La conobbi per caso, un fortuito e fottutissimo caso, come se il destino volesse farmi capire quanto una donna può cadere nel baratro cercando di apparire comunque ancora di un qualche valore. Contessa Miserie, questo è l’unico nome che secondo me le calzava a pennello, nelle sue sfaccettature, nei dettagli e nei gesti era davvero la rappresentazione carnale della Contessa Miseria di Carmen Consoli, disperatamente sola, arida e racchiusa in una prigione fintamente dorata.
Avvolta in abiti succinti e volgari, credeva si essere sexy, ma quando la forza di gravità inizia a lasciare spazio al normale decorso della natura, certe vesti posso solo diventare un ornamento poco consono anche se costosissime. Le unghie laccate rosso Chanel, lo stivale  YSL tacco 12, la giacca Dior super colorata e la sfarzosa borsa Prada, volgari ferraglie trionfavano come lustri antichi sui suoi lobi, i capelli fintamente sistemati le davano un’aria sconvolta e sempre stanca.
Il suo volto, un pò svampito, era equivocante visto che non perdeva occasione per sbraitare dimostrando la sua totale mancanza di rispetto, classe e savoir faire. Dalla sua bocca, di origini nobili, sarebbero dovute uscire solo parole maestose e ricche di fascino e stile, ma in realtà l’unica cosa che trionfava era una finzione talmente artificiosa da sembrare spaventosamente riluttante.
Lei, la donna della ricchezza, dai mille uomini, la donna che non avrebbe dovuto chiedere mai si ritrovava spodestata dal suo trono e quasi in caduta libera verso il declino non accettava che “rien ne  va plus”, non riusciva a mandare già la fine della sua falsa gloria.
Sola e convinta di essere ancora giovane, non faceva altro che vantarsi delle sue conquiste passate, dei tempi migliori e di un’età argentea che non potrà mai più tornare. D’altronde era stata lei a bruciarsi con le sue stesse mani, a costruirsi una vita di finti sfarzi, cinematografica e falsa; ora può solo rimembrare quei giorni e cercare di renderli meravigliosi e quasi di una bellezza ottocentesca agli occhi di che crede essere troppo basso per capire. Dietro a quelle parole piene di ghirigori, dietro a quelle storie costellate di diamanti, vi erano solo pietre dure e menzogne che raccontava agli altri per sentirle più vere dentro di se, dandogli una fattezza e dei contorni vanagloriosi.
Disprezzava il prossimo, criticava in maniera sottile e spesso per sentirsi meglio denigrava il chiunque solo per mettere se stesse su un piedistallo costruito su misura. Purtroppo non si possono abbindolare tutti, le belle parole cadono come veli pietosi ai piedi di chi sa vedere oltre, a chi come me aveva colto la sua disperazione, la sua solitudine e la pochezza. Aveva un debito, ma non era la vita ad averlo con lei, ma era lei che doveva estinguere quel debito con la vita, vittima e carnefice di se stessa. Dentro di se sapeva che la fine era decisamente vicina, la vita lascia sempre tempo per espiare le proprie colpe, ma la mente di certa gente non può cambiare; quindi sarà il tempo a farla precipitare nell’abisso delle sue paure, nel suo mondo che ora è diventato di plexiglass e quando anche l’ultimo appiglio sarà sparito, quando non potrà più aggrapparsi a nulla, quando anche l’ultimo tirapiedi sarà sfinito; allora la vita colpirà a sorpresa e il terrore che regna nei suoi occhi la lascerà sola e disperata, persa tra le lacrime in una stanza d’albergo. Perchè questo è il destino che spetta a chi non hai mai dato nulla tranne che a se stessa, a chi ha vissuto nell’egoismo e nel fanatismo della sua persona, a chi pensa di essere superiore erigendosi a Dio, questa è la fine dei veri poveretti.

