Oggi il cielo è denso, tormentato e pronto ad esplodere bagnando tutti con il suo pianto sconsolato e prolungato. Poggiata contro il muro che costeggia il binario Miranda guarda l’orizzonte affascinata, lei adora la pioggia e quel mix di sensazioni e vibrazioni che le trasmettono l’odore della terra, il vento che fa presagire l’arrivo di un’acquazzone e l’acqua piovana che toccandola le fa riaffiorare i ricordi più dolci e dolorosi, come quello del suo arrivo in Italia.
Il treno giunge e lei prende posto su uno dei sedili lato mare, quello che permette di ammirare i cambiamenti del paesaggio, poi controlla se nelle vicinanze fa capolino la sua compagna di viaggio ma non vedendo il volto di Pasquina decide di dare potere alla mente facendo subentrare tristezza e malinconica dentro di se. Miranda vuole sentirsi come il tempo uggiosa e sofferente, desidera poter viaggiare anche attraverso la memoria per sapersi libera e in balia delle onde e delle emozioni legate al passato, perchè non si può sorridere tutti i giorni e non si può essere contenti e allegri quando la tempesta sta per arrivare.
Protetta dagli occhiali scuri la nostra amica poggia la testa sul finestrino e guarda la campagna e poi il mare agitato, scuro e spumoso, come quella notte di fine estate quando, negli anni ’90, assieme alla sua famiglia aveva preso quello scafo colmo di gente e di speranza.
-papà, manca molto?- chiese una piccola Miranda dagli occhi nocciola pieni di stupore
-no, dashuri (amore)…a te sembra tanto lontano perchè sei impaziente e quando si desidera con forza una cosa appare sempre irraggiungibile, ma la nostra nuova nazione è proprio ad un passo da noi, vedi? quella è l’Italia- il papà di Miranda sorrise in modo amorevole alla figlia.
Il vento era forte e lo scafo barcollava, spesso sembrava toccare il mare immenso e incattivito, qualche volta si piegava bagnando chi era seduto a poppa e obbligando tutti a tenersi il più forte possibile per non cadere in acqua.
-dashuri, aggrappati alla cintura dei pantaloni, non lasciarla per nessun motivo al mondo, tieniti il può forte possibile, papà deve aiutare la mamma e tu sei grande, oggi devi dimostrare di essere una piccola donna, ok?- disse il papà nel modo più pacato possibile mentre aiutava la moglie Alina in preda al mal di mare.
-si, papà… io sono grande!! non temere, pensa alla mamma…- rispose
Poi ci fu un gran rumore, una serie di onde enormi invasero lo scafo e l’acqua fredda bagnò tutti portando confusione, paura, spintoni e panico.
Miranda era terrorizzata ma si fece coraggio, non era più una bambina, aveva 11 anni e doveva comportarsi da donna, proprio come le aveva detto il suo papà, con tutte le sue forze si tenne alla cinta e non mollò mai la presa. Purtroppo finirono in acqua, le onde erano enormi e spingevano i loro corpi verso la riva in maniera violenta e veloce facendogli mangiare la sabbia, poi il mare se li riprendeva portandoli a largo, quasi risucchiandoli in una sorta di vortice. Dopo un lungo combattimento i tre toccarono il bagnasciuga, Miranda affondò le dita nella sabbia e spingendo con la punta dei piedi tentò di risalire con fatica la piccola insenatura intanto suo padre, completamente bagnato si alzò, caricò Alina sulle spalle e prese anche sua figlia mettendola in salvo. Sulla sabbia della caletta monopolitana, cercarono di riprendersi un po’, poi lui e la figlia sollevarono meccanicamente i loro corpi. Edrin caricò Alina in spalla e assieme si incamminarono verso il paese, quando ad un certo punto videro un immenso campo pieno di tendoni e un uomo correre verso di loro. Edrin teneva tra le braccia Alina e Miranda si trascinava aggrappata alla famosa cintura.
-amico cosa vi è successo?- l’uomo alto e cicciotto con una polo bianca si avvicinò e prese Alina tra le sue braccia mentre Edrin, sfiancato dal viaggio, si abbandonò inginocchiandosi sull’asfalto seguito da Miranda
-aiuto, no polizia, aiuta me!!!!- e le parole avevano una tale disperazione e dolore che ancora oggi Miranda le sente entrare nel cuore bloccando ogni parte di se.
– tranquillo, vedi? quello campo per albanesi, Extendopoli. Ora noi andiamo nel capo, chiamiamo dottore e troviamo letto per passare la notte- Nicola, il signore della croce rossa, parlava piano e saltando le parole nella speranza di rendere le frasi più semplici e comprensibili.
L’extendopoli divenne cosi la nuova casa di Miranda, un luogo magico e spaventoso al contempo, un posto belle e brutto in base a come lo si guardava perchè era come un dado dalle 6 facce, ogni faccia in base all’andamento delle cose poteva essere maledettamente fortunata e bella o sfortunate e terribile.
La nostra infermiera dal cuore grande non dimenticò mai quella notte, le sensazioni provate e l’arrivo in quel campo che pian piano diventò per lei una specie di casa e ogni volta che piove, ogni volta che il mare mostra la sua rabbia, ogni volta che il cielo piange la sua infelicità, Miranda si abbandona a quel ricordo e poi aspetta la sua prima lacrima, lascia che scivoli giù per la guancia e al momento giusto la lecca per sentire quel sapore salato e bagnato, come l’acqua del mare che l’accolse su quella spiaggia abbandonata in una notte di fine estate.

