Alzi la mano chi, al giorno d’oggi, non è stressato! Le cause sono le più svariate: dal tipo di vita frenetica che siamo costretti a vivere ai problemi legati alla sfera affettiva, economica, familiare, lavorativa e sociale. In queste condizioni, chi di noi non si sente sotto pressione ed è facile a perdere il controllo? Ed ecco che entra in ballo la psicologia, pronta a parlarci di eustress, ossia, lo stress buono che può aiutarci e distress, lo stress  negativo,  per intenderci lo stress del “muoviti, veloce, non c’è tempo, sei in ritardo!”. Oltre a fornirci ampie spiegazioni sulle varianti dello stress, la psicologia ci viene in aiuto e ci indica come scaricare le tensioni e far rilassare la mente ed il corpo, attraverso le tecniche antistress contro lo stress!! Le tecniche sono numerose, esistono giochi  e gadget antistress, ma anche farsi un bel bagno caldo o passare una giornata in una Spa, lasciandosi coccolare da massaggi rilassanti è una valida alternativa. Possiamo continuare proponendovi di  guardare un bel film comico, oppure frequentare persone solari che, con le loro battute, ci fanno ridere; andare al cinema o al mare; dedicarsi una giornata; andare a quel concerto  del cantante che tanto adoriamo … come vedete le soluzioni sono diverse, ma noi, oggi, vogliamo parlarvi di un metodo diverso. Per quanti di voi dedicarsi ad un semplice hobby come il collezionismo di oggetti ha dei risvolti psicologici interessanti e vi dà benefici? Pensateci bene, che siamo in vacanza o nelle nostre città, quante volte ci dedichiamo alla ricerca di quei  bijoux, cartoline, biglietti del cinema, scatole, oggetti d’arte, calamite, teiere, ditali, accendini, adesivi, calamai, calendari, candele … e così via. Potremmo fare  un elenco  infinito delle tipologie di collezioni ed ovviamente molte  sono  limitate dal nostro gusto personale, oltre che dalle nostre finanze! Il collezionismo è sopratutto una soddisfazione personale che coinvolge molti aspetti della nostra psiche,  l’arte del raccogliere rivela e aiuta la capacità di concentrazione e ha risvolti positivi sull’autostima, la gestione dello stress e nella ricerca di sé.
Il “piacere del possesso”
Cercare oggetti, classificarli, assemblarli,  attiva una serie di processi mentali che allenano la nostra mente, cullano la nostra indole e ripagano la nostra  memoria… ebbene si, chi colleziona con sistematicità si lascia guidare dal fiuto emozionale, ferma l’attenzione su un tema e nell’arte della collezione tende ad  annullare la percezione del passaggio del tempo per evitare di separarsi dal passato o dai ricordi (chi di noi,  ritrovandosi tra le mani, per caso, il mugnaio del Mulino Bianco, e i vari giochi di cui era protagonista insieme a Clementina, non va indietro con la memoria!).
Fare ciò equivale  ad una sorta di meditazione che porta a focalizzare le cose,  i pensieri e i sentimenti; l’avere tra le mani un oggetto che abbiamo cercato, porta ad un senso di calma e benessere psichico. Collezionare, quindi,  equivale a possedere e il possesso trasmette sicurezza, ma è anche  un modo per evadere,  per esprimersi, per comunicare, per distrarsi, per condividere. Ancora, collezionare è sfidare il tempo, è tuffarsi nella storia per ridare vita a delle passioni umane, un rivivere le vicende che hanno portato alla creazione di quel particolare oggetto.
 Ma come in ogni  hobby che si rispetti, l’importante è non esagerare. Se raccogliere oggetti porta piano piano a riempire le stanze o il  pensiero della propria passione assorbe totalmente i nostri pensieri, arrivando a compromettere anche la stabilità economica, a questo punto qualcosa non va… Dovremmo tirare in causa nuovamente la psicologia, ma questa volta per guarire dalle tecniche antistress che ci aveva propinato!!!
Schede telefoniche dedicate al calcio
LE SCHEDE TELEFONICHE: UNA COLLEZIONE CHE SA DI STORIA
 