L’ho incontrata diverse volte piuttosto ubriaca 
la chiamavano contessa miseria 
per la sua aridita’ 
era disperatamente sola 
alle porte dei sessanta 
tristemente avvolta da vistose piume di struzzo e volgari ferraglie 
sul muro della sua casa la scritta 

contessa miseria 
la vita prima o poi 
estiunge il suo debito 
contessa miseria 
la vita prima o poi colpisce a sorpresa 

Nei suoi occhi il terrore costante del tempo che passa 
ed avrebbe dato qualunque cosa per un elisir 
di lunga vita 
era disperatamente sola 
alle porte dei sessanta 
dolcemente assorta tra gloriosi ricordi impregnati di ciprie e di rien ve na plus 

contessa miseria 
la vita prima o poi 
estiungue il suo debito 
contessa miseria 
la vita prima o poi colpisce a sorpresa 

senza chiedere 
senza preavviso 
contessa miseria 
la mente ibernata a vent’anni 
vittima dell’inganno di questo secolo 
che rincorre il mito di forme avvenenti 
e di chirurgia estetica 

contessa miseria 
la mente non cambia 
contessa miseria 
la mente non cambia 
contessa miseria 
la mente non cambia 
contessa miseria 
la mente non cambia 

contessa miseria 
contessa miseria 
la mente ibernata a vent’anni 


26 Comments on Contessa Miseria

  1. Antonella
    11 Maggio 2013 at 6:40 (7 anni ago)

    Ciao Audrey, come ti ho già detto ieri lo trovo un post bellissimo.
    Quante vite di plastica, finte come questa abbiamo intorno a noi!
    Persone che vivono solo di apparenza, bisogna apparire sempre di più, non importa a prezzo di quali sacrifici, l'importante è che gli altri " pensino che io SONO ", e poi un giorno il castello delle apparenze sia fisiche che morali crolla e sei solo più un'immagine riflessa in uno specchio incrinato.
    E' terribile questa filosofia dell'avere, avere cose, avere bellezza, avere giovinezza eterna, avere successo, alla fine ti lascia con niente in mezzo al vuoto dell'anima.
    Davvero molto, molto bello.
    Un bacio.
    Antonella

    Rispondi
    • Audrey
      12 Maggio 2013 at 9:40 (7 anni ago)

      Ciao Antonella,
      grazie!!!! Le tue parole sono veritiere, troppa gente pensa più all'apparenza che alla sostanza è più facile giudicare un bel vestito, una laurea in tasca o l'appartenenza ad una buona famiglia che vedere la realtà. Spesso è migliore chi non veste LV, chi ancora non si è laureato perchè lo fa con le sue forze e non grazie ai compromessi e chi è figlio di un muratore piuttosto che di un ingegnere. Ma certa gente non sa cogliere la sostanza c'è poco da fare.
      I detti non sbagliano mai "chi troppo vuole nulla stringe" questa è la realtà.
      Un bacione

      Rispondi
  2. Antonella Leone
    11 Maggio 2013 at 9:09 (7 anni ago)

    Purtroppo di contesse miseria ce ne sono davvero tantissime al mondo, tutte rinchiuse nei ricordi di storie che non possono più appartenergli e in lotta contro il tempo per difendere la loro bellezza.

    Rispondi
    • Audrey
      12 Maggio 2013 at 9:40 (7 anni ago)

      concordo con te 😉
      baci

      Rispondi
  3. ellie
    11 Maggio 2013 at 9:14 (7 anni ago)

    quante ne vedo a giro di contesse miseria, che a più di 50 anni si comportano e si vestono ancora come delle diciassettenni… sono solo ridicole e tristi, pensano di apparire forti e indipendenti quando tutti ormai sappiamo che è tutta una maschera di disperata solitudine…
    un abbraccio

    Rispondi
    • Audrey
      12 Maggio 2013 at 9:41 (7 anni ago)

      Sapessi quante ne vedo io tutti i giorni, la cosa più raccapricciante è sentirle parlare, sono spaventose.
      Un abbraccio

      Rispondi
  4. Beatrice Portinari
    11 Maggio 2013 at 10:03 (7 anni ago)

    Ciao Audrey,
    hai scritto un post che illustra bene come l'apparenza ci stia uccidendo lentamente, fomentando falsi sentimenti e tanto vuoto.
    Grazie anche per la canzone, erano anni che non l'ascoltavo.
    Un abbraccio

    Rispondi
    • Audrey
      12 Maggio 2013 at 9:43 (7 anni ago)

      Ciao Beatrice,
      è un post molto sentito frutto di cattivi incontri.
      Prego!!!! anch'io non l'ascoltavo da tempo, poi mi è saltata in mente all'improvviso e da ciò è nato tutto 😉
      Una abbraccio

      Rispondi
  5. Stefyp.
    11 Maggio 2013 at 10:07 (7 anni ago)

    Il tuo post mi è veramente piaciuto, mi piace leggerti, sai scrivere bene! Che tristezza queste "contesse miseria", donne per cui l'apparire è l'esistenza, vuote dentro e sole, disperatamente sole…a rincorrere il tempo che inesorabile passa.
    Un grazie per questo post, un abbraccio Stefania

