COHOUSING UNA SOLUZIONE ABITATIVA ATTA ALLA COABITAZIONE, CHE IN ITALIA SI E’ TRASFORMATA IN UNA SOLUZIONE SMART PER STUDENTI E ANZIANI.
Il termine cohousing serve ad identificare degli insediamenti abitativi, formati da alloggi privati e ampi spazi comuni. Gli spazi collettivi sono : cucina, lavanderia, salotto, sala lettura, bagno, palestra, piscina, internet point, sala ballo ecc…
Solitamente questo tipo di progetto comprende un gruppo di famiglie, che convivono in comunità, gestendo in modo pacifico gli spazi che vengono condivisi. Questo sistema è utilizzato soprattutto per ottenere risparmi energetici e benefici di natura ecologica e sociale. Per i più curiosi consiglio una sbirciatina nei seguenti siti : cohousing.it e cohousingitalia  .
La prima idea di cohousing risale al 1964, in Danimarca, più precisamente a Copenaghen, ad opera di un gruppo di amici, guidati dall’architetto Gudmand-Hoyer, mossi dal comune intento di discutere sulle condizioni abitative del tessuto urbano del loro paese. La civiltà post-industriale aveva lasciato una sorta di disagio inerente alla vita in periferia, che portava inevitabilmente ad uno sfaldamento della coesione sociale, che sfociava nell’individualismo e nella solitudine. Ciò impediva qualsiasi forma di relazione, con la conseguente nascita di città sterili ed abitate da automi, più che da persone. Proprio dalla voglia di cambiare questo stato di cose, nasce il progetto di Gudmand-Hoyer. L’idea era la seguente, creare degli appartamenti privati ed una serie di spazi comuni, allo scopo di ottenere non solo vantaggi economici, ma anche solidarietà e cooperazione. Il progetto ovviamente incontrò numerosi ostacoli, sia per ragioni politiche che culturali, ma alla fine nel 1973 nacque il primo Bofællesskaber, chiamato Skraplant. Da allora questa nuova soluzione abitativa ha preso piede negli Stati Uniti e nei vari paesi con cultura anglosassone.
Negli anni si sono poste delle regole o tratti caratteristici per la creazione di cohousing ottimali, inoltre si sono create anche partnership pubblico-private per la loro realizzazione, Bologna con le sue soluzioni abitative per giovani in Via del Porto 15, è un esempio tangibile.
Questo tipo di soluzione, non è solo una buona alternativa per i giovani, che spesso a causa del precariato e dell’impossibilità di restare a vivere nelle città di appartenenza, sono costretti ad emigrare verso le grandi città. Ma anche per gli anziani, che in molti casi si ritrovano soli in grandi abitazioni , delle quali non riescono a sostenere le spese economiche.
In Italia il cohousing ha preso una forma diversa, ma utile ed economica, una soluzione smart ed anti crisi che si è sparsa a macchia d’olio, soprattutto nelle città universitarie. Infatti, oltre alle soluzioni di coabitazione tradizionale (quelle di matrice danese), che prevedono l’aggregazione di un gruppo di persone, spesse con fini comuni ed esigenze similari; si sono affiancati questi nuovi modi di vivere insieme risparmiando
Pensate a quanto economizzereste acquistando i libri in collettività, creando una biblioteca comune ad un gruppo circoscritto di persone o una piscina interna che può essere utilizzata da tutti i coabitanti. Non sarebbe: pratico, vantaggioso, low cost e perchè no anche utile e divertente, soprattutto per ciò che riguarda i rapporti sociali?
Un notevole risparmio si conseguirebbe anche per ciò che concerne la pay-tv o internet, infatti basterebbe effettuare un solo abbonamento e tutti tramite rete wireless, potrebbero usufruire del web. La maggior parte delle famiglie oggi ha eliminato il telefono fisso dalle proprie case per poter risparmiare, ma se il suo costo fosse diviso, il problema sarebbe debellato alla radice. Tornando agli abbonamenti internet, per quanto vantaggiosi possano essere, hanno un costo di all’incirca 60,00 euro ogni due mesi (ovviamente non parlo delle chiavette e roba varia, che sono soluzioni spesso snervanti e utili solo a chi non usa molto la rete internet); dividendo il costo con le varie famiglie, spendereste solo pochi euro al mese per stare 24 ore al giorno connessi. Questa soluzione abitativa, può diventare anche eco sostenibile grazie all’utilizzo di pannelli fotovoltaici, cosi si può godere di energia pulita ed il tutto ad un costo abbordabile, visto che la spesa per l’impianto e la manutenzione sarebbe divisa tra le varie famiglie. Infine guardare la partita in compagnia non ha prezzo, soprattutto perchè costerebbe pochi spiccioli.

