L’esistenza trBaccoavagliata del Caravaggio, artista maledetto e violento, accusato di aver ucciso un uomo durante una delle risse in cui fu coinvolto, continua a suscitare ancora oggi l’interesse degli storici e la curiosità del pubblico. Ci occupiamo qui del periodo che va dal 1592 ai primi anni del 1600. Giunto a Roma da Milano, senza mezzi nel 1592, Caravaggio vive presso un prelato marchigiano ricordato dalle fonti con il nome di ” monsignor insalata ” affibbiatogli dallo stesso pittore a causa degli scarsi pasti consumati in casa sua. Mancini narra che per costui Caravaggio aveva dipinto dal vero un “putto che piange per essere stato morso da un recano”  ( “Il Fanciullo morso da un ramarro ” ) e “un putto che monda la para con il coltello “. Il pittore lombardo comincia la sua attività romana dipingendo piccoli quadri di genere presso diverse botteghe specializzate in pittura commerciale. Poi, per qualche mese, Caravaggio lavora nella celebre bottega di Giuseppe Cesari, il Cavalier d’Arpino, uno dei pittori accademici più in voga a Roma. Presso il Cavalier d’Arpino il Merisi si perfeziona PicMonkey Collagedipingendo ” quadri di fiori e di frutta ” tra i quali anche il  Ragazzo con il canestro di frutta e Il Bachino malatoCaravaggio non rimane a lungocon il Cavalier D’arpino e presto lo lascia per “contrastargli la gloria del pennello “. Ma la gavetta è dura: le fonti, che lo ricordano “povero e pessimamente vestito “, narrano che trascorre, intorno al 1593, diversi mesi di convalescenza presso l’ospedale della Consolazione, dove si ricoverano gli indigenti. Uscito dall’ospedale, Caravaggio si mette a dipingere “per suo conto”. A questo periodo appartengono i quadri, realizzati sempre dal vero, nei quali comincia a riflettere sulla luce e sugli ” affetti “. Quadri dove dipinge i suoi soggetti senza l’aiuto del disegno: è il colore che costruisce le figure immergendole in uno spazio solamente luminoso. Contro uno sfondo piatto, ravvivato dalle prime zaffate di luce si  stagliano le figure dei Baridella Buona ventura,del Concerto di giovanidel Suonatore di liutoQuadri del genere sono una vera novità e il 25-Testa_di_Medusapittore riesce a venderne alcuni, aiutato da un certo maestro Valentin, che ha una bottega proprio nei pressi della chiesa di San Luigi dei francesi. Tra  i suoi primi acquirenti vi era anche il Cardinal Del MONTE, ambasciatore a Roma del granduca di Toscana, che, appassionatosi alla pittura del giovane lombardo ( a cui commissionerà lo scudo di legno con la spaventosa Testa di Medusa inviato a Firenze al suo signore ), gli dà l’opportunità intorno al 1595 , di vivere nel suo palazzo. E’ l’inizio di una fase positiva: Del Monte è un cardinale influente ma anche colto, interessato alla pittura, alla musica, alle scienze, e, forse, anche all’alchimia. Per il Cardinale Caravaggio dipinge diversi quadri a soggetto musicali nei quali rappresenta in modo nuovo l’armonia del ” concerto”. Anche in questi soggetti più allegorici e apparentemente assai sensuali, realizzati dal vero come i precedenti, il pittore non discrimina gli elementi della composizione. Per Caravaggio tutto sembra avere in fondo uguale sostanza e quindi la stessa dignità pittorica: non c’è differenza tra un cesto di frutta, un cavallo o la figura di un santo; il lavoro pittorico è il medesimo, come di lì a poco ribadirà, affrontando nello stesso modo antagonista anche i soggCaravaggio_-_Giuditta_che_taglia_la_testa_a_Oloferne_(1598-1599)etti sacri. Per il pittore ” tanta manifattura gli era a fare un quadro buono di fiori come di figure” come scrive uno dei suoi più grandi estimatori, il marchese Giustiniani. Nella galleria di questo collezionista ( noto per aver rilevato la prima ” scandalosa ” versione della pala d’altare con San Matteo e l’angelo, dipinta a San Luigi dei Francesi e rifiutata dai committenti, per il suo linguaggio formale troppo ardito e il significato quasi eretico ) sono esposte diverse opere di Caravaggio, tra le quali spicca L’amor vittoriosoNegli anni in cui Caravaggio vive presso Del Monte la sua pittura si trasforma. Egli abbandona i valori tonali ” dolci e con poche tinte ” delle tele giocaravaggio-san-matteo-e-langelovanili, che resistono ancora nel Bacco, e introduce quegli ” oscuri gagliardi ” che gli permettono di dare maggior rilievo e carnalità ai corpi e maggior immediatezza alle scene. La pittura si fa ancora più concreta: è l’illuminazione, mai naturale e chiaroscurata, bensì incidente sulle figure come quella di un riflettore, che costruisce gli intensi quadri dipinti alla fine del secolo: frammenti di vita che emergono dal buio, con un effetto quasi cinematografico. Per dipingere ” la forma dell’ombra” Caravaggio sperimenta una sorta di camera oscura: tinteggia di nero le pareti della stanza dove lavora e vi dispone i suoi modelli illuminandoli con un ” lume alto che scendeva a piombo, per far risaltare nettamente, senza mezzi toni, i chiari e gli scuri. Questa nuova luce costruisce un diverso spazio in cui si annulla la storia: a Caravaggio non interessa altro che il fatto in sè, e solo questo racconta, sintetizzandolo nel suo momento clou, come nel caso di Giuditta e oloferne o del Sacrificio di Isacco o, nei primi anni del nuovo secolo, dell’ Incredulità di San Tommaso.