alcuni schede appartenenti alla mia collezione

L’EVOLUZIONE
Il telefono rappresenta una delle invenzioni più importante della storia, una scoperta che nel tempo ha subito, subisce e subirà mille mutamenti e migliorie. Nella sua forma primordiale esso era un oggetto esclusivo utilizzato solo da banchieri, agenti di cambio e funzionari delle ferrovie. Con il passare del tempo, tale mezzo di comunicazione, approdò anche negli uffici dei più grandi imprenditori e professionisti facilitando il loro lavoro. Dopo la fine della prima guerra mondiale, in Italia, questo piccolo grande oggetto capace di annullare le distanze permettendo anche quattro chiacchiere con i famigliari lontani, arrivò nelle casa più ricche, nei Bar e in qualche negozio. Negli anni ’50 scoppiò il vero boom dovuto soprattutto alla rinascita dell’economia ma anche a quell’occhio sempre più attento al design. Tra il 1970 e il 1990, il telefono, si insinuò in tutte le abitazioni, occupando una posizione importante all’interno delle mura domestiche. In questo stesso lasso di tempo diventò sempre più indispensabile e diffusa le famosissima cabina telefonica. Il gettone, introdotto dalla Stipel, alla fine degli anni venti per eliminare gli “abusi” da parte dei gestori di locali pubblici, che spesso permettevano ai clienti di fare o ricevere chiamate private tramite pagamenti calcolati in maniera bonaria, portò al successo le cabine pubbliche. Nel corso degli anni ’80, però, il vecchio e amato gettone venne gradualmente sostituito dalle schede telefoniche andate in pensione alla fine del 2001. Nello stesso decennio iniziò ad imporsi anche il nostro venerato cellulare che pian piano catturò la popolazione. Le cabine telefoniche diventarono sempre più innovative permettendo anche l’invio dei famosi sms, al pari dei primitivi cellulari ultra ingombranti, pesanti e costosi. Le schede telefoniche passarono il testimone alle schede ricaricabili, essenziali per aumentare il traffico telefonico del proprio apparecchio. Oggi, attraverso internet, è possibile comunicare anche tramite Voice Over IP, app e programmi che utilizzano la rete per mettere in contatto anche più persone.
L’11 giugno del 2002, dopo una lunga diatriba, il Congresso degli Stati Uniti d’America ha ufficialmente attribuito tale invenzione al grande Antonio Meucci. Infatti, per oltre un secolo, la paternità di questo oggetto tanto prezioso era stata erroneamente conferita a Bell che, nel 1876, presentò il brevetto del telefono realizzato da Meucci, nel 1854. Tale prototipo si chiamava telettrofono ed è stato il bis nonno del nostro multitasking smartphone.

Schede Sip

LE SCHEDE TELEFONICHE
Nel 1976, in Italia, approdarono le prime schede telefoniche prepagate. Plastificate, sottili, rettangolari e leggere, le sperimentali prepagate del gestore telefonico Sip rappresentarono una novità assoluta oltre che originale a livello mondiale. Negli anni ’90, con la diffusione della carta orizzontale (con tecnologia Urmet), quella che conosciamo tutti, arrivò il grande successo. La schede telefoniche si tramutarono in un enorme mezzo di comunicazione utilizzato anche come spazio pubblicitario. Sip sperimentò le schede per una serie di motivazioni, la più importante era la diffusione di un fenomeno singolare. Difatti, i gettoni coniati per effettuare le chiamate, negli anni ’70, iniziarono a scarseggiare a causa del loro utilizzo come moneta di scambio. Nacque cosi l’esigenza di mettere in circolazione un mezzo di pagamento comodo da usare indipendentemente dell’insufficienza di gettoni o monete. Nel 1976 videro la luce le prime schede utilizzabili solo negli apparecchi pubblici abilitati. Tale carte, di tipo verticale denominate “precursorie”, caratterizzate da colori giallo-blu, a differenza delle conosciute schede orizzontali, non restituivano la prepagata esaurita. L’Italia come tecnologia da utilizzare per il funzionamento scelse la banda magnetica, la Francia (come potete notare dalla mia collezione), invece, preferì il chip. Ogni nazione adoperò un sistema differente, quello che riteneva più congeniale alle proprie esigenze. Negli anni ’80, nelle principali stazioni ferroviarie e aeroporti, furono abilitate le prime postazioni telefoniche pubbliche con prepagata. Nel 1992 le schede arrivano anche nelle cabine stradali, l’anno successivo le carte sorpassarono le monete diventando mezzo principale di pagamento per la cabina pubblica. Ogni utente poteva acquistare diversi tagli: da 5.000, 10.000 e 15.000 lire.