Potrei trovare innumerevoli altri vantaggi economici, ma quello che  è stato più apprezzato è quello della coesione, della bellezza di riunire giovani, anziani, ragazze-madri o gente con gli stessi hobby , in piccole comunità che si aiutano tra di loro, cercando di sconfiggere il tram tram quotidiano ,oltre ai mille problemi del vivere in città. Se le persone sono quelle giuste, questo modo di vivere diventa qualcosa di speciale. I nonni che sono soli e vogliono compagnia, posso restare con i bambini mentre i genitori stanno lavorando. Questo procura un doppio vantaggio; gli anziani si sentono utili e si distraggono, al contempo i genitori non sono costretti a pagare qualcuno che si occupi dei loro pargoli. Se i bambini devono andare a scuola o essere presi da scuola, coabitando si possono dividere i compiti o attuare facili e utili sistemi di rotazione, ciò permetterebbe di sprecare meno benzina e  tempo. In breve questo sistema fa scaturire una sorta di solidarietà, la voglia e la possibilità di aiutarsi a vicenda e quella sensazione di benessere dovuta al sapere che c’è qualcuno su cui contare, eliminando anche stress e ansia. Ovviamente non dev’essere un modo di approfittarsi del prossimo, ma una maniera diversa per costruire rapporti solidi, esclusivi e duraturi.
Da tutto ciò è nata una rivisitazione tutta italiana del coabitare (come vi ho accennato sopra), che si sta diffondendo tantissimo nelle grandi città. Infatti da qualche anno, tramite iniziative messa in atto da alcuni comuni, si è creato un modo tutto nuovo di vivere insieme. L’idea è quella di far convivere giovani ed anziani nella stessa casa, un modo poco dispendioso di stare in una grande città, responsabilizzando e sensibilizzando i giovani. I vantaggi sono tantissimi per entrambi, i ragazzi pagano un affitto inferiore, non sono costretti a convivenze stressanti e litigiose con i proprio coetanei, inoltre in questo modo hanno meno problemi e grane. Gli anziani che si sentono soli in case enormi, soffrono meno e al contempo ricevono un sostegno economico per loro vitale, viste le pensioni  spesso misere che ricevono. Nascono cosi anche rapporti nuovi e unici, che non possono che far bene alle nuove generazioni, spesso troppo maleducate ed egoiste.
Proprio di questo parlava l’articolo di Carlotta Caroli, giornalista di “myself” (nel n.9 di agosto 2012), che ho trovato davvero valido ed interessante. Nella sua doppia intervista, che mette due generazioni a confronto, si parla del rapporto straordinario che si è creato tra Giuseppina (78 anni di Milano) e Valentina (23 anni di Fermo).
Grazie a quest’esperienza positiva, le due protagoniste dell’articolo, non hanno solo risparmiato, ma si sono aiutate e sostenute a vicenda . Cosi, come se fossero nonna e nipote, vivono sotto lo stesso tetto, quando possono guardano la tv assieme mentre mangiano pizza e chiacchierano. Giuseppina non è più sola e Valentina può realizzare il suo sogno e costruirsi un avvenire. 

Direi che l’esperienza di queste due donne è stata curativa e stupenda, ma non è l’unica, in verità c’è tanta gente che con questo sistema ha trovato anche una famiglia ,magari non è uguale a quelle convenzionali, ma in alcuni casi potrebbe essere anche meglio di quella che sopportiamo per una questione di sangue.
In tanti paesi questo modo di vivere è diventata un’ottima soluzione, ma si parla anche di posti con mentalità differenti dalla nostra, ove solitamente vige un forte rispetto per le regole e tanta civiltà. In Italia alcuni ci sono riusciti, io non credo di poter sostenere una coabitazione con i miei vicini. Però con gente educata, semplice, rispettosa e gentile; si. Perchè in fondo questo modo di fare mi piace tantissimo, non solo per il risparmio, l’ecosostenibilità; ma soprattutto per i rapporti umani che si possono creare, in una società moderna dove molto spesso si perde di vista l’importanza delle relazioni : quelle belle, sincere, disinteressate e durature.

