casa Inglese-Brighton
Sapete come sono fatte le case inglesi?  Ovviamente non parlo delle case di ricchi, ma di quelle della gente semplice, degli studenti, di chi lavora e divide l’affitto con qualcuno. Sono delle casette carinissime viste da fuori, con le finestrelle in legno che si aprono tirandole verso l’alto e girando, con una chiave, il ferma finestre che si trova all’interno. Nella maggior parte dei casi non ci sono tapparelle o persiane, ma solo delle avvolgibili che si chiudono da dentro per non far entrare troppo luce. I pavimenti di molte abitazioni sono in parquet, però è facile trovare nelle camere da letto, ma in molti casi anche in tutte le altre stanze, compreso il bagno, la famosa e fastidiosissima moquette. Quando entri in una di queste case non puoi che restare colpito dalla diversità degli ambienti, dei materiali e del mobilio, mentre da noi le porte d’ingresso sono blindate e solo in rari casi in legno, da loro l’intera casa è costruita con questo antico materiale: le basi, le fondamenta, le finestre e spesso anche i muri. I soffitti sono bassi e qualche volta, sulle pareti delle cucine si può trovare un apribottiglie, ideale per chi non ha voglia di cercare nel cassetto il tremendo utensile, infatti, in questo modo bastano tre semplici  gesti, prendere la birra, stapparla contro il muro e buttarsi sul divano. La gente del posto ama rincasare dopo il lavoro e riscaldarsi qualcosa da mangiare, come una zuppa calda preconfezionata e bere un bicchiere di vino o qualche birra a temperatura ambiente, mentre guarda le vecchie puntate di Friends su Comedy Central. In una di queste case, situata proprio nella bella e grande Brighton vive una ragazzo inglese originario di Londra, un tipo simpatico con due gradi passioni, una legata all’arte culinaria e l’altra alla scrittura. Nella sua cucina non manca mai del buon vino, qualche libro della famosa Nigella Lawson, pasta, birra e spezie varie. Mentre nella sua stanza, piccola e confortevole, con un solo sguardo intuisci le sue passioni oltre 300 dvd, una marea di libri, il pc acceso su qualche sito di cucina e la biancheria piegata sulla sedia. Nato e cresciuto nella grande Londra, si è trasferito a Brighton per inseguire un sogno, quello di sentirsi libero e guadagnarsi da mangiare grazie a una delle sue più grandi passioni, la scrittura. Lui, che la mattina si stira la camicia bianca, che lucida le scarpe ed infila i pantaloni neri eleganti, lui che ha studiato e lavorato sodo per pagarsi l’università, lui che si è laureato con il massimo dei voti in giornalismo, lui che scrive recensioni per il web, lotta ancora per vedere il suo sogno realizzato; mentre serve ai tavoli Hugh Grant e qualche centinai di sconosciuti che ama mangiare caviale.
interno casa Brighton
Tante volte ho criticato quest’Italia, un’Italia che non è in grado di offrire un futuro ai suoi figli, un’Italia che non è capace di nutrire la sua gente, un’Italia fatta di corruzione, una nazione dalla quale le persone preferiscono scappa e con giusta ragione. Però ora che ho visto una delle mete più ambite, ora che ho scoperto la vita dei suoi stessi abitanti, ho capito che la differenza con la nostra Italia esiste, ma è minima. Difatti, lui che rappresenta tanti giovani inglesi, si sveglia alle 6 del mattino, prende il treno e viaggia per 30 minuti, poi giunge al lavoro, un lavoro ben remunerato, pagatissimo direi, ma che resta comunque un lavoro di ripiego, quello che i nostri connazionali rifiutano in Italia ed apprezzano all’estero. Si, perchè in Inghilterra se fai il cameriere guadagni bene, molto di più di quello che prendono i nostri camerieri, almeno quelli del sud che per la maggiore lavorano in nero. Però devi lavorare con un italiano che si inventa balle ogni due per tre, una francese rompi scatole, una spagnola che vuole sempre festeggiare, una polacca che non ha voglia di ridere e cosi arriva a fine giornata che ti senti lo sclero all’ennesima potenza. Il lavoro finisce dopo all’incirca 12 ore, si torna a casa verso le 22 o le 23 e si continua questa routine per 3 giorni, poi qualche giorno di meritato riposo e si ricomincia. Nei giorni di pausa, lui che deve sorbirsi le paranoie degli abitanti dell’itero mondo venuti nella sua patria per fare fortuna deve andare al cinema, vedersi un po’ di film e scrivere recensioni nella speranza di essere notato per avere un futuro diverso, quello che desidera da sempre, quello per il quale continua a fare sacrifici, perchè mentre gli altri si godono il meritato riposo lui svolge il suo secondo lavoro non remunerato con la speranza di sfondare.
artista di strada-Brighton
Nel frattempo può solo vivere nella terra promessa, quella che molti sognano perchè ricca di speranze, ma nella quale vi è un solo desiderio che può essere esaudito, quello di fare un lavoro ben pagato, alcune volte faticoso, altre volte meno, ma non il lavoro sognato. 
In tutto il mondo ci sono sogni chiusi nel cassetto e anche se lui scrive divinamente, anche se è figlio di quella nazione che si dice possa offrire tanto, anche se cerca disperatamente l’occasione scrivendo gratis per la rete…anche lui resta uno di noi, uno che ha il cervello, ma deve lottare non perchè nel suo paese non ci sia la meritocrazia, ma perchè sono finite le opportunità più importanti anche lì. Comunque, mentre lui conduce la sua esistenza e non smette di coltivare il suo sogno, noi possiamo ancora desiderare, sperare e credere che altrove il mondo sia diverso mentre è diversamente uguale.

