Titolo originale: 
L’Écume des jours

Lingua originale: francese
Paese di produzione: Francia
Anno:2013
Durata:125 min
Genere:fantastico, drammatico, romantico
Regia:Michel Gondry
Soggetto: basato sul romanzo di Boris Vian
Sceneggiatura:Luc Bossi
Produttore:Luc Bossi
Casa diproduzione:Brio Films, SCOPE Invest, Scope Picture
 
 
 
Interpreti e personaggi
Romain Duris: Colin
Audrey Tautou: Chloé
Gad Elmaleh: Chick
Omar Sy: Nicolas
Aïssa Maïga: Alise
Charlotte Le Bon: Isis
Sacha Bourdo: la souris
Philippe Torreton: Jean-Sol Partre
Alain Chabat: Jules Gouffé
Vincent Rottiers: religioso
Laurent Lafitte: direttore della società
Michel Gondry: dottore
Colin & Chloé

Sapete che solitamente amo raccontarvi i film attraverso le immagini, ma questa volta più che sviscerare la trama in base all’andamento della storia preferisco analizzarla da quello che è il mio modesto punto di vista.

Parto ovviamente dal regista, una delle figure più importanti nella nascita di un film, in questo caso parliamo del francese Michel Gondry noto in Italia soprattutto grazie al film “Se mi lasci ti cancello”, un lungometraggio delicato e fantasioso che racchiude in se una grande morale tra un fitto concatenarsi di fleshback. Alla luce di questa considerazione è facile capire che il film non assumerà i connotati banali, romantici o le sfumature drammatiche tipiche della cinematografia moderna, visto che parlando di Gondry ci si deve aspettare di tutto, infatti, quello che offre Mood Indigo è un viaggio complesso e contorto in un’epoca indefinita e quasi estemporanea piena di tratti irreali e malvagi, ma forse non tanto distanti della realtà. La storia è tratta dallo scritto di Boris Vian, che è stato definito da Raymond Queneau  uno dei romanzi d’amore più strazianti, essa sviluppa in maniera poetica in un mix fatto di gioie e dolori, di stupori e piccole grandi cose che sembrano danzare sulle note del jazz e dello “sbircia sbircia“, la danza del momento, che servirà al protagonista per far innamorare di se la bella Chloé. In questo modo sulla scena appare una sorta di surrealismo che trova forma nel pianotter, un pianoforte che permette di creare cocktal suonando melodie, nel cibo che cambia forma e dimensione mentre viene servito o del piccolo topo, amico del protagonista che vive in una casa identica a quella di Colin, solo più piccola. La schiuma dei giorni racconta la storia di Coline, un giovane francese che possiede abbastanza soldi per vivere bene e senza lavorare, nella sua casa ove le scarpe camminano da sole e  il suo topolino che si muove indisturbato convivendo con Nicolas, una sorta di maggiordomo tutto fare, che diventa persino chef grazie all’aiuto di un vero chef che si trova al di là dello schermo ma praticamente dietro il frigorifero. Poi un giorno arriva Chick, il suo amico intellettuale che, preso del filosofo esistenzialista Jean Sol Patre,  passa le sue giornate acquistando libri in edizione farmaceutica, busti del suo eroe e iniettandosi negli occhi pezzi di storia strappati alle opere dell’uomo che lo ha stregato rendendolo dipendente e ossessionato da una realtà filosofica.

Colin & Chloé il matrimonio

Chick spende tutti i soldi regalati dall’amico Colin per sposare l’amata Alise, nel suo vizio dimostrando come ogni forma di dipendenza, anche se intellettuale, possa essere deleteria. Chloé, invece, rappresenta l’amore, la purezza e la bellezza che sta nelle piccole cose, le passeggiate spensierate, il discutere del nulla, il ridere per un gioco fatto di frasi e parole anche sconnesse. Al contempo Chloé diviene la sua croce, quello che lo condurrà verso la rovina a causa della sua malattia, quella che costringerà il povero Colin a lavorare per riuscire ad andare avanti, quello che senza rendersene conto distruggerà il mondo che lo circonda. Così, come la malattia porta Chloè verso l’apatia spegnendo la sua voglia di vivere, Colin cade nel baratro e con lui la sua casupola che con l’evolversi della storia si restringe, rimpicciolisce ed impolvera sempre di più sino quasi a distruggersi. Però tutto ciò non basta, difatti, anche Nicolas cuoco, avvocato ed amico tutto fare precipita nell’abisso e nello sconforto e con l’avanzare della malattia di Chloé e come l’usurata dimora, inizia a invecchiare velocemente. Il finale vede un susseguirsi di eventi spaventosi, Alise uccide Jean Sol Patre per salvare Chick, che a sua volta muore dopo l’arrivo della polizia nella sua casa, quest’ultimo accusato di non aver pagato le tasse paga con la vita questa mancanza. Nicolas cerca di ritrovare Alise, ma arriva troppo tardi e Colin, che ora annuncia le disgrazie il giorno prima che accadano,  come lavoro, scopre che la sua amata morirà proprio con l’arrivo del nuovo giorno.
Quella che appare la nuova “Love story” di oggi si trasforma un tragedia fatta di follia, fantasia, drammaticità e surrealismo naif