“…è una città piuttosto dura 
dipende quanto puoi pagare 
e tu che sai quali porte aprire 
sembri sapere come va a finire 
sei qui per dire 
che il meglio deve ancora venire 
che il meglio deve ancora venire …”
                             Luciano Ligabue

30 Comments on Cohousing un modo alternativo di vivere.

  1. Fatima Calabrese
    7 Settembre 2012 at 20:26 (8 anni ago)

    Intanto complimenti per come hai scritto l'articolo. Questa cosa l'avevo già sentita in passato a proposito di che sceglie lo stile di vita Vegan, che non è solo una scelta di tipi alimentare ma un vero e proprio modo di vivere. A prima vista sarebbe molto bello, tuttavia mi chiedo come si potrebbero gestire tutte le dinamiche di un gruppo eterogeneo "costretto" a dividere tutto. Io personalmente non ci riuscirei, sono troppo gelosa dei miei spazi e delle mie cose…Ma in caso di ESTREMA NECESSITA'….

    Rispondi
    • Audrey
      7 Settembre 2012 at 20:42 (8 anni ago)

      Ciao,
      grazie mille per i complimenti. Bè,direi che abbiamo lo stesso problema,infatti lo trovo utile e buono solo nella condividione dei posti neutri,come una piscina,un parco,un orto cose del genere,per il resto lo trovo complicato,ma bello. Baci e buona serata

      Rispondi
  2. Chica
    7 Settembre 2012 at 20:36 (8 anni ago)

    È una bella idea, molto vantaggiosa per tanti aspetti, come tu stessa ci hai illustrato; ma in Italia la vedo poco attuabile, la maggior parte di noi non ha la mentalità adatta. Basta pensare come si vivrebbe in una palazzina com molti spazi in comune? In molti condomini si litiga per l'ascensore o la pulizia delle scale figuriamoci come sarebbe coabitare!! Io andrei a vivdre in quel contesto con tutta la mia famglia (intesa quella allargata) e credo che potrei convivere con altri studenti fuori sede. Mi piace come idea ma io vivrei così solo da giovane, quando deciderò di formare una famiglia mi piacerebbe avere una casa tutta mia.
    I tuoi post sono sempre molto interessanti 🙂

    Rispondi
    • Audrey
      7 Settembre 2012 at 20:50 (8 anni ago)

      Ciao cara,
      concordo con te, come ho anche scritto alla fine,in Italia la vedo difficile come cosa, proprio perchè la gente non ha rispetto.
      La vita con altri fuori sede,spesso è stupenda;ma conosco gente che ha vissuto incubi…Cmq con questo sistema hai una casa tutta tua,condividi solo alcuni spazi che puoi decidere con gli altri,come sale gioco o lettura,piscina oppure orto. Peró non ti nego che mi piace,ma la trovo quasi impossibile da realizzare. Grazie e un bacione

      Rispondi
  3. Mariangela Circosta
    7 Settembre 2012 at 20:43 (8 anni ago)

    Ciao Audrey non avevo mai sentito parlare di questo stile di vita, figurati, dove abito io questi problemi per il momento non esistono! Il tuo post è molto interessante!

    Rispondi
  4. Audrey
    7 Settembre 2012 at 20:53 (8 anni ago)

    Ciao,grazie per le belle parole…bè,se vuoi saperlo non serve nemmeno dove vivo io 😉 un abbraccio

    Rispondi
    • Audrey
      8 Settembre 2012 at 10:38 (8 anni ago)

      Ciao Mary,
      grazie per i complimenti. Si, negli ultimi anni ne hanno parlato molto 😉
      baci

      Rispondi
  5. giovanna
    7 Settembre 2012 at 22:21 (8 anni ago)

    Non la conoscevo questa forma di convivenza, ma penso che sarà il futuro, visti i tempi che stiamo vivendo. Per come sono Fata io, sarebbe veramente dura. Ciao

    Rispondi
    • Audrey
      8 Settembre 2012 at 10:37 (8 anni ago)

      Ciao Giovanna,
      non sò se sarà il futuro, ma ultimamente stà diventando una realtà. Ovviamente non è una realtà che può essere congeniale a tutti, serve la gente giusta in primis e in molti casi è utile condividere solo le aree neutre e non quelle indispensabili, in questo modo è sicuramente più fattibile.
      Però come dici tu, per molti può essere dura.
      A presto baci

      Rispondi
  6. Greta Miliani
    8 Settembre 2012 at 10:44 (8 anni ago)

    Ne avevo letto su una rivista, ma non sapevo che fosse una realtà già dagli anni '60.
    Come sempre sul tuo blog imparo qualcosa!