    Rispondi
    • Audrey
      12 Maggio 2013 at 9:44 (7 anni ago)

      Ciao Stefania,
      grazie mille!!! il tuo è un bellissimo complimento che mi fa davvero tanto piacere 😉
      Si, tristi e sole. Però se la meritano la loro solitudine 😉
      Un abbraccione e grazie a te per il bellissimo commento

      Rispondi
  6. briciole di vita
    11 Maggio 2013 at 11:42 (7 anni ago)

    Ciao Audrey, bellissimo post In questi giorni sto rileggendo "avere o essere" di Erich Fromm. Credo che tutti avremmo molto bisogno di ESSERE.

    Buon fine settimana

    Gloria

    Rispondi
    • Audrey
      12 Maggio 2013 at 9:57 (7 anni ago)

      ciao Gloria,
      concordo con te,alcuni piú di altri ma serve una dose enorme di realtá e sinceritâ
      buona domenica 😉

      Rispondi
  7. Lilli
    11 Maggio 2013 at 12:39 (7 anni ago)

    Ciao Audrey! Che bella riflessione oggi..purtroppo le cose si capiscono (o almeno così pare) alla fine della vita, quando ormai la si è spesa tutta nell'egoismo e false apparenze ponendosi al di sopra di tutto e tutti, rimanendo così soli e versando quelle che chiamo lacrime di coccodrillo, fingendosi vittime e preferendo di più la compassione al sincero chieder perdono. Questa è per me la fine delle contesse "miseria":) Buon sabato cara, un abbraccio!:*♥

    Rispondi
    • Audrey
      12 Maggio 2013 at 9:51 (7 anni ago)

      Ciao Lilli,
      purtroppo alcuni non capisco nulla nemmeno arrivati alla fine della vita. Concordo con te, sono solo lacrime di coccodrillo che non meritano compassione, perchè certa gente non ha pietà di nessuno quindi merita la fine che fa.
      Un abbraccione e buona domenica ;**** <3 <3

      Rispondi
  8. Vaty ♪
    11 Maggio 2013 at 17:20 (7 anni ago)

    Ciao tesoro! Non ho capito se lisi scritto tu ovvero hai preso spunto da un personaggio ed hai scritto il pezzo.
    Scusami l'assenza ma ora Pian piano recupero! Un bacio grande cara :*

    Rispondi
    • Audrey
      12 Maggio 2013 at 9:48 (7 anni ago)

      Ciao Vaty,
      ho pensato ad una persona che mi ha fatto ricordare questa canzone, riflettendo ho capito che ci sono tante persone (contesse miseria) in giro per il mondo e da questo è nato tutto.
      Tranquilla sò che sei super indaffarata 😉
      un bacione

      Rispondi
  9. Le Chat Noir
    11 Maggio 2013 at 20:56 (7 anni ago)

    La vita non regala niente, perdersi alla ricerca di miti fasulli fino ad annullarsi è la massima offesa che si può recare a se stessi. Tra essere e avere meglio ESSERE TUTTI I GIORNI.
    un abbraccio

    Rispondi
    • Audrey
      12 Maggio 2013 at 9:45 (7 anni ago)

      Concordo pienamente con te 😉
      Un mega abbraccione

      Rispondi
  10. lolle
    12 Maggio 2013 at 20:42 (7 anni ago)

    Fa davvero riflettere sul senso della vita, sull'essere e sull'apparire, questo tuo post!
    Non conoscevo questa bella canzone di Carmen Consoli… grazie per averla proposta, a presto

    Rispondi
    • Audrey
      13 Maggio 2013 at 11:19 (7 anni ago)

      prego!!!!
      Un abbraccio

      Rispondi
  11. Betty
    2 Settembre 2013 at 14:59 (6 anni ago)

    Cara Audrey, certa gente è troppo presa da sè che non riesce a guardare ad un palmo dal suo naso.
    Io penso che queste persone meritino di rimanere sole… hanno seminato solo zizzania nella loro vita, e altro non possono raccogliere.
    Bellissimo post 🙂
    Grazie per la segnalazione, un bacio

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      2 Settembre 2013 at 15:33 (6 anni ago)

      Concordo con te e spero che rimangano in solitudine per prendere coscienza delle loro azioni, anche se non credo possa accadere.
      Grazie mille 😉
      un bacio

      Rispondi

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