32 Comments on LA STAZIONE- (cap 8- prima parte) Ricordi

  1. MikiMoz
    1 Ottobre 2013 at 10:33 (7 anni ago)

    Giuro che appena torno dal weekend nel Lazio… comincio a leggere la tua Stazione!
    Un MozAbbraccio! 😀

    Moz-

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      1 Ottobre 2013 at 13:17 (7 anni ago)

      Vai in vacanza? bello!!! ma passi anche nella nostra bella capitale? se è cosi salutamela 😉
      Un abbraccio 😀

      Rispondi
    • MikiMoz
      3 Ottobre 2013 at 16:52 (7 anni ago)

      No, vado a Rieti per tre giorni di relax (e vendemmia :p)

      Moz-

      Rispondi
    • atelierdufantastique
      4 Ottobre 2013 at 14:43 (7 anni ago)

      eh bravo!!! secondo me più che relax sarà divertimento e tanto vino 😛 ahuahuahuahuahua
      divertiti anche per 😀

      Rispondi
  2. Giuls A
    1 Ottobre 2013 at 12:00 (7 anni ago)

    I ricordi tante volte prendono alla sprovvista… e sono intensi tanto quanto le emozioni provate in quei momenti!!
    Un abbraccio

    Rispondi
  3. tuttepazzeperibijoux
    1 Ottobre 2013 at 12:24 (7 anni ago)

    ciao Audrey, promette molto bene , clicchero' molto spesso in alto a destra;)) un bacio elena

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      1 Ottobre 2013 at 13:21 (7 anni ago)

      beh, allora sono felice di sapere che ti è piaciuto 🙂
      pubblico solo una volta a settimana una parte di capito 🙂
      un bacio

      Rispondi
  4. Lilli
    1 Ottobre 2013 at 12:28 (7 anni ago)

    Ciao carissima! Che storia e ricordo si porta dentro Miranda con la pioggia. Hai descritto la scena dell'arrivo in Italia così realisticamente che, credimi, me lo sono immaginata:) Sei sempre più brava, mi chiedo ora cosa si celi dietro al suo ricordo e se la vita passata nel campo sia stata davvero una fortuna o ci serbi qualche colpo di scena:) Un abbraccio grande grande, buona giornata!:****♥

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      1 Ottobre 2013 at 13:24 (7 anni ago)

      Ciao Lilli,
      woow…sono davvero super contenta di sapere che ti sei immaginata la scena *.*
      diciamo che ha sicuramente segnato la sua vita trasformandola nella donna che è 😀
      un mega abbraccione e grazie mille per i complimenti 😀
      baci :* <3 <3

      Rispondi
  5. Gianna Ferri
    1 Ottobre 2013 at 14:06 (7 anni ago)

    Anch'io mi sono immedesimata nella triste avventura di Miranda…

    Complimenti sinceri, Audrey!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      1 Ottobre 2013 at 14:16 (7 anni ago)

      😉
      bene allora, vuol dire che sono riuscita a trasmettervi qualcosa dei miei personaggi 😀
      grazie mille!!!!
      buona serata