L’opera: La vocazione di San Matteo

La vocazione di San Matteo, un dipinto realizzato olio su tela di 3 metri 40 per 22 cm , rappresenta la prima commissione pubblica ottenuta da Caravaggio, a Roma, intorno al 1599.  Il dipinto venne realizzato per la chiesa di San Luigi dei Francesi e l’opera fa parte di un gruppo di tre quadri destinata alla cappella del cardinale Matteo Contarelli. Il quadro, dipinto con grande maestria, raffigura un episodio evangelico, nella fattispecie ritrae Matteo, esattore delle tasse attaccato al denaro che, con devozione, abbandona il suo impiego per seguire Gesù e la sua parola.vocazione di san matteoLa scena si svolge in un ambiente chiuso e buio, ove l’unica luce fioca che permette di scoprire la scena arriva da una finestra. Nel dipinto Matteo è ritratto seduta ad un tavolo con altri quattro esattori per la conta del denaro. Tutti sono ben vestiti, sfoggiano abiti moderni per il tempo e stoffe pregiate. Infatti l’opera, per la prima volta, ritrae un evento sacro nel presente mettendo in primo piano un estremo realismo. Spostando lo sguardo non si possono non notare, sul lato destro, due uomini: Cristo e San Pietro. I due sembrano quasi irrompere sulla scena portando con loro un fascio di luce che si proietta sugli uomini dando colore e vita alle loro figure avvolte nell’oscurità. Questo capolavoro, a livello stilistico segna, per il pittore, un punto di svolta nell’illuminare le sue opere. Difatti, nei dipinti precedenti la sua pittura era ancora “chiara” e le immagini sullo sfondo nette e senza contrasti. Da questo momento in poi l’illuminazione della scena diviene direzionale, quasi come un faro che illumina l’avvenimento importante mostrando con nitidezza solo quello che è realmente di valore. La luce, dopo  “La vocazione di San Matteo“, squarcia l’oscurità da diverse angolazioni regalando quasi un’intensità violenta e drammatica agli episodio rappresentati. Inoltre, in questo caso specifico, simboleggia la Grazia divina che investe tutti gli uomini e non solo Matteo che risponde alla chiamata di Gesù. In poche parole diviene la trasposizione pittorica del concetto del libero arbitrio che permette ad ogni essere umano di scegliere se seguire o no quella che è la via della salvezza. Il dipinto, durante gli anni, è stato restaurato diverse volte, prima nel 1939 e poi nel 1965. Dalle radiografie effettuate durante i restauri è emerso che la figura di San Pietro è stata aggiunta in un secondo momento, sicuramente per conferire alla scena un chiaro riferimento alla Chiesa mediatrice tra uomo e Dio. Con questo quadro, il Caravaggio, vuole sottolineare come l’incontro con la divinità può avvenire nei luoghi e momenti più disparati. Per questo, la grazie, quella vera, può entrare nel cuore di coloro che apparirebbero meno degni agli occhi degli uomini. La chiesa ove è custodito questo dipinto, all’epoca della commissione dell’opera, rappresentava la nazione francese a Roma durante il trono di Enrico IV di Borbone il quale si era appena convertito al cattolicesimo scegliendo per l’appunto la salvezza. Il dipinto storicamente raffigura il racconto evangelico della Vocazione di san Matteo (Lc 5,27-32) descritto nel testamento del cardinale Mathieu Cointrel. L’artista, come emerso anche dalle radiografie, lo dipinge di getto, cosi come descritto.