IL FILM:

Il gruppo di amici

Il film ha un ottima fotografia, una colonna sonora particolare e una scenografia che prende le fattezze di un’istallazione artistica. Il tutto per non dare tempo ma solo spazio alla storia e non banalizzare un’epoca, quella del jazz, dandogli i soliti stereotipi e contorni, in questo modo la musica si colloca ad un gradino superiore e la storia si racconta da sola in un contesto che è quello di una Parigi alternativa e parallela, simile ad un secondo mondo. Le scene sono curatissime come ogni piccolo o grande oggetto presente all’interno del film, colpisce molto, per esempio, la Peugeot trasparente grande e lunga come una limousine o le cave ove si creano canne di fucile utilizzando il calore umano. Gli attori che hanno un’età superiore ai personaggi del libro, offrono maturità e concretezza nei sentimenti e interpretano al meglio i loro personaggi, ritroviamo cosi un sognante e romantico  Romain Duris, una bravissima Audrey Tautou (che io amo alla follia) e un grande Omar Sy che ci aveva già dimostrato la sua bravura in “Quasi amici”.
Il lungometraggio è perciò un lavoro di altro livello, degno del nome del suo regista, ma adatto ad un pubblico più consapevole e capace di andare oltre le apparenze.

LE ASSURDE REALTA’ DEL FILM (ovviamente in base al mio modo di analizzare le cose)

1- Il “sacrimonio” il matrimonio tra Colin e Chloé ha tanti punti da analizzare.

La malattia di Chloé

a-Il prete che si rifiuta di sposare la coppia se non dopo che si sia sfidata e abbia vinto contro un’altra coppia.
b-La voglia di Alise di competere e vincere per regalare un finale diverso al film, ma anche per realizzare quello che appare un sogno. Il suo agonismo sembra frutto di una gelosia che però svanisce nell’istante preciso in cui perde la competizione e si accomoda nuovamente tra gli invitati.
c- La sposa che aiuta le damigelle a prepararsi, quando solitamente avviene il contrario.
d- Lo sposo che non riesce a fermare la cravatta e l’amico che  la bloccarla con un chiodo al collo.
2-Chick il ladro drogato di letteratura
Questo personaggio, che in definitiva dovrebbe rappresentare l’amico fidato, ha dei contorni poco nitidi e in realtà non è altro che un approfittatore, una sanguisuga della società che sfrutta il povero Colin.
Più volte Chick usa Colin per arrivare al suo denaro e la scena peggiore arriva sul finale quando Colin, povero e stremato dal lavoro e dalla malattia di Chloé, scopre Chick che stà tentando di rubare i pochi soldi rimasti e di tutta risposta lo aiuta donandogli tutto e mostrando per l’ennesima volta il suo buon cuore.
3-Il dottore buono

Lo sbircia sbircia

Il dottore è un’altra figura particolare, un uomo dotato di grande sensibilità che non solo cerca di curare la povera neo-sposina, ma anche suo marito regalandogli soldi, parole e gesti compassionevoli.
Il dottore rappresenta la medicina, ma è totalmente diverso da quello che è il mondo farmaceutico, una sorta di labirinto per pazzi ove gli animali vengo utilizzati per creare strani intrugli curativi e ove, come nella realtà, vengo sacrificati pur di ottenere quanto richiesto dal paziente.
4-Gli oggetti retrò ma tecnologicamente avanzati.
a-La nuvola vagante, una nuvolette che viene mossa attraverso una gru e con la quale i nostri due innamorati scopriranno la città che, assieme alle macchine da scrivere le quali raccontano la storia, rappresenta un evolversi del tempo che resta però ancorato al passato, come se il mondo si sia evoluto restando esattamente dov’era.
b-il cibo che cambia forma
c-il binocolo che permette di scovare la gente
d-la vasca da bagno che svuotandosi attraverso un foro effettuato sulla struttura fa fiorire le piante della signora del piano di sotto

