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Buongiorno cari lettori, passato bene il fine settimana? Scommetto che qualcuno di voi si è fatto qualche film sulle mie successive 48h dopo, no? Allora  meglio così!! Vorrà dire che non vi deluderò raccontandovi la triste verità ahuahuahuahau 

 

La tarantolata e il pasticciotto (48 h dopo)

Con la testa infilata nell’armadio cercavo disperatamente un abito fresco e primaverile.
-mamma che fai?- disse Elena guardandomi con sospetto.
-la mamma cerca un vestito- risposi facendomi spazio tra grucce, abiti e accessori.
-mammina, pchè no meti uesto- Elena prese un abito verde dai motivi delicati e me lo porse lasciando che, una parte della gonna, spazzasse il pavimento.
-vuoi che metta questo? – le accarezzai la testa e infilai il vestito.
-si, sei bellissima- mi disse sorridente.
-posso ndare da Linda – mi chiese piegando la testa di lato e guardandomi con occhioni dolci.
-ah…ora è tutto chiaro!! Volevi che mi sbrigassi per portarti da Linda. Va bene… dai andiamo!!-
Qualche minuto dopo superai il cancelletto, mi avvicinai alla porta del cafè e vidi Edoardo. Era bello come il sole poggiato contro il muro con la sigaretta tra le labbra, i jeans larghi, la maglietta nera che lasciava intravedere un grosso tatuaggio.
-Chloé, possibile che devo sempre aspettarti?- mi disse togliendosi  i Ray-Ban a goccia specchiati e facendomi l’occhiolino.
-Ciao!! ero dalla vicina, Elena voleva giocare con la sua amichetta. Vuoi di nuovo un caffè e un pasticciotto?…anzi!!! Sei qui per quel famoso tè alla vaniglia, indovinato?-
-Ummm…quasi!!! Sono qui per il tè, il pasticciotto… e anche per un’altra cosa-
-il tè posso fartelo subito, mi bastano 5 minuti. I pasticciotti sono finiti, se vuoi aspettare ne preparo qualcuno, ma ci vorrà del tempo…la terza cosa cos’è?-
-allora, il tè lo bevo… lo beviamo dopo. Adesso, invece, ti aiuto…sono proprio curioso di capire quale magia fai per renderli tanto buoni questi pasticciotti. Per la terza cosa non ti preoccupare!!-
Entrammo in cucina e presi: le uova, la farina, lo zucchero, il burro, il limone, la vaniglia e il lievito.
-tieni, altrimenti rischi di sporcarti- gli lanciai il grembiule, lui lo prese e mi guardo ridendo.
-non vorrai mica che mi metta questa parannanza da femminuccia, vero?- lo ignorai e mi voltai afferrando frettolosamente: scodelle, fruste, misurini e tutto l’occorrente per realizzare il nostro dolcetto.
-tieni!!! tu fai la frolla ed io la crema, ok?-
Dopo venti minuti Edoardo era davvero con le mani in pasta, disperato cercava di staccarsi l’impasto dalle dita senza riuscirci mentre io poggiavo la crema appena addensata sul tavolo.
PLOOK… PUF..PUF…Qualcosa cadde a terre o meglio qualcuno.
-Bonjour chouchou!!!-
Era lei, i capelli raccolti in una grossa e voluminosa acconciatura, il sorriso eccentrico, il vestito colorato, vaporoso, variopinto e pregiato.
– Chloé perchè mi guardi così? Volevo vederti e come sempre mi sono mangiata uno dei tuoi gustosissimi biscotti e voilà!!! Eccomi qua!!!  Non mi presenti al tuo amico?-
-Marie …. oddio!!! ora …-non sapevo cosa dire ero sconvolta, ma la cosa peggiore era il volto di Edoardo bianco e fisso su Marie Antoinette, sembrava catatonico.
-ho capito, faccio da sola!!…Io sono la delfina di Francia, mi chiamo Marie Antoinette e lei, bel giovane, come si chiama?- Marie Antoinette si voltò rivolgendosi al povero Edoardo, alzò la mano, con il suo solito fare elegante e birichino, la portò verso il volto del mio povero aiutante e attese. Edoardo incredulo tentò di liberarsi dalla pasta frolla per baciare il dorso di quell’arto avvolto in un guanto di seta raffinata.