Nel 1994, un emissione speciale, permise di festeggiare la 500 milionesima scheda prodotta. Accanto alle serie ordinarie si accostarono quelle: pubblicitarie, tematiche, celebrative, culturali, … A causa delle sue caratteristiche, la scheda telefonica, divenne uno degli oggetti più collezionato dell’epoca. Per questo, sempre nel 1994, la Sip organizzò un proprio settore interno per seguire e favorire i vari collezionisti. Tale impegno è stato poi mantenuto da Telecom Italia che ha creato anche un sito dedicato agli appassionati, un portale che permette di consultare on-line le varie collezioni e scaricare, in formato pdf, tutti i cataloghi pubblicati sino ad oggi.

LA MIA COLLEZIONE
La mia collezione è nata per caso e in poco tempo, senza rendermene conto, è diventata enorme ma soprattutto internazionale. I primi pezzi sono firmati Sip e Insip. Solitamente questo tipo di schede pubblicizzava le offerte della stessa compagni telefonica o di alcune banche che volevano incrementare il loro business puntando tutto sulle carte di credito, poco usate e diffuse in quel periodo.

Con il passere degli anni le prepagate diventate della Telecom Italia iniziarono ad introdurre immagini sempre nuove e differenti (nelle foto postate ho selezionato alcune schede per mostrarvi quanto vaste fossero le tematiche). La Telecom, come la Sip, continuò a sponsorizzare le proprie offerte attraverso la scheda ultra sottile ma al contempo nuovi e grandi marchi decisero di usare questo veicolo come pubblicità alternativa ad ampio spettro .
Anche lo stato, resosi conto dell’importanza di questo mezzo di diffusione, decide ad adoperalo per la famosa pubblicità progresso. Tra le schede più note ritroviamo quelle dedicate alla sfera sessuale, all’AIDS e all’uso importante e indispensabile del preservativo.
Tra le più amate non si possono non annoverare le schede sportive: colorate per gli appassionati di calcio, utili per chi voleva iniziare a ballare o seguire le tappe del giro d’Italia, divertenti per i seguaci dello sci di fondo, della pallavolo o dei giochi olimpici.
Così, mentre le parole crociate, i giochi di enigmistica, le ricette più gustose e i gratta e vinci spopolavano sulla plastica da 5, 10 e 15 mila lire. Anche le associazioni decisero d’investire riportando i proprio loghi e numeri sul fronte della banda magnetica.

Ovviamente non si esaurisce tutto qui. Con il tempo le schede iniziato a portare anche messaggi di pace o legati alla fede. La cultura e le città d’arte attirano il consumatore spingendolo a scoprire il mondo ma anche la nostra belle Italia. Cartoni animati, film, personaggi importanti e persino l’eroina di “Non è la Rai”, l’amata/odiata Ambra Angiolini diventano oggetto di collezione. In poco tempo e per molti anni tutto ruotò attorno ad un rettangolino plastificato che oggi può vale anche oltre 1.000 euro.

 

Affascinata da questo mondo tutto da scoprire iniziai a collezionare anche schede telefoniche straniere. La maggior parte provengono dalla Francia, Belgio, Lussemburgo, Germania e Svizzera. Le prepagate made in  Europa parlano, come le nostre, di storia, eventi importanti, arte ma anche e soprattutto pubblicità. Alcune sono più sottili e leggere, altre più spesse e molto simili a carte di credito e Bancomat, ma la funzione era sempre la stessa comunicare, condividere, parlare..in breve tenersi in contatto.
Con l’arrivo del cellulare le schede prepagate da collezionare sono le nuove ricaricabili degli operatori: 3, wind, omnitel e tim.  In Italia, come all’estero, i collezionisti non mollano e continuano ad incrementare la loro piccola fortuna introducendo pezzi nuovi frutto dell’evoluzione e del cambiamento. Sfogliando i cataloghi è bello rivedere, anche con un filo di malinconia, come il mondo si sia sviluppato e come la tecnologia abbia fatto passi da gigante. Tra le mie schede prepagate oltre agli operatori italiani vi sono anche quelli francesi. La collezione è colorata e tra i pezzi più belli spiccano quelli raffiguranti: fumetti, cartoon e vignette.