Analisi del dipinto:

La sVocazione san matteo personaggicena si svolge intorno ad un banco di gabelliere e, a prima vista, ha le sembianze di una cena in osteria dove compaiono, a destra, Gesù Cristo la cui testa è sovrastata dal luccichio di un filo color oro e San Pietro che quasi lo copre con la sua presenza. Entrambi indicano San Matteo, Gesù alzando il braccio e San Pietro con il dito, naturalmente seguiti dal fascio di luce che proviene dall’alto. San Matteo detto anche Levi, esattore delle tasse, è l’uomo raffigurato con la barba quasi al centro della scena che risponde sbigottito alla chiamata indicandosi per avere conferma della scelta. Il dipinto sembra quasi parlare e San Matteo pare dire “Stai chiamando proprio me?”  L’uomo, come gli altri esattori, indossa vesti pregiate che denotano il suo benestare entrando in contrasto con la figura di San Pietro scalzo e coperto solo da vecchi e logorati cenci. Accanto a Matteo vi è poi un giovane con il cappello piumato e il viso dolce che volge lo sguardo a Cristo e Pietro. Secondo alcuni il volto apparterrebbe ad un amico artista, Mario Minniti che ritroviamo anche nel Martirio di san Matteo. Sulla sinistra vi sono un vecchio con gli occhiali e un paggio seduto a capotavola, entrambi sono chini e affaccendati per questo, a differenza degli altri, non guardano i due uomini appena giunti. Essi, con la loro smania e avidità, rappresentano gli esseri umani che non desiderano rispondere alla chiamata di cristo. Proprio per questo l’opera simboleggia la trasposizione pittorica della tesi cattolica del libero arbitrio secondo cui l’uomo, una volta che gli è stata manifestata la luce di Cristo è libero di seguire o meno la via della salvezza. La finestra a destra, benché aperta proietta la diagonale d’ombra sulla parete di fondo nera che simbolicamente incombe sulla testa di Matteo e dei suoi compagni.vocazione san matteo simboli

I personaggi che vestono abiti alla moda e hanno i volti dei modelli scelti dal pittore tra la gente comune, raffigurati senza idealizzazione ma con realismo caratterizzano l’opera facendo trasparire la percezione dell’artista all’attualità della scena mostrando, attraverso la contrapposizione delle due figure senza tempo (Cristo e San Pietro), quanto sia universale e senza tempo la chiamata di Dio. Altro elemento importante è la gestualità, la mando di Cristo che protratta verso l’alto sembra richiamate la Creazione di Adamo della Cappella Sistina michelangiolesca. Il gesto poi è ripetuto da San Pietro rappresentante della chiesa cattolica romana  e ancora una volta da Matteo rappresentazione simbolica della Salvezza che giunge tramite la ripetizione dei gesti. La luce, invece, diviene protagonista e al contempo simbolo della Grazie divina e proviene dalla spalle di Cristo investendo tutti gli uomini dandogli comunque la libertà di scegliere. Caravaggio, per accentuare la tensione drammatica del dipinto e focalizzare l’attenzione sul gruppo di protagonisti utilizza un espediente, evocazione di matteo gesti e lucigli infatti sfrutta la cupezza e la penombra per mettere in secondo piano tutto quello che ha meno importanza e taglia con uno squarci di luce bianca quello che ha valore facendo emergere visi, mani , parti dell’abbigliamento. Altre elemento di vitale importanza è la gestualità dei personaggi che offrono movimento al quadro e un coinvolgimento dei personaggi mai visto prima che fanno notare quanto l’artista conoscesse l’ambiente e rappresentando alla perfezione la quotidianità fosse anche un frequentatore di locande appartenenti ai bassi fondi.