-non parla? certo che gli uomini della tua epoca sono una favola, belli!!! molto belli!! mi piace questo fisico atletico e l’aria trasandata…e poi non parlano, non sei contenta chérie? due qualità in una sola creatura- Marie Antoinette rise civettuola, prese la farina e la versò a pioggia nella scodella tra le dita di Edoardo per aiutarlo a liberarsi dal composto appiccicoso.
-nooooooooooooooooooooo!!!! Marieeee, non farlo equivale a cucinare…finiremo nel 1745…a Galatinaaaaa- La stanza si riempii di ferina, il profumo della frolla invase la cucina assieme alla risa, sempre più divertite, della mia eccentrica amica e… etchiu’…etchiu’.
Vuoto, luci, colori, caduta.
Aprii gli occhi e mi ritrovai in un posto strano, le mia pelle era più scure e una ciocca di capelli, poggiata sulla spalla con la manica a sbuffo, mi fece capire che mi ero trasformata in altra persona. Adesso avevo dei morbidi boccoli rossi e un abito scuro di una stoffa un po’ dura, mi dava prurito. Mi guardai attorno, vidi un uomo intento a sfornare dolci e una donna esagitata che lo rincorreva torturandolo.
-Nico, Nicolaaa…basta!!! hai sfornato 20 dolci diversi-
-non hai capito, se non inventiamo qualcosa di eccezionale per la festa di San Paolo siamo finiti. Gli affari vanno male e io devo creare qualcosa di unico, prelibato e speciale per commemorare il guaritore delle tarantolate …e lo troverò quant’è verro che mi chiamo Nicola Ascalone da Galatina- urlo alzano il dito e gonfiando il petto.
-si, ma guarda quanti avanzi!!!- disse la donna porgendoli della pasta frolla e della crema.
-eh vabbù, che sarà mai!! Ora ci faccio un bel pasticcio…metto tutto assieme e ne uscirà pur qualcosa?- disse Nicola infornando un piccolo pasticciotto, il primo della storia.
Non sapevo cosa fare e soprattutto non sapevo dove fossero Edoardo e Marie. Mi avvicinai alla porta quando un passante si accostò per parlarmi, era spaesato e in cerca di qualcuno.
-dove siamo? in che anno siamo- domandò sgranando gli occhi.
-Edoardo sei tu?- chiesi speranzosa.
-Luisa, cosa vuole il signore?- Luisa dovevo essere io, mi voltai e vidi Nicola avanzare con il pasticciotto nelle mani.
-tenga, assaggi!!! è nuovo!- Edoardo prese il pasticciotto, lo portò alla bocca e tirò un morso. Il dolce era ancora caldissimo e lui sembrava in estasi quando deliziato addentò un nuovo boccone fumante.
-posso comprarne altri?- chiese contento.
Tutti entrarono nella vecchia bottega e nello stesso momento, praticamente all’improvviso, sentii qualcosa mordermi il polpaccio con forza.
-ahhhhhhhhhh…- una sensazione strana, un mix di noia e tormento si presero l’anima. La taranta camminava sulla mia gamba, la guardai da vicino, era Marie voleva farsi vedere e mi aveva morsa senza rendersi conto del danno appena provocato.
-chiamate i musicisti, chiamateli IMMEDIATAMENTE!!!- gridai e caddi a terra. Non ricordo nulla tranne che, ad una certa, la musica invase il mio corpo, lo prese e lo rapii facendolo contrarre ad ogni corsa sfiorata con l’arco del violino e ritrarre ad ogni colpo di tamburello, mi rigirai con il suono della fisarmonica. Ero nella prima fase, quella ove la tarantata si fa ragno. Il ritmo aumentò, io mi alzai e iniziai la lotta contro la taranta, i miei piedi saltavano a ritmo di musica ma il fine era schiacciare e uccidere il ragno che mi stava possedendo. Dopo ogni passo mi sentivo meglio, ogni salto mi liberava, la danza mi riportò l’equilibrio spirituale…svenni.
Stesa nella mia cucina riaprii gli occhi, una mano mi alzò la testa accarezzandomi i capelli.
-Edoardooo-
-tranquilla siamo a casa…stai meglio?- Edoardo mi sollevò e io realizzai: avevamo viaggiato nel tempo, ero stata morsa da un ragno e la pizzica della tarantolata  mi aveva salvato.