 

 
L’UNGHIATA DI ANTONELLA
Siamo tutti un po’ collezionisti
Secondo una recente ricerca promossa da Ipsos Explorer per eBay Italia, sarebbero un vero esercito: oltre sette milioni, in altre parole un italiano su 8 colleziona qualcosa. Per la maggior parte è una passione che li porta a frequentare mercatini e negozi, siti specializzati e d’aste per scambiare doppioni e trovare pezzi rari. Per altri si può trasformare in un’ossessione sulle cui origini anche i neurologi hanno cercato di trovare una spiegazione, trovandola in una disfunzione cerebrale. Se dunque riempite la casa di oggetti inutili di cui non riuscite a separarvi, come volantini o apparecchi rotti, potete dare la colpa a una particolare area del cervello, che non funziona a dovere.

 

Se vuoi scoprire la collezione di Antonella composta da : Zuppiere, caffettiere, theiere, zuccheriere e lattiere;
clicca qui e scopri quante emozioni si posso celare dietro un piccolo-grande oggetto.
Immagini: Le immagini sono di mia proprietà e ritraggono una parte della mia collezione. Per ogni serie è stata immortalata solo qualche scheda a puro scopo illustrativo.
Wall: creati da Borderline
Introduzione e unghiata a cura di Antonella del blog “Il tempo ritrovato”
Post realizzato anche attraverso le informazione reperite tramite il sito Archivio storico telecom Italia.

50 Comments on Fatterellando speciale collezioni: Schede telefoniche VS Zuppiere, caffettiere, theiere & C.

  1. Antonella S.
    9 Luglio 2014 at 6:41 (6 anni ago)

    Ciao Audrey…e anche quello che doveva essere un " piccolo post estivo " è andato ed è diventato un grande e completo post Sei stata brava, bravissima, mi hai aperto un mondo che non conoscevo e che potrebbe affascinarmi molto. Quanta strada dal buon vecchio gettone e dalle cabine telefoniche….a tal proposito proprio l'altro giorno ho sentito al tg che, non ricordo in quale città italiana, hanno trasformato le ormai inutilizzate cabine telefoniche in piccoli orti: due architetti hanno piantato erbe aromatiche, basilico, salvia, rosmarino ecc., e sono a disposizione di chi vuole raccoglierle. Io l'ho trovata una bella idea!
    Bene, speriamo che i nostri lettoti apprezzino il nostro lavoro, un bacione.
    Antonella

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 12:43 (6 anni ago)

      Ciao Antonella,
      ahuahuahua vero!!! Alla fine anche le cose semplici, con noi, diventano complesse. Grazieee!! Si, l'ho visto anch'io, un'idea fantastica 😉
      lo spero tanto anch'io
      un bacione e grazie per la collaborazione

      Rispondi
  2. Pier(ef)fect
    9 Luglio 2014 at 8:22 (6 anni ago)

    Quante schede telefoniche 😀 Bella collezione!! Io non ho mai collezionato nulla, e anzi pensa che una volta iniziai una raccolta di figurine che non finì per una sola figurina XD La mia solita costanza!
    Raccoglievo anche conchiglie ma poi diventai miope e smisi XD
    Ciao Audrey!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 12:51 (6 anni ago)

      grazieee!!! Io ho tantissime collezioni che ho iniziato da bambina e abbandonato con il tempo -.-' ad essere incostanti siamo in due ahuahuahuahua
      ciao Pier a presto

      Rispondi
  3. pastaenonsolo.it
    9 Luglio 2014 at 8:55 (6 anni ago)

    complimenti per la collezione di schede telefoniche!!! Io ho sempre ammirato chi riesce a farne una, perchè io tendo a buttare tutto, tranne le riviste di cucina!!!!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 12:58 (6 anni ago)

      grazieeeee!!! io non butto nulla, sono troppo legata agli oggetti è un mio difetto 😉

      Rispondi
  4. Beatris
    9 Luglio 2014 at 8:59 (6 anni ago)