    Un bacio, G
    In Moda Veritas Blog | Facebook | Bloglovin'

    Rispondi
    • Audrey
      8 Settembre 2012 at 10:47 (8 anni ago)

      Ciao Greta,
      bè, sono felice allora, vuol dire che vi lascio sempre un qualcosa,anche se poco 😉
      un bacione

      Rispondi
  7. Antonella
    8 Settembre 2012 at 11:00 (8 anni ago)

    Ciao Audrey, non credo che riuscirei a condividere così tanti spazi comuni con altre persone. Soprattutto l'idea di condividere bagno e cucina per me è impensabile e poi sono troppo gelosa della mia intimità e delle mie cose. Ecco forse pùò andare bene, in modo tutto italiano, tra un a persona anziana e uno studente ( io già quando frequentavo il liceo vivevo presso una signora che era in pensione e condividevamo gli spazzi comuni) o comunque tra persone molto giovani, tra adulti non mi convince4… Molto ben fatto e interessante il post, come sempre.
    Un bacione.
    Antonella

    Rispondi
    • Audrey
      8 Settembre 2012 at 11:24 (8 anni ago)

      Ciao Antonella,
      mi sa che non mi sono spiegata in modo corretto in questo post, visto che tutti avete la stessa perplessità. Le cohousing danesi, avevano la condivisione della cucina. Ma quando si fa parte ad un progetto del genere è ovvio che non si può comprare una casa cosi, si unisce un gruppo di persone con gli stessi gusti ecc…insieme poi si decide quali ambienti avere in comune, in molti casa, la gente crea una casa a se (come quelle nostre tradizionali) e divide con gli altri ambienti neutri come : piscina, biblioteca, sala giochi, giardino, cose cosi; che spesso nella vita si dividono comunque con gli altri. Ovviamente nemmeno io potrei dividere bagno e cucina con gli altri, sarebbe un incubo; ma questi ambienti con gente civile e tranquilla si. Spero di essermi spiegata meglio,mi spiace che dall'articolo sia emerso solo un'aspetto e non gli altri, evidentemente non l'ho scritto bene questa volta. Grazie per i complimenti , ti auguro una buona giornata e un mega abbraccio :*

      Rispondi
    • Antonella
      8 Settembre 2012 at 12:27 (8 anni ago)

      No, non sei tu che non l'hai scritto bene, siamo noi che da brave italiane ci siamo ribellate all'idea di dover condividere l'intimità, quindi su un aspetto e non ci siamo soffermate su tutto il resto e sui possibili modi di realizzazione. Un abbraccio.
      Antonella

      Rispondi
    • Audrey
      8 Settembre 2012 at 13:00 (8 anni ago)

      Ciao Antonella,
      dici? io credevo di non essermi spiegata, perchè tutte mi scrivevano la stessa cosa,ma nessuno parlava del resto, quindi pensavo di essermi espressa male. Voglio dire, anch'io concordo con voi sull'aspetto dell'intimità, infatti l'ho detto a tutte, proprio perchè è la cosa che non convinceva nemmeno me. Però poi ho cercato di vedere il tutto nella globalità, come l'economicità o la possibilità di creare nuovi rapporti. Però se sbaglio,se non sono chiara, non farti problemi a dirmelo, anzi io l'apprezzo perchè serve per migliorarmi. Un bacione e grazie della tua precisazione, ti auguro un buon weekend 😀

      Rispondi
  8. Marika
    8 Settembre 2012 at 13:24 (8 anni ago)

    L'idea è non è sbagliata ,anzi … purtroppo fa un po' a cazzotti con
    la nostra mentalità a volte poco elastica e con abitudini ormai radicate .
    Nemmeno io so se sarà il futuro, ma considerando il periodo storico ed economico che stiamo vivendo , credo che potrà esserlo per chi si avvia verso ristrettezze sempre maggiori d,ove la mancanza di lavoro e di un qualsiasi mezzo di sostentamento ,ti porta a decisioni ed azioni a cui non avresti mai pensato .
    Ti abbraccio e ti auguro un buon week end !