…mamma comu balla
la Taranta la pizzicau,
mamma comu balla
la Taranta la pizzicau;
ne pizzicau lu core
mamma mia ci dulore,
ne pizzicau lu core
mamma mia ci dulore…

 

 Cari amici, può sembrare strano, anacronistico e troppo fantasioso, ma la verità è questa. Una taranta mi ha pizzicata trasformandomi in tarantata, Nicola Ascalone ha inventato il primo pasticciotto mentre cucinavo nel suo piccolo primordiale laboratorio, Marie Antoinette ha rivelato il nostro segreto al povero Edoardo e lui…Beh!!! se volte sapere il seguito passate lunedì. 
Nel frattempo vi lascio la ricetta del pasticciotto leccese oltre al dubbio su quello che è accaduto dopo.
Baci Chloé

 

45 Comments on Le café de l’éclair (Cap 5- La tarantolata e il pasticciotto)

  1. Lilli
    19 Maggio 2014 at 10:18 (6 anni ago)

    Ahah, povero Edoardo, per me dopo il primo sconvolgimento si sarà divertito pure! Oggi ti sei superata con la fantasia Audrey, però che monella Marie a trasformarsi in una tarantola!:) Buoni i pasticiotti leccesi, non li conoscevo. Un abbraccio!:**

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      19 Maggio 2014 at 18:27 (6 anni ago)

      Ciao Lilli,
      divertito non lo so, però ha sicuramente mangiato ahuahuahuahua
      Si, Marie è una birbantella 😉
      Buonissime gnam gnam
      Un abbraccione :***

      Rispondi
  2. Ali Ce
    19 Maggio 2014 at 10:24 (6 anni ago)

    noooooo….ma è già finito questo capitolo?
    cmq mi ha fatto troppa impressione il morso della tarantola, mi sono sentita pizzicare anche io!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      19 Maggio 2014 at 18:28 (6 anni ago)

      purtroppo si!!!
      ahuahuahuahua hai ragione fa un po' senso a leggerlo o pensarlo ;D

      Rispondi
  3. MikiMoz
    19 Maggio 2014 at 11:48 (6 anni ago)

    Oh mamma, secondo me il morso della tarantola è davvero criminale!
    Per fortuna ci sono questi dolcetti… oddio, il fatto che siano leccesi mi fa storcere il naso (io vengo dal Gargano :p) ma per una volta…
    Saluti a Cholé 🙂

    Moz-

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      19 Maggio 2014 at 18:30 (6 anni ago)

      si, moltissimo!!!
      ahuahuahuahau non ci pensare all'origine 😉
      ciao ciao anche da Cholé

      Rispondi
    • Manuela Vitulli
      19 Maggio 2014 at 18:35 (6 anni ago)

      il morso della tarantola 0.0
      Oddio!!!
      Ma Miki non puoi snobbare i leccesi!
      W i pasticciotti.. non vivrei senza 😀

      Rispondi
  4. pastaenonsolo.it
    19 Maggio 2014 at 14:30 (6 anni ago)

    meno male che il morso della tarantola ha riportato Cholè dal suo Edoardo, però dobbiamo ringraziare Maria Antonietta per averci dato la ricetta dei pasticciotti. La storia è sempre più interessante e allegra, aspetto di conoscere il resto della storia e nel frattempo immagino di provare questi fantastici dolcetti.Un abbraccio.

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      19 Maggio 2014 at 18:32 (6 anni ago)

      si, per fortuna la cosa si è sistemata 😉
      Grazieeee!!! Sono davvero felice di leggere che vi sta piacendo.
      Un abbraccione e buona serata

      Rispondi
  5. Mondod'Arte di S.Pia
    19 Maggio 2014 at 15:22 (6 anni ago)

    Troppo, troppo divertente e fantasioso.
    Davvero, sono felice quando leggo i tuoi racconti.
    Il tuo dolce è troppo calorico però né! 😉 😉 😉
    Un bacio cara Audrey.

    Rispondi
  6. Cristal_Azul
    19 Maggio 2014 at 17:43 (6 anni ago)

    !Hola,Audrey!

    Es increíble como haces una historia fantástica de una receta.maravillosa.Muchos besos.Buena semana.

    Rispondi
  7. Mari
    19 Maggio 2014 at 18:04 (6 anni ago)

    questo non me lo potevo perdere!!! da Leccese D.O.C. amo e vivo di pasticciotti. Dalla tua descrizione e narrazione sembra persino di sentire il profumo… Quelli di Ascalone a Galatina sono ottimi però ti assicuro che altrove sono anche più buoni! grande AUdrey!!!!!!

    http://emiliasalentoeffettomoda.altervista.org/intimo-non-troppo/
    grazie
    Mari

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      20 Maggio 2014 at 7:50 (6 anni ago)

      anch'io, sono troppo buoni 😉
      I pasticciotti di Andrea Ascalone sono molto rinomati, infondo, è stata la loro famiglia ad inventarli però hai ragione io ne ho mangiati tanti altri davvero buonissimi in giro per il Salento 😀

      Rispondi
  8. Manuela Muratore
    19 Maggio 2014 at 19:13 (6 anni ago)

    il pasticciotto , il the alla vaniglia, la frolla, la crema…… io ho fameeeeeeeeeeeeeee
    adesso devo andare a sgranocchiare qualcosa 😀 …. sei bravissima !!!!
    bacio
    unconventionalsecrets.blogspot.it

    Rispondi
  9. Gianna Ferri
    20 Maggio 2014 at 7:18 (6 anni ago)

    Cara Audrey, hai una fantasia eccezionale…complimenti !