      Rispondi
  6. Stefyp.
    1 Ottobre 2013 at 19:06 (7 anni ago)

    Bella..si senta l'anima dentro..Brava.
    Un abbraccio stefania

    Rispondi
  7. Andrea
    1 Ottobre 2013 at 21:05 (7 anni ago)

    Un racconto tristemente molto attuale! Con molto piacere ricambio la visita: ho così avuto l'opportunità di conoscere un bellissimo blog, complimenti! Naturalmente mi sono segnato tra i tuoi lettori. A presto

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      2 Ottobre 2013 at 10:36 (7 anni ago)

      Purtroppo si.
      Grazie, per il bel complimento, anche il tuo blog è molto bello e interessante 😉
      a presto

      Rispondi
  8. Melinda Santilli
    2 Ottobre 2013 at 6:36 (7 anni ago)

    Bellissimo questo ricordo, sembrava di essere lì con Miranda e mi è piaciuta anche la descrizione che hai dato all'inizio del cielo e dei sentimenti della ragazza.
    Brava! Bacioni!

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      2 Ottobre 2013 at 10:37 (7 anni ago)

      Ciao Melinda,
      grazie!!! sono molto contenta del tuo commento positivo visto che viene da un intenditrice 😉
      un bacione

      Rispondi
    • atelierdufantastique
      2 Ottobre 2013 at 10:38 (7 anni ago)

      beh, è bello vedere che questo appuntamento vi sta appassionando, per me è una bella soddisfazione 😉

      Rispondi
  9. Chat Noir
    2 Ottobre 2013 at 13:55 (7 anni ago)

    La storia di Miranda può essere la storia di tante donne che come lei sono pronte a sfidare il mondo. Quello che prova lo hai descritto molto bene all'inizio del racconto, nel cuore di Miranda la tempesta è già cominciata!
    un abbraccio 🙂

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      2 Ottobre 2013 at 14:07 (7 anni ago)

      Certo, Mirande è sicuramente uno dei personaggio che lotta di più, quella più forte e che non si arrende mai nonostante le difficoltà.
      un abbraccio

      Rispondi
  10. Betty
    3 Ottobre 2013 at 13:44 (7 anni ago)

    Cara Audrey… com’è intensa questa puntata… me la sono letta tutta d’un fiato.
    Sembrava esser lì con Miranda, con la sua paura e disperazione, in quella tragica notte… bravissima!
    Un abbraccione a te cara

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      4 Ottobre 2013 at 14:42 (7 anni ago)

      😉
      grazie Betty!!! sono felice di leggere che per molte di voi è stata una bella lettura, coinvolgente ed emozionate.
      Un abbraccione e grazie ancora

      Rispondi
    • atelierdufantastique
      7 Ottobre 2013 at 11:12 (7 anni ago)

      Ciao,
      sarò ripetitiva anch'io, ma è bello sapere che la mia storia vi piace 😉
      baci

      Rispondi
  11. Antonella S.
    16 Ottobre 2013 at 11:12 (7 anni ago)

    Ciao Audrey, si sente tutta la potenza di un ricordo spaventoso, la forza con cui in momenti particolare riesce ad invadere la mente.

    Brava, questo capitolo è così reale che sembra di sentire quella sabbia sotto i piedi.

    Un abbraccio.
    Antonella

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      16 Ottobre 2013 at 17:27 (7 anni ago)

      Ciao Antonella,
      ho provato a fare del mio meglio 😉
      grazie mille!!!
      un abbraccione

      Rispondi
  12. Any
    11 Gennaio 2014 at 9:58 (7 anni ago)

    Con la storia di Miranda, hai raccontato la storia di tante donne e tanti uomini spinti dal destino ad abbandonare la propria terra e a affrontare il mare nella ricerca di una vita migliore. Miranda è stata fortunata.

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      11 Gennaio 2014 at 15:25 (7 anni ago)

      Si, Miranda rappresenta la parte fortunata, una di quelle persone che possono dire con orgoglio "si, ci sono riuscita"…anche se le ferite per lei restano, ma la cosa bella di questo personaggio è che le ferite non l'hanno resa una donna cattiva…anzi è piena d'amore e lo dimostrerà 😀

      Rispondi

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