    Ognuno ha le sue passioni e ama le sue collezioni, in casa mia si colleziona francobolli e fermarsi ogni tanto per visionarli è meraviglioso, sono bellissimi.
    Ogni collezione ha il suo fascino!
    Grande post, complimento Audrey!
    Buona giornata da Beatris

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 13:34 (6 anni ago)

      Anch'io colleziono francobolli, ne ho tantissimi ma da qualche anno ho smesso.
      Hai ragione, ogni collezione racchiude in se un po' di fascino e anche un po' del suo proprietario.
      graziee!!!
      buona giornata 😉

      Rispondi
  5. Andrea
    9 Luglio 2014 at 9:16 (6 anni ago)

    Ma io al collezionismo con funzione antistress non avevo mai pensato! Ma che bella collezione che hai, interessantissima e coloratissima! Certo che l'uso del telefono ha subito cambiamenti enormi in pochi anni. Quando ero bambino il telefono era un coso nero attaccato al muro, posizionato sempre troppo in alto per le mie gambine ancora troppo corte. Poi è diventato un apparecchio da tavolo (o da comodino), abbastanza piccolo, colorato e dalle forme più svariate (ti ricordi il modello 'grillo'?). Poi è venuto il tempo dei telefonini; i primi erano come mattoncini belli pesanti, poi sempre più piccoli e leggeri che non riuscivi neanche a tenere in mano; adesso le dimensioni si stanno nuovamente dilatando…! Quanti ricordi… bellissimo post cara Audrey!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 13:40 (6 anni ago)

      Ciao Andrea,
      grazieeeee!!!!Si, la trasformazione è assurda e poi continua, chissà dove si arriverà!? No, non me lo ricordo -.-'
      Vero, i primi cellulare erano assurdi, dei veri mattoni pesanti, scomodi e anche un po' bruttini.
      Tantissimi, anche troppo e un po' arriva la tristezza
      grazie a presto

      Rispondi
  6. Lilli
    9 Luglio 2014 at 10:23 (6 anni ago)

    Ciao Audrey! Io alzo la mano! E ti dirò, ho sempre avuto la passione del collezionismo quando era bambina, solo che non sapevo il significato che gli viene attribuito. Purtroppo con il tempo questa passione l'ho persa, la mia era di cartoline, tappi di birra e macchine fotografiche delle città (hai presente quello giocattolo che come scatti si vedono le attrazioni principali del luogo, le adoravo!). Sono rimasta colpitissima dalla tua collezione di schede, caspita alcune me le ricordo ancora!!^^' Per non parlare quelle un pò più "recenti" ricaricabili della Omnitel con Megan Gale! Ahah, voglio venire a vederle ora!:) Ora la mia unica collezione è quella di make up, purtroppo!:P Un abbraccio grande!! <3

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 13:43 (6 anni ago)

      Ciao Lilli,
      anch'io, come te, ho avuto questa grande passione da bambina e poi, con il tempo, è andata scemando. bella la tua collezione di macchine fotografiche *.*
      Beh!!! una collezione di make-up è una gran bella collezione, dici niente!!! 😉
      un abbraccione <3 <3 :***

      Rispondi
  7. MikiMoz
    9 Luglio 2014 at 10:54 (6 anni ago)

    ooh, finalmente il famoso post sulle schede telefoniche!
    Ne hai anche tu un bel po', non c'è che dire!
    Io ho sempre snobbato le schede estere, mi sembravano cose poveracce, dai disegni ai colori… non so, senza stile XD

    Moz-

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 13:50 (6 anni ago)

      lo so, è arrivato dopo un bel po' ma la colpa è della programmazione della rubrica, gli argomenti sono tanti e l'appuntamento è mensile.
      Comunque sono felice di rivederti su fatterellando, era un bel po' che non ci si beccava qui 😉
      Beh!!! per una volta la pensiamo diversamente, anzi, al contrario, io ho sempre preferito quelle estere e trovato troppo misere quelle italiane ahuahuahua 😛
      ciao ciao fratellastro

      Rispondi
  8. Carla Guaraglia
    9 Luglio 2014 at 14:51 (6 anni ago)