Il viaggio di nozze

e- il giradischi, la cassaforte, la limousine, le scale a chiocciala, la sedia che si chiude se ti siedi
f-lo strappacuore, il macchinario utilizzato da Alise per uccidere quello che vedeva come un nemico e causa della sua infelicità. La donna vittima e carnefice di se stessa si rinchiude in una storia assurda, cosi cerca amore in gesti piccoli e apparentemente giustificati, ma frutto della fame d’amore, i baci dati a Chloé nella speranza di dissetarla e il conforto che trova tra le braccia di Colin in un momento di debolezza.
5-Le scene di violenza che passano quasi inosservate
Mentre la storia prende forma, senza quasi rendercene conto, la violenza sfocia quasi nell’assurdo.
Un esempio è la gente morta mentre pattina, i corpi tritati per colpa di Chick che si trasformano in morti bianche, la testa dell’uomo-piccione fatta saltare da Colin e le stesse uccisioni, la mancanza di rispetto per i cadaveri e i corpi. Sembrano voler dimostrare come la società sia talmente colma di violenza e atti ingiustificati da vederli come eventi normali e naturali nell’evolversi delle cose. Infatti lo stesso Colin afferma “Sono le cose che cambiano non le persone”

6-La morte di Chloé

La gara per la celebrazione del sacrimonio

Con la morte della sua sposa il povero Colin sprofonda nella disperazione, senza soldi e ormai stanco vorrebbe dare una cerimonia rispettosa a sua moglie, però il prete non è disposto a far nulla senza denaro, anzi è infastidito dalla parola povertà, cosi la giovane donna riceve una sepoltura indegna e mortificante. Una sorta di richiamo a quella che è diventata la chiesa e all’insensibilità che si nutre verso la povertà della gente comune.
7-La natura maligna
La bellezza e la varietà dei fiori, il loro profumo inebriante i loro colori luminosi, da un lato si rivelano curativi e benevoli e dall’alto logorano e uccidono dimostrando il loro lato cattivo e spietato.
8- Il servo amico
In questo mondo alternativo ritroviamo il rispetto per la servitù che in alcuni casi sfocia nell’esagerazione (come nella scena della festa), in altri dimostra come Nicolas rappresenti il vero amico, parte integrante della famiglia, fidato, buono, altruista.
9-Il viaggio di nozze
Il momento più bello si rivela un disastro dall’inizio, l’impossibilità di trovare la via del sole, il tempo che per metà era brutto bagnando Colin e per metà soleggiato baciando Chloé con i suoi raggi caldi e delicati. Il rifugiarsi in un logo che poi diventerà la causa del male della protagonista.

16 Comments on MOOD INDIGO- la schiuma dei giorni

  1. Lilli
    26 Settembre 2013 at 21:18 (7 anni ago)

    Ciao carissima! Rimproverami ma non conoscevo questo film nè il romanzo da cui è tratto. Anche io adoro l'attrice, ho visto alcuni dei suoi film in cui è sempre bravissima. Allora prima di leggere la tua recensione ho visto il trailer e mi ha colpito, la musica, in contrasto con la trama, è molto bella e accompagna il grande movimento che mi è parso di capire sia caratteristico dell'intera storia. In effetti dovrei vedere il film per capirlo meglio, sembra una storia in cui alla base un fatto triste venga esasperato sino al diventare surreale. Le scene che hai elencato sono proprio assurde, su di una in particolare sono d'accordo, ossia che gli atti di violenza ormai vengono così considerati come normali da confondersi nella realtà di tutti i giorni. Come sempre sei stata brava ed esaustiva, e mi hai messo molta curiosità!:) Buonanotte, un abbraccio grande grande♥

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      27 Settembre 2013 at 9:34 (7 anni ago)