    Rispondi
    • Audrey
      8 Settembre 2012 at 13:31 (8 anni ago)

      Ciao Marika,
      bè, certamente è una realtà che vedo difficilmente realizzabile in Italia, anche se alcuni ci sono riusciti,nonostante tutti gli ostacoli mentali e le barriere culturali.
      Se sarà il futuro, come dici tu, non ho idea; ma per come stanno andando le cose, in molti casi potrebbe essere una soluzione per molti (concordo con te). Per esempio, ho amici che vivono a Roma e Milano con degli studenti, perchè non possono permettersi un loro appartamento anche se sono lavoratori. Quest'alternativa per loro sarebbe decisamente migliore della loro realtà,almeno da quello che mi dicono.
      Buon weekend anche a te e un abbraccione 😀

      Rispondi
  9. Lilli
    8 Settembre 2012 at 15:22 (8 anni ago)

    ciao Audrey! anche io trovo sia una cosa davvero utile in più aspetti e mi piace soprattutto per il rapporto che ne nasce:)ne sono assolutamente favorevole:( brava bel post come sempre! un bacio e buoan serata cara!:*

    Rispondi
    • Audrey
      9 Settembre 2012 at 12:41 (8 anni ago)

      Ciao Lilli,
      grazie per il complimento come sempre.
      Mi fa piace che ti sei soffermata su altri aspetti,oltre quello della condivisione,visto che ci sono più cose da valutare, tenere in considerazione e sulle quali esprimere un parere.
      Buona giornata, un bacione e grazie del tuo commento 😀

      Rispondi
  10. Mirta - Luce nel cuore
    9 Settembre 2012 at 6:21 (8 anni ago)

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    Rispondi
    • Audrey
      9 Settembre 2012 at 12:42 (8 anni ago)

      Ciao Mirta,
      ma quante cose stupende fai?
      che belle!!!!
      Grazie mille per queste splendide parole 😉
      Buona giornata, un abbraccio

      Rispondi
    • Audrey
      9 Settembre 2012 at 12:43 (8 anni ago)

      Ciao Elisabetta,
      passo subito per la tua nuova recensione 😉
      buona giornata

      Rispondi
  11. cristine
    9 Settembre 2012 at 12:57 (8 anni ago)

    Splendido post e soprattutto…interessantissimo .Trovo meravigliosa l idea che anziani e giovani coabitino e si aiutino a vicenda. Io vivo in una casa grande dove sopra ci sono i miei genitori e sotto noi. Sono tornata a vivere qui per scelta 7 anni fa e devo dire che oggi che ho un compagno e una neonata vedo nei miei genitori una luce diversa. Ho bisogno di loro e loro di noi e questo fa bene al cuore.
    grazie cara per questi post sempre così pieni di …mondo.
    cristine

    Rispondi
    • Audrey
      9 Settembre 2012 at 13:03 (8 anni ago)

      Ciao Cristine,
      eri proprio nei miei pensieri, non riesco a visualizzare il tuo blog, mi dice sempre errore pagina, mah!!!
      grazie per i complimenti 😀
      Mi fa piacere leggere che anche tu hai notato un'altro aspetto,oltre quello di condividere gli ambienti, cioè quello di condividere la vita con la gente,aiutandosi nel momento del bisogno. Buona domenica e un abbraccio 😀

      Rispondi
  12. Paulina
    10 Settembre 2012 at 10:01 (8 anni ago)

    Have a wonderful Monday!:)

    Rispondi
    • Audrey
      10 Settembre 2012 at 10:17 (8 anni ago)

      thank you too 😉
      kiss kiss

      Rispondi
  13. SONIA
    10 Settembre 2012 at 10:28 (8 anni ago)

    Ciao Audrey, sto trascurando un po' i miei blog preferiti ma ho una connessione davvero problematica qui in Sicilia…rimediero' non appena torno a casa,sai che non conoscevo affatto questa realta',trovo che sia interessantissima e utilissima per i suoi risvolti sociali, forse piu' di quelli economici.Nella societa' di oggi la solitudine e la mancanza di aiuti concreti sono due grandi mali e questa potrebbe essere una soluzione efficace.
    Baci carissima e a presto!

    Rispondi
    • Audrey
      10 Settembre 2012 at 13:55 (8 anni ago)

      Ciao Sonia,
      non ti preoccupare, avevo immaginato che fosse un problema di connessione anche perchè ho visto che non stavi pubblicando.
      Sono felice del tuo commento,perchè ti sei soffermata su l'aspetto che secondo me era il più importante di quest'idea di convivenza.
      Un bacione e divertiti 😉

      Rispondi

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