wall caraggio
Se volete scoprire la “Cena di Emmaus” cliccate qui e andate nel blog di Antonella del “Il tempo ritrovato

Agli appassionati consigliamo la lettura dell’elogio scritto da Pino Di Silvestro basato su una serie di ricerche storiche condotte sugli ultimi anni di vita di Caravaggio. 
La fuga, la sosta (Caravaggio a Siracusa) 
” Una luce lancinante bianca e mediterranea, insegue Michelangelo Merisi da Caravaggio da Malta a Siracusa. Caravaggio l’evaso, il clandestino, il genio senza patria, il pittore condannato a una diaspora senza fine, all’erranza che lo rende più moderno di ogni moderno… La fuga, la sosta è un libro che il lettore non dimenticherà facilmente…E’ ormai un Caravaggio stanco, devastato, in preda ad “accensioni di ” sfinimento estatico ” e di ” allucinato stordimento “…L’avventura non offende la teoria, non la tradisce. La prosa di questo sorprendente scrittore – così lirica e al tempo stesso asciutta e precisa e mai estenuata – ci mostra l’anima e la toponomastica di una città antica e perduta, ricca di umori e di storie, scenario perfetto della ” sosta ” ( come se si trattasse di una vua crucis) di un artista dal sentimento radicale e diverso, consapevole della propria grandezza e anche del proprio tragico destino. La sua Santa Lucia, il dipinto cupo e misterioso che egli lascerà a Siracusa come stigma e ferita del suo passaggio, è un dono ed insieme un saluto al mondo e alla vita.”
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( Fonti: Caravaggio, Marta Ragozzini ed.Giunti- Caravaggio aa.vv. ed Skira / Rizzoli-La fuga, la sosta, Pino Di Silvestro ed. Rizzoli-https://www.ovo.com/vocazione-di-san-matteo/ ) ( Immagini dal web )

16 Comments on Fatterellando: Caravaggio, la forma dell’ombra-La vocazione di San Matteo

  1. Antonella
    13 Luglio 2015 at 14:03 (5 anni ago)

    Ciao Audrey, questa volta temevo proprio che non ci saremmo riuscite a pubblicare…mi sembrava un progetto troppo ambizioso e invece…certo, come sai non sono completamente soddisfatta ma alla fine ne è uscito un bell’articolo.
    Le tue considerazioni sulla Pala di San Matteo sono interessanti e molto complete, brava, un gran bel lavoro!
    Un grande abbraccio.
    Antonella

    Rispondi
    • Audrey
      13 Luglio 2015 at 18:21 (5 anni ago)

      Ciao Antonella,
      infatti, ma alla fine, come sempre, ci siamo riuscite…meno male!!!
      Purtroppo non era facile, la complessità e la grandezza di quest’artista
      necessitano diversi post per avere un quadro completo, però, come ti ho detto, secondo me,
      è una valida introduzione. Grazieeee!!
      Un abbraccione

      Rispondi
  2. Lilli
    13 Luglio 2015 at 14:12 (5 anni ago)

    Ah tu devi sapere che ai tempi della scuola era il mio preferito e tutt’oggi le sue opere continuano ad esserlo per i temi, le forme, la luce e le figure ritratte. Bellissima l’analisi del dipinto La vocazione di San Matteo, di lui amo anche Morte della Vergine e Conversione di San Paolo. Un bacio grande Audrey, buon inizio settimana! <3

