Arrivava sempre cosi, come un ape che si avvicina ad un fiore per succhiargli il nettare, con modi aggraziati, con fare elegante, con temperamento e determinazione.
Le sue prede erano sempre differenti, evidentemente non era un buon intenditore o forse non voleva esser visto come un seriale.  Per attuare i suoi attacchi usava il web, ma poverino, non aveva nemmeno stile. Chiedeva amicizia a campione, non escludeva nessun soggetto femminile, evidentemente non voleva offendere nessuno o forse era uno di quelli che pensa che è meglio raccogliere l’acqua quando piove. Che poi, diciamoci la verità, raccogliere l’acqua può essere utile, ma dipende anche dall’acqua che si raccoglie. Un conto è prendere acqua sorgiva, bella limpida e cristallina, un altro è raccogliere acqua putrida e passata sotto troppi ponti. Predicava bene, però poi razzolava male, quante parole, quanti discorsi falsamente serie e sinceri e direi alquanto inopportuni. Un giorno era assillato da una divorziata un po’ depressa e sconsolata che di bello aveva solo le unghie fatte con il gel, un altro si scambiava teneri messaggi con una ragazzetta molto bella, ma decisamente troppo piccolina. Poi cambiò genere, iniziò a buttarsi sulle bionde siliconate, distribuendo “mi piace” in quantità davvero sproporzionate. Comunque alla fine si poteva anche capire, un “mi piace” a due belle cosce ad un uomo non si può negare. La disgrazia arrivò all’indomani, quando quel pollice all’insù lo punto su qualcosa di disumano, una donna alquanto gretta, un po’ volgare, oltre che spaventosamente spaventosa. Se è vero che le persone non si giudicano dall’apparenza, anche vedendo il contenuto, si scoprì ben presto che vi era poca roba.  Però cosa volte da un uomo che sussurra alle farfalle, lui punta la preda e cerca di cacciarla, non è colpa sua se non ha capito che la selvaggina non è tutta uguale.
Ma andiamo per gradi e capiamo la sua storia, lui era un collezionista, in camera aveva tante bacheche e in ognuna vi erano foto sorprendenti: gambe, braccia, dita, cosce…quella era la sua collezione di farfalle, era enorme e variegata e quando mancava il volto era perché nemmeno l’obbiettivo era capace di catturare tanta tamarragine. Ovviamente, lui negava tutto, come tutte le persone che hanno un problema o una malattia e non vogliono ammetterlo, come i giocatori più accaniti, i drogati che stanno a rota e gli ubriachi svenuti su di un marciapiede.
Un giorno, non era più tanto giovane ma nemmeno tanto vecchio, si ritrovò da solo nel suo salotto, guardò l’orologio, poi sposto il pacco di sigarette dal tavolino, riguardò l’orologio e poi si grattò la fronte, riguardò l’orologio e di scatto si alzo, mettendosi quasi sull’attenti. A passo svelto arrivò nella sua camera, scruto ogni foto nella bacheca e si chiese come mai fosse solo, come mai dopo tanti anni e tante donne lui vivesse in una casa enorme, ma estremamente vuota, si chiese come mai non gli fosse mai venuta la voglio di avere un figlio, qualcuno al quale lasciare il suo patrimonio.
 E per la prima volta in vita sua si senti decisamente vuoto, triste, solitario; cosi decise di uscire. Si, doveva fare qualcosa, doveva trovare la donna della sua vita, evidentemente tra tutte quelle incontrate e cacciate non vi era quella giusta, aveva sussurrato per anni parole dolci e a volte volgari a tante di quelle farfalle, ma non vi era mai stata una capace di rispondere. Cercò, cercò in lungo ed in largo, colleziono altre prede; ma la farfalla parlante non arrivava. Povero uomo, povero cacciatore, una vita passata a sussurrare invano. Ma d’altro canto cosa volte, se vuoi collezionare non puoi amare, se vuoi cacciare non puoi sposare, se vuoi giocare non puoi parlare.

