      buona giornata

      Rispondi
  13. Beatris
    29 Ottobre 2013 at 10:38 (7 anni ago)

    I miei complimenti per la vostra bravura!
    Siete bravissime, avete realizzato un post bellissimo e interessante, leggerlo è stato un piacere!
    Ieri sera ho seguito la prima parte del film e stasera ci sarà la seconda parte che seguirò con entusiasmo!
    Un abbraccio e buona giornata da Beatris

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      29 Ottobre 2013 at 16:07 (7 anni ago)

      grazie mille Beatris 😉
      è bello sapere che leggere questo post è stato un piacere, grazie ancora 😀
      anche noi abbiamo visto la prima parte ieri e aspettiamo la seconda di stasera
      un abbraccio e buona giornata anche a te

      Rispondi
  14. Marcela Gmd
    29 Ottobre 2013 at 20:05 (7 anni ago)

    Interesante historia!!! gran post!!!
    Buen comienzo de semana, querida Audrey! mi g+ para ti!!!:)))

    Besos, desde España, Marcela♥

    Rispondi

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