    Rispondi
  10. Antonella S.
    20 Maggio 2014 at 11:37 (6 anni ago)

    Ciao Audrey, ma è bellissimo, mi è piaciuto davvero tanto leggere questo capitolo, mi ha sempre affascinata la " storia della tarantola " ma non la conoscevo bene, tu sei stata perfetta nel raccontarla. Sbaglio o avevi già dedicato, tempo fa, un post a questi prelibati dolcetti? O mi confondo con qualche altra cosa? Comunque sia quelli di Cloè devono essere eccezionali anche perchè conditi con un pizzico di magia. Interessante anche la storia della loro " nascita ".
    BRAVA a tutte lettere maiuscole, te lo meriti proprio.
    Un bacio.
    Antonella

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      20 Maggio 2014 at 13:39 (6 anni ago)

      Ciao Antonella,
      si, avevo già scritto un post dedicato al pasticciotto, non sbagli.
      Ho colto l'occasione anche per spiegare, giocando, cosa succede alla tarantata quando vine morsa 😀 e poi cosi mi sembrava più magico.
      grazie mille!! Sono davvero molto contenta 😀
      grazie ancora
      un bacione

      Rispondi
  11. Miky
    20 Maggio 2014 at 13:26 (6 anni ago)

    Ciao tesorina, non ho letto il capitolo perché mi mancano tutti gli altri ^_^
    Un bacio e spero di recuperare presto.
    Ti lovvo
    Miky

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      21 Maggio 2014 at 6:45 (6 anni ago)

      Ciao tesò,
      tranquilla non ti preoccupare 😉
      Un bacio ti lovvo pur io :**

      Rispondi
  12. Valentina
    20 Maggio 2014 at 14:14 (6 anni ago)

    Tesorino ciaoooo <3 Oddio il morso della tarantolaaaaa… ricordo che studiai questa cosa anni fa e mi colpì molto! Tu sei bravissima e fantasiosa, leggerti è sempre un grande piacere, amica mia! <3 E adesso vorrei tanto un pasticciotto leccese, mi è venuta un'acquolina pazzesca! 😀 Un abbraccio grande, felice settimana! 🙂 :**

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      21 Maggio 2014 at 6:50 (6 anni ago)

      Tesoro ciaooo <3 <3
      si, è una cosa particolare e colpisce per come accade. Grazieeeeeee!!!! <3
      Un abbraccione anche a te e buona settimana bacissimi :*** <3 <3

      Rispondi
  13. Stefyp.
    20 Maggio 2014 at 21:39 (6 anni ago)

    Ciao Audrey, bello come sempre il tuo racconto..la fantasia non ti manca…e sai sempre coinvolgere con maestria..
    Davvero bravaaaa..
    Buonanotte a te, un abbraccio Stefania

    Rispondi
  14. La Betty
    22 Maggio 2014 at 15:10 (6 anni ago)

    Ciao Luisa,ops perdonami ciao Chloè, già incontrarti con la signora Delfino ha dell'incredibile se ancora vi mettete a cucinare siamo tutti fritti.
    E' davvero sorprendente come viaggiate nel tempo, in ogni caso ti consiglio di tenere al guinzaglio Edoardo mi sa che la bella Marie è più attratta da lui che dai pasticciotti.
    Ti lovvo

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      22 Maggio 2014 at 16:08 (6 anni ago)

      ahuahuahuahuahu
      Si, hai ragione Marie è una furbetta 😉
      ti lovvo pur io <3

      Rispondi
  15. Saji Connor
    23 Maggio 2014 at 17:54 (6 anni ago)

    La ricetta dei pasticciotti è già mia!!!!!
    Ma la taranta mi fa impressione!!! Ho il DDT!
    😉 Buon weekend Audrey e ancora complimenti per l'episodio! Bravissima!
    xoxo

    Rispondi
  16. Any
    26 Maggio 2014 at 18:26 (6 anni ago)

    Eccomi qui, Audrey! Volevo leggere tutto con calma e ce l'ho fatta!
    Ma quanta fantasia, complimenti! E' sempre più coinvolgente!!
    Grazie anche per la ricetta del pasticciato, non la conoscevo.

    Rispondi
    • Any
      26 Maggio 2014 at 19:06 (6 anni ago)

      Pasticciotto, pardon!

      Rispondi
    • atelierdufantastique
      26 Maggio 2014 at 20:34 (6 anni ago)

      Ciao Any,
      poi passare quando vuoi tanto resta tutto qui 😉
      grazieeee!!!! Devi provarlo è buonissimo e super profumato 😀
      baci

      Rispondi

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