    Rispondi
    • Audrey
      13 Luglio 2015 at 18:15 (5 anni ago)

      Davvero? Un’altra coso in comune. Anch’io adoravo Caravaggi dai tempi delle medie. Ti piacciono due grandi opere.
      Grazie per le belle parole
      Buon inizio settimana anche a te. bacione :* <3

      Rispondi
  3. Elisabetta
    13 Luglio 2015 at 14:24 (5 anni ago)

    Caravaggio amo questo artista, ma che brava tu che lo hai saputo raccontare e speigare così bene! Baci Elisabetta

    Rispondi
    • Audrey
      13 Luglio 2015 at 18:13 (5 anni ago)

      Grazie mille!! Non è stato difficile parlare di lui perchè mi piace da sempre. Bacioni

      Rispondi
    • Audrey
      14 Luglio 2015 at 12:18 (5 anni ago)

      concordo! grazie mille!
      buon inizio settimana
      un abbraccio 😀

      Rispondi
  4. Paola
    14 Luglio 2015 at 12:25 (5 anni ago)

    Davvero complimenti Audrey e Antonella, un post bellissimo, la vita di Caravaggio è affascinante e io amo l’uso della luce nelle sue opere, un vero genio

    Rispondi
    • Audrey
      14 Luglio 2015 at 14:16 (5 anni ago)

      Grazie mille!!! anche noi l’amiamo soprattutto per questa sua tecnica e il suo genio creativo.

      Rispondi
  5. MikiMoz
    14 Luglio 2015 at 17:56 (5 anni ago)

    Mail per te!! Urgents 😀

    Moz-

    Rispondi
    • Audrey
      14 Luglio 2015 at 21:33 (5 anni ago)

      ti ho risposto alla mail. Spero sia arrivata 😉

      Rispondi
  6. Andrea
    14 Luglio 2015 at 22:55 (5 anni ago)

    Bellissimo post, complimenti! Adoro Caravaggio per i colori ed il suo modo di ritrarre la realtà. Per fortuna a Roma abbiamo ampie opportunità di vedere molte sue opere. La Madonna dei Pellegrini, nella chiesa di Sant’Agostino (vicino Piazza Navona), secondo me è tra le più significative: i piedi della madonna sporchi di polvere fecero scandalo, ma dopo un lungo cammino su strade polverose non sarebbe stato realistico raffigurarli puliti!

    Rispondi
    • Audrey
      14 Luglio 2015 at 23:29 (5 anni ago)

      Grazie!!! Anch’io adoro questo grande pittore, come te per i colori e il suo modo di rappresentare la realtà. Si, in alcune zona d’Italia vi è davvero l’opportunità di vedere tante delle sue meravigliose opera, sfortunatamente io non sono riuscita ad ammirare del vivo la Madonna dei Pellegrini, spero di rimediare.
      A presto e buona serata

      Rispondi
  7. Enzo
    13 Aprile 2017 at 11:03 (3 anni ago)

    Per me Matteo è l’adulto, giovane scapestrato con gli stessi abiti pregiati ma malridotti, con la capigliatura scompigliata, in atto di levarsi con gli arti inferiori e ancora nel momento del libero arbitrio…considerando le mani che con la dx conta le monete e con la sx nasconde un borsellino e l’indifferenza del viso!E’ lui che, maggiormente rispetto ai presenti al tavolo dell’esattoria, abbisogna della misericordia divina di cui tratta il seguito del passo evangelico dello stesso evangelista, al SEGUIMI!

    Rispondi
    • Audrey
      22 Aprile 2017 at 18:04 (3 anni ago)

      Grazie per questo interessante appunto e approfondimento che sicuramente arricchisce la spiegazione del dipinto completandola.
      Non essendo un eseperta in materia, bensì una semplice appassionata, ritengo importanti certi accorgimenti spiegati con minuzia e chiarezza.

      Buona serata e buon weekend

      Rispondi

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