 immagini-tutte le immagini sono di proprietà del blog


Siamo ragazzi di oggi 
pensiamo sempre all’America 
guardiamo lontano 
troppo lontano 

viaggiare è la nostra passione 
incontrare nuova gente 
provare nuove emozioni 
e stare amici di tutti 
siamo ragazzi di oggi 
anime nella città 
dentro i cinema vuoti 
seduti in qualche bar 
e camminiamo da soli 
nella notte più scura 
anche se il domani 
ci fa un po’ paura 

finché qualcosa cambierà 
finché nessuno ci darà 
una terra promessa 

un mondo diverso 
dove crescere i nostri pensieri 
noi non ci fermeremo 
non ci stancheremo di cercare 
il nostro camino 

siamo ragazzi di oggi 
zingari di professione 
con i giorni davanti 
e in mente un’illusione 
noi siamo fatti così 
guardiamo sempre al futuro 
e così immaginiamo 
un mondo meno duro 

finché qualcosa cambierà 
finché nessuno ci darà 
una terra promessa 
un mondo diverso 
dove crescere i nostri pensieri 
noi non ci fermeremo 
non ci stancheremo di cercare 
il nostro cammino 
noi non ci fermeremo 
non ci stancheremo 
ed insieme noi troveremo 
una terra promessa 
un mondo diverso… 

Il seguente post fa parte della serie di post dedicati all’Inghilterra e racconta un altro punto di vista di questo. viaggio. Se volete scoprirne altri cliccate qui sotto:
 I suoni di Brighton sezione viaggi
Seven Sister sezione informazione
Roast dinner sezione cucina 2
Brighton tra musica e foto sezione foto
In giro per Brighton sezione informazione

22 Comments on Una terra promessa- Storia di un inglese con un sogno

  1. Betty
    31 Agosto 2013 at 15:00 (6 anni ago)

    Accipicchia Audrey che post intenso… pieno d’amore, d’altruismo di speranza e tanta tantissima rabbia… ma chi non l’avrebbe??
    Si vive in un mondo dove i nostri sogni riposano ormai in vecchi cassetti impolverati, e la chiave chissà dovè ormai, e se riusciremo ad aprire un giorno chissà… e far volare così i nostri sogni, e i tanti progetti, quelli che tutti noi sicuramente conserviamo da troppo tempo nei nostri cuori, e magari dopo tanti anni di sacrifici…
    Io spero che questo ragazzo possa un giorno riuscire a realizzare i suoi sogni, un lavoro che gli piace e gli dia la soddisfazione che merita
    Hai scritto questo post con tantissimo trasporto…
    Un grande applauso a te cara per questa meraviglia di testo.
    Un abbraccio grande e buon w.e.

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      2 Settembre 2013 at 9:31 (6 anni ago)

      Ciao Betty,
      si, spero tanto anch'io che questo ragazzo un giorno sfondi anche se visto l'andamento dell'intero modo la cosa diventa difficile, ma non si deve mai mollare, i sogni vanno coltivati e poi chissà.
      Grazie mille per i complimenti 😀
      Un abbraccio, spero che sia stato un buon week-end 🙂

      Rispondi
  2. Lilli
    31 Agosto 2013 at 16:32 (6 anni ago)

    "Credere che altrove il mondo sia diverso mentre è diversamente uguale": pienamente d'accordo. Audrey, che storia! Un ragazzo come tanti qui e che lotta per vedere realizzato il suo sogno..spero davvero lo concretizzi presto, chissà gli enormi sacrifici e sforzi che sta facendo! Davvero ammirevole, storie come queste per me non sono fatte per compatire il soggetto ma semmai per trarne ispirazione, un pò di carica e positività per il futuro. Io credo che la perseveranza e la forza vengono in qualche modo sempre ricompensati, l'importante è non mollare. Quindi anche tu!:) Un abbraccio carissima, buona serata!:*♥ ps qui il diluvio universale, altro che mare!XD

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    • atelierdufantastique
      2 Settembre 2013 at 9:33 (6 anni ago)

      Ciao Lilli,
      anch'io penso che non si debba mai mollare, costi quel che costi, se poi le cose arrivano bene, ma se non arrivano almeno non si ha nulla di rimpiangere.Grazie tesoro!!!!
      Un mega abbraccione e buona giornata :* <3
      p.s. anche da noi il tempo è scemo e ballerino ufffiiii

      Rispondi
  3. Misantrophia
    31 Agosto 2013 at 17:21 (6 anni ago)

    Le casette inglesi mi sono sempre piaciute un sacco!