 Se siete amanti della fotografia cliccate qui e date una sbirciatina agli scatti del mio amico Xavier, il ragazzo che vi ha stupito con i favolosi wallpaper di Fatterellando.

34 Comments on L’uomo che sussurrava alle farfalle

  1. Antonella
    21 Febbraio 2013 at 7:28 (7 anni ago)

    Ciao Audrey, mi ha colpita ancora di più della prima volta che me lo hai fatto leggere.
    Bellissimo e tremendo questo "racconto", si sente una grandissima solitudine, l'incapacità di costruire rapporti profondi e reali, la vita intesa non come una costruzione di momenti ma come una collezione di "oggetti" che piacciono anche e soprattutto per la loro pochezza e che inevitabilmente generano un'immensa solitudine dalla quale non si riesce più ad uscire, come da qualunque dipendenza!

    Sei stata bravissima, un bacio.
    Antonella

    Rispondi
    • Audrey
      21 Febbraio 2013 at 20:21 (7 anni ago)

      Ciao Antonella,
      grazie per l'analisi, sei riuscita a cogliere ogni aspetto e ogni sfaccettatura 😉
      Grazie mille per i complimenti
      un mega bacione

      Rispondi
    • Audrey
      21 Febbraio 2013 at 20:18 (7 anni ago)

      grazie
      ciao ciao

      Rispondi
  2. Silvia
    21 Febbraio 2013 at 9:03 (7 anni ago)

    Bellissimo questo racconto, mi è piaciuto davvero tanto. Di cacciatori di farfalle in giro ce ne sono tanti, ma anche di cacciatrici ce ne sono parecchie…. Mi è piaciuta tantissimo l'ultima frase del racconto: "se vuoi collezionare non puoi amare, se vuoi cacciare non puoi sposare, se vuoi giocare non puoi parlare". Complimenti ancora!

    Rispondi
    • Audrey
      21 Febbraio 2013 at 20:18 (7 anni ago)

      Sono felice di sapere che è stato di tuo gradimento, soprattutto perché avevo paura e non volevo pubblicarlo.
      Certo, ci sono anche tantissime cacciatrici.
      Grazieee 😀

      Rispondi
  3. lolle
    21 Febbraio 2013 at 10:17 (7 anni ago)

    Audrey, non posso che farti i miei complimenti, un bellissimo racconto!

    Rispondi
    • Audrey
      21 Febbraio 2013 at 20:16 (7 anni ago)

      grazie mille 😉
      kiss

      Rispondi
  4. Jene
    21 Febbraio 2013 at 11:18 (7 anni ago)

    E' un racconto che insegna tanto, sei stata davvero brava e ci sei piaciuta moltissimo.
    Un abbraccio zamposo

    Rispondi
    • Audrey
      21 Febbraio 2013 at 20:15 (7 anni ago)

      GRAZIEEEEE!!!!!
      un abbraccione zamposo anche a voi

      Rispondi
  5. SONIA
    21 Febbraio 2013 at 12:27 (7 anni ago)

    Chissa' quanti ce ne sono in giro di uomini che sussurrano alle farfalle e si ritrovano poi con un pugno di mosche in mano…..bacioni Audrey!

    Rispondi
    • Audrey
      21 Febbraio 2013 at 20:15 (7 anni ago)

      uffff… a bizzeffe!!!!
      bacioni cara

      Rispondi
  6. Antonella Leone
    21 Febbraio 2013 at 12:27 (7 anni ago)

    che bello passare da te mi fai sempre conoscere qualcosa di nuovo 🙂

    Rispondi
  7. Miky
    21 Febbraio 2013 at 12:53 (7 anni ago)

    Sei bravissima Audrey!
    Vado a cliccare =)
    Bacio.
    Miky

    Rispondi
    • Audrey
      21 Febbraio 2013 at 20:14 (7 anni ago)

      Grazie Miky 😉
      Bacione

      Rispondi
  8. Melinda Santilli
    21 Febbraio 2013 at 13:04 (7 anni ago)

    Un racconto così bello quando l'hai partorito? Mi è piaciuto tantissimo, sembra una delle fiabe che leggevo da bambina.
    Un baciottissimo!!!