    Sì anch'io penso che un hobby abbia un lato terapeutico in certe circostanze.
    Può essere una collezione o altro l'importante è che la mente si soffermi su qualcosa che stia per un certo tempo lontano dalla nostra causa di stress.
    Io ho collezionato guanti degli anni 60. Ora non faccio più questa collezione ma ce l'ho ancora ed ogni volta mi fa sentire un certo orgoglio, ne ho di diverso tipo. I guanti che sono sempre di moda sono quelli "dell'automobilista", i miei sono rossi.
    Ho anche fatto la raccolta delle schede telefoniche ma mio figlio mi ha poi superata e la mia collezione è diventata sua.
    La storia che hai descritto è molto ben spiegata e mi ha fatto ripercorrere tutti quegli anni, sono tornata indietro di un bel po', certo non fino a Meucci ma un bel po' indietro sì.
    Un'altra cosa bella delle collezioni è che quando sono in giro per il mondo mi ricordo di "chi" colleziona "cosa", per loro non ho mai dubbi su che souvenir portare: cartoline, ditali, ovetti di alabastro, penne con il nome della città, foulard, portachiavi….. e intanto mi ricordo di loro.
    Un caro saluto Audrey

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 13:53 (6 anni ago)

      Vero!!!
      Wooow, che super collezione la tua, sarà meravigliosa!!! Non oso immaginare quanti pezzi unici e stupendi e poi è proprio una collezione bella da rivedere.
      ahuahuahua beh!!! con i figli è sempre cosi, l'importante è che sia rimasta in famiglia 😉
      Hai ragione, con con colleziona non si sbaglia mai
      un caro saluto anche a te a presto

      Rispondi
  9. www.selodicecoco.it
    9 Luglio 2014 at 15:50 (6 anni ago)

    Io sono l'eccezione che conferma la regola, non amo collezionare, mi piace essere libera di decidere se ne voglio uno due o dieci di quell'oggetto. Collezionare mi fa sentire di non essere mai soddisfatta perché ho qualcosa di incompleto. Quando da bambina mi è capitato di collezione qualcosa che mi piaceva alla fine e avere troppi pezzi di un qualcosa che mi piaceva, finivo per non provare più interesse ed attrattiva. Baci Elisabetta

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 13:55 (6 anni ago)

      Beh!!! quello che hai descritto è un altro risvolto della medaglia e devo dire che tra le tue ragioni vi è la motivazione per la quale ho smesso anch'io di collezionare alcune cose.
      baci

      Rispondi
  10. Ali Ce
    9 Luglio 2014 at 20:07 (6 anni ago)

    che ricordi! mi ricordo che mio fratello più grande faceva la raccolta di schede telefoniche. Andavamo sempre dentro a tutte le cabine per vedere se ci fosse qualche scheda abbandonata. E come regalo di compleanno, mi ricordo che andavo in un mercatino a comprargli delle schede telefoniche rare. Solo a guardare le tue sono tornata indietro di 20 anni!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 14:01 (6 anni ago)

      ahuahuhau anch'io mi facevo il giro delle cabine per cercarle e qualche volte anche dei mercatini, ma non le compravo quasi mai perchè mi sembrava di barare acquistandole. Anch'io riprendendole in mano ho avuto la stessa sensazione 😉

      Rispondi
  11. The AnarCHIC
    9 Luglio 2014 at 20:21 (6 anni ago)

    Anche io un tempo collezionavo le tessere telefoniche, ne avevo un'infinità, ma temo di averle gettate tutte!
    Un abbraccio
    Eva e Valentina the anarCHIC

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 14:03 (6 anni ago)

      beh!! le collezioni spesso si buttano, soprattutto se sono di questo tipo
      un abbraccio

      Rispondi
  12. Mondod'Arte di S.Pia
    9 Luglio 2014 at 21:38 (6 anni ago)

    Audreyyyy…
    ti prego dammi tempo voglio leggere tutto, poi ti rispondo con calma.
    Nel frattempo visto come hai esordito ti dedico questa canzone: "Che stress" di Paolo Simoni (poi lo inseriro` anche da me).
    Baciiii…

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 14:04 (6 anni ago)

      tranquilla cara il post non scappa e puoi tornare quando vuoi 😉
      ahuahuahuahua siamo due stressate "che stess" essere stressati 😛
      bacioni <3

      Rispondi
  13. Gianna Ferri
    10 Luglio 2014 at 9:27 (6 anni ago)

    Grande post, Audrey.