    Rispondi
  4. Antonella S.
    31 Agosto 2013 at 19:11 (6 anni ago)

    Mamma mia Audrey…che storia " meravigliosa ", lottare per il proprio sogno, combattere la battaglia quotidiana per tenere in piedi questo sogno in Inghilterra come in Italia come nel resto del mondo…Ci hai fatto conoscere questo ragazzo che credo resterà nei nostri cuori come un simbolo
    di speranza.

    Brava, un articolo bellissimo.
    Un bacione.
    Antonella

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      2 Settembre 2013 at 9:36 (6 anni ago)

      Ciao Antonella,
      si, tutto il mondo è paese e Inghilterra o Italia o America, se non ti rimbocchi le maniche, se non fai la gavetta e non combatti e anche se lo fai, non è detto che il sogno si realizzi.
      Grazie per il commento
      Un bacione 🙂 <3

      Rispondi
  5. LeJene Son Tornate
    1 Settembre 2013 at 11:21 (6 anni ago)

    Ciao Audrey, è bello ricominciare leggendo queste storie crude ma intense e piene di verità.
    Un abbraccio zamposo

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      2 Settembre 2013 at 9:36 (6 anni ago)

      Ciao Jene,
      bentornate!!!! mi siete mancate!!!!
      un abbraccione zamposo a tutti

      Rispondi
  6. Chat Noir
    1 Settembre 2013 at 11:59 (6 anni ago)

    Ciao Audrey,
    questa storia è simile a tantissime altre storie che ormai riguardano troppe persone nel mondo.
    Speriamo che le cose possano migliorare,
    un abbraccio e grazie per tutto

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      2 Settembre 2013 at 9:37 (6 anni ago)

      Ciao Xavier,
      concordo con te, è la storia di uno che riassume quella di 10000. Spero anch'io che le cose migliorino, ma ne dubito seriamente.
      Un abbraccione e grazie a te

      Rispondi
  7. TheSweetColours
    1 Settembre 2013 at 19:27 (6 anni ago)

    Davvero complimenti per questo post! Una storia che purtroppo vivono in tanti… Speriamo che presto migliorino le cose!

    Rispondi
  8. Silvia
    1 Settembre 2013 at 20:15 (6 anni ago)

    Hai ragione, tutto il mondo è paese. Viaggiare è bello anche per conoscere persone e rendersi conto di com'è veramente la vita nei paesi che si visitano. Questo è quello che fa la differenza tra un turista e un viaggiatore!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      2 Settembre 2013 at 9:40 (6 anni ago)

      Si, purtroppo tutto il mondo è paese…
      Concordo con te, io amo viaggiare ma per cogliere ogni particolare, non mi basta ammirare un museo, una chiesa, una piazza e del buon cibo, io devo viverlo il posto per tutto quello che è.
      Vero, il turista è una cosa, il viaggiatore un'altra 😉

      Rispondi
  9. Giuls A
    2 Settembre 2013 at 9:02 (6 anni ago)

    Bellezza sai che ho scritto un post proprio ora simile al tuo? sul fatto di fare lavori o cose che non ci rendono felici? ma che ormai se si deve… si fanno!

    Io sono stata a Londra a casa di amici e ricordo la terribile moquette si… per lo meno non in bagno! Poi ho notato che gli appartamenti sono molto alti e stretti!

    Un abbraccio!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      2 Settembre 2013 at 9:42 (6 anni ago)

      Si, mentre tu mi commentavi questo post io commentavo il tuo ahiahiahiahia
      Purtroppo in molte case la moquette era anche in bagno, da paura!!!! Gli appartamenti che ho visto io avevano tutti i soffitti molto bassi, almeno quelli poco costosi, poi ho notato che quelli di gente più agiata erano decisamente alti e le stanze molto piccole e strette come anche i corridoi.
      Un abbraccione

      Rispondi
  10. La lanterna dei sogni
    2 Settembre 2013 at 16:05 (6 anni ago)

    Che bel post Audrey…
    Una storia molto emozionante di questo ragazzo talentuoso, che come molti altri deve farsi largo in questa giungla per non chiudere i propri sogni in un cassetto.
    W l'Inghilterra, moquette a parte!

    Rispondi
  11. Stefyp.
    2 Settembre 2013 at 19:54 (6 anni ago)

    Bellissimo..hai scritto un post molto intenso..e la storia poi di questo ragazzo….speriamo ci possa essere un futuro migliore. Viaggiare è bello, ma ti fa prendere coscienza di tante cose e a volte non sono proprio quelle che vorresti….
    Buona serata, Stefania

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      3 Settembre 2013 at 7:58 (6 anni ago)

      Ciao Stefy,
      grazieee!!! Speriamo bene!!!
      Concordo con te, viaggiare ti fa capire molte cose 😉
      buona giornata

      Rispondi

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