    Rispondi
    • Audrey
      21 Febbraio 2013 at 20:13 (7 anni ago)

      Un po' di mesi fa dopo all'incirca 3 settimane di gestazione 😉
      sono contenta 🙂 grazieeeee
      tanti bacciotti-otti

      Rispondi
  9. Lilli
    21 Febbraio 2013 at 13:14 (7 anni ago)

    Ciao Audrey! Complimenti, è stato un piacere leggere il tuo racconto, sei davvero talentuosissima! Io sono dell'idea che le farfalle non debbano essere collezionate ma lasciate libere nella natura;)) Un abbraccio e buona giornata cara♥

    Rispondi
    • Audrey
      21 Febbraio 2013 at 20:12 (7 anni ago)

      Ciao Lilli,
      grazie cara *.*
      concordo, lasciamole volare leggiadre queste povere farfalle 😉 ahuahuahha
      un mega abbraccio e buona serata
      :***** <3

      Rispondi
  10. Le Chat Noir
    21 Febbraio 2013 at 14:43 (7 anni ago)

    A furia di cercare la perfezione e di collezionare, alla fine la vita non gli ha lasciato niente: non poteva accontentarsi?
    Un racconto molto bello, mi è piaciuto tanto.
    Un abbraccio

    Rispondi
    • Audrey
      21 Febbraio 2013 at 20:10 (7 anni ago)

      Eh no, certa gente non si accontenta mai caro amico -.-'
      peggio per loro però 😉
      grazieeeee 😀
      un mega abbraccio

      Rispondi
  11. Giovanna Bianco
    21 Febbraio 2013 at 16:06 (7 anni ago)

    Questa storia mi fa ricordare quella di tanti sempre alla ricerca di chiissà cosa, per poi ritrovarsi sempre soli.Bellissimo racconto. Complimenti

    Rispondi
    • Audrey
      21 Febbraio 2013 at 20:09 (7 anni ago)

      Grazie mille Giovanna 😉
      buona serata

      Rispondi
  12. Eva
    21 Febbraio 2013 at 16:23 (7 anni ago)

    E' davvero bello leggere questa storia 😉

    Rispondi
    • Audrey
      21 Febbraio 2013 at 20:08 (7 anni ago)

      😉 grazie!!!

      Rispondi
  13. Lady_Celeste
    21 Febbraio 2013 at 23:47 (7 anni ago)

    !Hola,preciosa,amiga!

    No se puede tener todo en la vida,hay q elegir,pero es tan difícil acertar.El miedo a perder,o el ansia de tenerlo todo,el final es ,en algunos casos ,la soledad.
    Una historia preciosa,y muy bien plasmada,muchos besitos,mi preciosa,audrey.

    Rispondi
    • Audrey
      22 Febbraio 2013 at 19:00 (7 anni ago)

      Hola preciosa,
      es verdad, todo es siempre un mal.
      Muchas gracias amiga
      besos

      Rispondi
  14. Beatrice Portinari
    22 Febbraio 2013 at 11:09 (7 anni ago)

    Mi ero persa questo racconto profondo e poetico, per fortuna che sono passata a salutarti.
    Sei davvero brava, complimenti.
    Un abbraccio

    Rispondi
    • Audrey
      22 Febbraio 2013 at 19:01 (7 anni ago)

      Ciao Beatrice,
      grazieee per i compliementi 😉
      un abbraccio

      Rispondi
  15. Marcela Gmd
    22 Febbraio 2013 at 22:26 (7 anni ago)

    Hermosa historia, Audrey!!! te felicito!!!
    Buen fin de semana, guapa! y mi g+ para ti…

    Besos, desde España, Marcela♥

    Rispondi
    • Audrey
      23 Febbraio 2013 at 9:36 (7 anni ago)

      Hola preciosa,
      muchas gracias para tu felicitacion y G+
      Buen fin de semana tambien
      muchos besos

      Rispondi

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