    In casa mia c'è chi colleziona di tutto…sarà per questo che non amo le collezioni…

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 14:07 (6 anni ago)

      grazie!!!
      davvero? allora, esclusa te, siete dei gran collezionisti 😉

      Rispondi
  14. fata confetto
    10 Luglio 2014 at 14:49 (6 anni ago)

    Ciao Audrey,
    passo dopo tanto tempo e, come sempre, trovo da te cose interessanti e originali!
    Come hanno fatto presto, le schede telefoniche, a diventare oggetti da collezione, il tempo e i cambiamenti della tecnologia sono rapidissimi e questo ne è un esempio.
    E' bello, però, dare un'occhiata al passato, fa parte della nostra storia 🙂
    Marilena

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 14:08 (6 anni ago)

      Ciao Marilena,
      grazieeee!!!Si, secondo me, questa collezione è bella proprio perchè rappresenta i cambiamenti nelle sue mille sfaccettature.
      Vero!!! Un po' triste ma bello

      Rispondi
  15. BlondeGirl V
    10 Luglio 2014 at 18:06 (6 anni ago)

    Io collezione carillon 🙂
    Quando ero piccola mi addormentavo solo con quello ^^

    ma devo essere sincera 😀 delle schede non ne avevo mai viste… son fighe!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 14:12 (6 anni ago)

      davvero? che bello!!! I carillon sono stupendi è spesso racchiudono delle piccole magie dentro di se, una collezione da sogno la tua 😉

      Rispondi
    • BlondeGirl V
      13 Luglio 2014 at 16:57 (6 anni ago)

      si, ne ho parecchi 😀 anche comprati all estero :)))
      anche la tua è molto particolare 🙂 davvero, comunque rappresentano davvero una piccola parte di storia 🙂

      Rispondi
    • atelierdufantastique
      14 Luglio 2014 at 17:31 (6 anni ago)

      woooow, che invidia ;D
      grazieee!!! si, mi piace proprio per la storia che racconta sfogliandola 😉

      Rispondi
  16. Mondod'Arte di S.Pia
    11 Luglio 2014 at 8:09 (6 anni ago)

    Ma davvero carissima, hai collezionato anche dei gran pezzi rari, da quel che ho capito.
    Sei stata bravissima.
    Ho delle collezioni anch'io, ma non per merito mio. Mio marito ha gran quantità di cartoline dall'Italia e dal mondo.
    Un tempo li scambiava con amici, per cui c'è davvero di tutto.
    Le collezioni sono un bel passatempo e tu ci hai spiegato egregiamente perché.
    Le cabine telefoniche, che ricordi. Da noi ci sono ancora, son tenute bene, sai che non so se sono funzionanti? Che curiosità, andrò a provare, speriamo non mi prendano in giro!
    Ciaoooo…

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 14:17 (6 anni ago)

      bentornata!!! 😉
      graziee!!! si, alcuni sono pezzi con una tiratura abbastanza bassa.
      Ora che me ne parli mi hai fatto ricordare che anch'io avevo una bellissima collezione di cartoline, credo che mia sorella l'abbia gettata. Però se la trovo faccio il post, era bellissima!!! speriamo non sia nella spazzatura -.-'
      Da noi non ci sono più, sparite. Le hanno tolte tutte negli ultimi 3-4 anni…uffffiiii che peccato
      Ciaooooo :*

      Rispondi
  17. RobbyRoby
    11 Luglio 2014 at 15:17 (6 anni ago)

    ciao
    anch'io in casa ho un po' di schede telefoniche……il mio antistress però non sono le collezioni ma è giocare con la mia cagnolona Hay Lin. Adoro collezionare cartoline.

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Luglio 2014 at 15:35 (6 anni ago)

      Ciao Roby,
      beata te che hai un cucciolotto, io non posso averlo causa allergia di mamma -.-'
      si, sono molto belle e poi contengono anche messaggi, frasi, emozioni e ricordi 😉

      Rispondi
  18. Dany M
    17 Luglio 2014 at 15:48 (6 anni ago)

    che ricordi gli album di schede telefoniche 🙂 hai ragione!! questa vita ci stressa troppo.. sempre di corsa.. dovremmo cercare di ritagliarci qualche momento per noi !
    A presto 🙂

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