      Ciao Lilli,
      perchè dovrei rimproverarti? sapessi quanti film non conosco io, per non parlare dei romanzi 😉 Il film è complicato e sicuramente non è quel genere di film che piace a tutti, inoltre, è complesso persino spiegarlo e non ha nemmeno molto senso farlo. Se dovessi limitarmi a dire di cosa parla ti direi di due persone che si amano, ma che alla fine si perdono perchè nonostante i sacrifici di lui, lei muore, al contempo tutto ciò è riduttivo perchè il film è pieno di sfumature, piccoli dettagli e cose dette "tra le righe", diciamo che è tutto surreale ma contemporaneamente realistico (un'esasperazione delle realtà), ecco credo che tu in parte abbia colto il senso senza vederlo.
      grazie mille!!!! come sempre sei gentilissima 🙂
      se ti piacciono i film complicati e per nulla scontati te lo consiglio
      Un mega abbraccio buona giornata :* <3 <3

      Rispondi
  2. Paola
    27 Settembre 2013 at 7:46 (7 anni ago)

    Avevo visto la pubblicità di questo film e avevo immaginato che dovesse essere molto particolare, Audrey Tatou mi piace molto come attrice, mentre Quasi Amici devo ancora vederlo, è nella lista (li perdo al cinema, ormai lì vedo solo Turbo, I puffi e compagnia belle, ma poi mi rifaccio quando arrivano in TV)
    Paola
    http://www.lechicchedipaola.it/

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      27 Settembre 2013 at 9:37 (7 anni ago)

      Si, in realtà il trailer mostra solo un 30% della sua particolarità.
      Quasi amici te lo consiglio è un bellissimo film, merita.
      Beh, anch'io voglio andare a vedere i Puffi, secondo me sarà una figata 😉
      buona giornata

      Rispondi
  3. Gianna Ferri
    27 Settembre 2013 at 8:49 (7 anni ago)

    Quanti colpi di scena…

    Ottima analisi del film, Audrey.

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      27 Settembre 2013 at 9:38 (7 anni ago)

      eh si, colpi di scena e scene inaspettate 🙂
      grazie Gianna
      buona giornata

      Rispondi
  4. Giuls A
    27 Settembre 2013 at 14:53 (7 anni ago)

    Questo film lo voglio troppo vedereeeee!!!
    Lo hai visto se mi lasci ti cancello sempre di questo regista? Bellissimo anche quello!!
    Baciottolo

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      27 Settembre 2013 at 15:03 (7 anni ago)

      Ciao Giuls,
      guarda io trovo che sia un film stupendo e sicuramente da vedere, ma solo se si ha un certo tipo di apertura a film particolari.
      Ovviamente ho visto "Se mi lasci ti cancello" al cinema e svariate volte in tv, adoroooo!!!
      Io sono cinema dipendente ahuahuahua vivo tra cineforum, cinema e dvd 😉
      baci baci

      Rispondi
  5. Strawberry
    27 Settembre 2013 at 15:28 (7 anni ago)

    Ah, lo hai visto anche tu!
    La macchina trasparente è una trovata geniale come molte altre e, come ho già detto da me, credo che Gondry sia riuscito molto bene nell'intento di portare su pellicola il mondo di Vian… un gioiellino…

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      27 Settembre 2013 at 15:37 (7 anni ago)

      siiiii, fantastico!!!! anche se per pochi secondo me
      il film è super Gondry è un grande e non è mai banale, ovviamente concordo con te la pellicola è perfettamente riuscita 😉

      Rispondi
  6. LeJene Son Tornate
    27 Settembre 2013 at 15:48 (7 anni ago)

    Non abbiamo ancora visto il film, ma grazie alla tua analisi faremo caso a tutte le particolarità che hai descritto.
    Grazie, un abbraccio zamposo

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      27 Settembre 2013 at 16:43 (7 anni ago)

      è molto bello, secondo me vi piacerà 😉
      grazie a voi per essere passati
      un abbraccio zamposo

      Rispondi
  7. tuttepazzeperibijoux
    27 Settembre 2013 at 16:15 (7 anni ago)

    ciao cara Audrey, sono pigrissima, vedo pochi film ultimamente… ma leggendo le tue recensioni fai comunque venir voglia ;))
    non conoscevo questo film, ma essendo francese gia' mi ispira..;)) cosi come la trama baci elena

    Rispondi
    • atelierdufantastique
      27 Settembre 2013 at 16:44 (7 anni ago)

      Ciao Elena,
      è molto bello e per nulla banale, da vedere 😉
      buona serata ciao ciao

      Rispondi
  8. lolle
    27 Settembre 2013 at 19:26 (7 anni ago)

    Confesso che non avevo sentito parlare di questo film… decisamente non banale!!
    La tua analisi mi ha davvero incuriosito…

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